Il maltempo è nemico delle Saline di Sicciole

Le precipitazioni hanno inciso fortemente sulla stagione 2020. Compromessa la produzione di sale, nei magazzini finiranno tra le 350 e le 400 tonnellate

Il magro raccolto del sale a Sicciole

Le recenti precipitazioni in regione, a tratti anche molto violente, fanno sospirare i salinai. A Sicciole nessuno si fa più illusioni; la stagione 2020 si concluderà con una vera catastrofe. Le alte temperature registrate non hanno potuto cancellare gli effetti deleteri dell’acqua piovana nelle vasche, da dove doveva essere raccolto il sale. Il minerale bianco del piranese, tanto apprezzato in gastronomia perché prodotto in modo artigianale e tipico dei secoli scorsi, quest’anno sarà difficile da reperire. I 22 centimetri di pioggia caduti in media su ogni campo salifero hanno vanificato il pesante lavoro dei salinai, iniziato già in marzo e che in aprile era ripartito di fatto da zero.

Una veduta delle saline in questi giorni

I primi quantitativi di sale sono stati ricavati in giugno, quando si sperava ancora che il bilancio conclusivo avrebbe potuto essere positivo. Nei magazzini finiranno nelle prossime settimane, nella migliore delle ipotesi, dalle 350 alle 400 tonnellate di sale, ossia un decimo circa delle annate migliori. Già la scorsa stagione aveva visto un calo della produzione pari al 50 per cento circa. Come riferito all’Agenzia STA dai responsabili delle saline attualmente sono attive 26 delle 55 vasche esistenti a Sicciole. Le altre sono in attesa di essere rinnovate, ma la spesa relativa è piuttosto alta. A lavorarle sono 19 dipendenti fissi e alcuni locatari dei campi, che poi sono tenuti a vendere il raccolto alle saline.

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