Il buono turistico. Toccasana estivo

Pirano-Portorose nettamente in vetta alle preferenze dei vacanzieri sloveni

Gli operatori turistici della fascia costiera continuano a registrare risultati molto buoni anche in questo periodo di emergenza coronavirus. I dati indicano addirittura che il numero di villeggianti è uguale o di poco superiore a quello dello scorso anno. La destinazione Pirano-Portorose è in testa alle graduatorie delle presenze e dei pernottamenti. In luglio i villeggianti sono stati 85mila e hanno totalizzato 330mila pernottamenti, ossia circa il 2 per cento in più rispetto al 2019. Prevalgono, com’era facile prevedere, i turisti sloveni che possono contare sul buono di 200 euro, rispettivamente 50 euro per i minorenni, accordato dal governo per saldare il soggiorno nelle strutture ricettive. Ne sono stati spesi per quasi 10 milioni di euro, un dato che colloca la destinazione istriana nettamente in vetta rispetto alle altre località turistiche del Paese.

Una spiaggia a Portorose

Gli ospiti nazionali hanno occupato all’incirca il 70 per cento delle disponibilità in alberghi, camere private e campeggi, ribaltando i valori dell’alta stagione che vedevano sempre la prevalenza di ospiti stranieri. Per il resto numerosi sono ancora gli austriaci e i tedeschi. Pochi gli italiani, circa l’1,5% dei soggiorni registrati fino al 9 agosto. I risultati incoraggianti sono dovuti ai provvedimenti governativi ma, come rileva Igor Novel, responsabile dell’Associazione turistica di Portorose, anche delle campagne promozionali a livello nazionale, tendenti a far tornare nelle località slovene quanti più turisti. Ne ha beneficiato evidentemente anche il Comune di Isola che ha visto affluire in luglio oltre 25mila vacanzieri, con un piccolo incremento rispetto alla stagione passata. Hanno scelto soprattutto il pernottamento in albergo, ma non hanno disdegnato neppure le camere private e i campeggi. Considerando il pericolo Covid-19 e la cancellazione di molti eventi estivi, si tratta di un risultato pregevole. Soddisfazione è stata espressa anche dalle tradizionali destinazioni turistiche del resto del Paese come ad esempio Kranjska Gora, Bled e Bohinj, mentre sta andando piuttosto male la capitale Lubiana, che lamenta il 70 per cento di visite in meno.

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