Fiume. Il grattacielo fantasma

L’Ateneo fiumano ha rinunciato per il momento alla ristrutturazione dell’ex ostello delle Ferrovie in via Primo maggio. I progetti prevedevano una sua riqualificazione in Casa dello studente

Il cancello protettivo che vieta l’entrata. Foto Željko Jerneić
Il “grattacielo dei ferrovieri”, muto testimone di un triste degrado. Foto Željko Jerneić

Per un attimo c’avevamo creduto, ma poi un improvviso cambiamento di… rotta ha fatto crollare ogni speranza che il vecchio “grattacielo dei ferrovieri“, come viene comunemente chiamato, ubicato in via Primo maggio, dopo anni di degrado possa finalmente risplendere di nuova luce. Lo stabile di proprietà delle Ferrovie di Stato (HŽ), costruito nel 1980 per dare vitto e alloggio ai ferrovieri non residenti a Fiume, e chiuso in via definitiva nel 2007, non sarà sottoposto così presto a un ambizioso intervento di ristrutturazione. L’opera era stata annunciata dall’Ateneo fiumano, il cui Senato aveva concesso nel novembre del 2018 al rettore Snježana Prijić Samardžija il via libera per procedere con l’iter di riqualificazione dell’ex ostello in Casa dello studente, la cui prima fase prevedeva l’ottenimento della necessaria documentazione. I lavori sarebbero dovuti partire il prossimo mese di settembre, per concludersi entro la fine del 2020, anno in cui Fiume sarà a Capitale europea della Cultura.
Oggi, dopo sei mesi, le cose sarebbero dovute essere ormai a buon punto, e invece il lodevole progetto, voluto da tempo dai cittadini di Fiume, si è concluso (o meglio, fermato) con un nulla di fatto. Una serie di problemi burocratici, che hanno a che vedere con l’ottenimento dei necessari permessi, ha costretto infatti l’Ateneo a rinunciare (per il momento) alla ricostruzione del vecchio grattacielo e a individuare altre soluzioni per i propri studenti. I giovani che studiano nel capoluogo quarnerino otterranno così un nuovo padiglione nel Campus di Tersatto, il quinto dei complessivi sette previsti dal piano, mentre il “grattacielo dei ferrovieri” – che prima di venire assicurato da una rete protettiva in quanto pericolante, era diventato il punto di ritrovo preferito dei tossicodipendenti, e a volte anche di riparo dei senzatetto – dovrà attendere tempi migliori che, chissà quando (e se neanche), arriveranno.
Il progetto di rinnovo prevedeva che i 15 piani dell’edificio ospitassero, a lavori conclusi, complessivi 56 appartamenti e 224 camere, di cui 112 singole e altrettante doppie, per un totale di 392 posti letto. I futuri inquilini avrebbero inoltre potuto fruire di un ristorante e di uno spazio per il tempo libero, con tanto di bar all’ultimo piano del palazzo.
Un progetto importante e di grande pregio, che avrebbe potuto far risorgere uno dei tanti stabili in disuso della città e che invece, vista la situazione attuale, lascia soltanto l’amaro in bocca…

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