La violenza vista con gli occhi dei bambini

Presentata una monografia e inaugurata una mostra in Corso dei lavori realizzati dagli assistiti del rifugio di Sant'Anna

L’esposizione allestita in Corso

La mostra intitolata “Vorrei sognare che la mamma e il papà facciano pace per poi vivere tutti insieme” comprende i lavori delle vittime della violenza in famiglia, soprattutto i bambini, ospiti del rifugio di Sant’Anna, è stata inaugurata ieri in Corso. Precedentemente, nell’Aula consiliare è stata presentata la monografia, dalla quale sono state estratte le illustrazioni per realizzare l’esposizione. La mostra e la monografia sono state presentate in occasione della Giornata nazionale della lotta contro la violenza sulle donne, che ricorre il 22 settembre. Ricorderemo che in questa data di vent’anni fa un uomo aveva fatto irruzione in un’aula di Tribunale uccidendo la giudice, l’avvocato e la moglie dalla quale stava divorziando.

Una triste testimonianza

Suor Suzana Samardžić, direttrice della Casa di Sant’Anna, ha spiegato che i disegni dei bambini e i messaggi scritti sono la testimonianza della violenza in famiglia subita. “Sono testimonianze traumatiche per i bambini, che sicuramente rimarranno impresse nella loro memoria per sempre. Nel nostro rifugio, però, cerchiamo di assicurare tutto il calore, l’amore e la sicurezza di cui hanno bisogno. Il rifugio di Sant’Anna celebra quest’anno il 25.esimo anniversario della fondazione e per questo motivo abbiamo deciso di pubblicare una monografia e di allestire questa mostra”, ha esordito suor Suzana Samardžić. Il rifugio di Sant’Anna mette a disposizione 30 posti e attualmente ospita 6 donne con i loro figli.

Il ruolo educativo

Don Matija Matičić, rettore della Cattedrale di San Vito, ha parlato del ruolo educativo della mostra e della necessità si sensibilizzare la società sul problema della violenza in generale e di quella nei confronti delle donne e dei bambini in particolare. Egli ha sottolineato l’esemplare collaborazione della Chiesa con l’amministrazione cittadina e regionale nella realizzazione dei progetti sociali, quali sono il rifugio per i senzatetto, il soggiorno per le persone affette da demenza, nonché l’hospice.
Dragica Marač, capodipartimento regionale per la politica sociale e i giovani si è complimentata con Suor Suzana Samardžić e con i volontari che operano nel rifugio. “Questo non è un lavoro, è una missione che rientra nella tutela dei diritti umani fondamentali. Grazie per tutto quello che state facendo anche perché lo fate con il cuore. Non è facile riportare a galla una persona che ha raggiunto il fondo, ma voi siete capaci di farlo. Credo che questa mostra non lascerà indifferente nessuno. Le illustrazioni e i messaggi trasmettono con crudeltà la sensibilità dell’infanzia”, ha concluso Dragica Marač.

Tutelare le vittime

Alla presentazione hanno preso parte anche i due vicesindaci, Nikola Ivaniš e Marko Filipović. Quest’ultimo ha sottolineato che la mostra è la dimostrazione che viviamo in una società sensibile ai problemi degli altri, pronta ad aiutare chi ne ha bisogno. “Purtroppo la violenza fa parte della quotidianità per cui lo Stato, la società e le istituzioni devono impegnarsi e fare in modo che venga punita molto severamente e che le vittime vengano tutelate al massimo”.
La mostra, che comprende una ventina di gigantografie, è stata allestita dal rifugio di Sant’Anna, gestito dalla Caritas, in collaborazione con l’Arcivescovado cittadino, la Città, la Regione, il quotidiano Novi list e il Laboratorio galenico Jadran (JGL).
La monografia può venire acquistata, al prezzo di 50 kune, nel negozio della Caritas, in via Pomerio 3A, di fronte al Palazzo del governo.

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