Ex Convento, perizie sullo stato di salute

L’Università del Litorale intenzionata al completo recupero

Il centro storico di Capodistria conserva importanti tracce della propria storia, anche attraverso la presenza di gioielli architettonici risalenti a diversi periodi storici. Una gran parte sono ben conservati e adibiti a svariati usi di interesse pubblico, altri invece sono trascurati o abbandonati all’incuria del tempo. Tra questi figura l’ex Convento dei Serviti, monumento di primaria e stratificata importanza sociale, di elevato valore storico e architettonico, nonché un tassello indelebile per l’identità degli cittadini di quest’area. Infatti, duecento anni di storia come ospedale e reparto maternità hanno trasformato l’antico Convento nella “Casa natale comune” di una moltitudine di abitanti della regione, come pure di due generazioni di Istriani prima di loro. Il suo restauro è una delle priorità per l’Università del Litorale che assieme ai ricercatori del Centro di eccellenza InnoRenew e con l’ausilio della tecnologia moderna hanno avviato i lavori di perizia dello stato attuale dell’edificio, che sarà la base per la documentazione del piano di riassetto. Secondo Tim Mavrič, assistente di ricerca presso l’InnoRenew e dottorando nel programma di gestione delle risorse culturali e degli archivi presso la Facoltà di studi umanistici di Capodistria, “la conservazione dell’autenticità materiale generale è fondamentale per la tutela del patrimonio culturale, motivo per cui la preparazione di una documentazione dettagliata è estremamente importante. Il Centro di eccellenza sta svolgendo attività di documentazione con l’ausilio di uno scanner 3D, in grado di catturare un determinato spazio interno o esterno e convertirlo in un modello 3D digitale”. Dal punto di vista storico si tratta dell’unico complesso conventuale dei Padri Serviti conservato in Istria e da quello urbanistico rappresenta una delle principali strutture del centro cittadino, mentre nel paesaggio circostante costituisce un elemento dominante, non invasivo ma chiaramente leggibile. Ricerche archeologiche hanno rinvenuto testimonianze che il sito era abitato già in epoca romana, vista la presenza nel sottosuolo dei resti di una villa marittima. Documenti recuperati attestano che nel 1135 vi sorgeva un Convento benedettino ma la funzione principale dell’edificio è stata riservata ai Padri Serviti tra il XV e il XVIII secolo. Dal 1810 fino alla fine della Seconda guerra mondiale il complesso ha ospitato l’ospedale cittadino e in seguito, tra il 1949 e il 1996, il reparto di ostetricia e ginecologia diventando così il “luogo di nascita” di molte generazioni e quindi un luogo associato a molti ricordi positivi, personali e collettivi. Per anni è rimasto abbandonato, quasi in rovina in attesa di un intervento di recupero e di essere destinato alle necessità dell’Università del Litorale. Nel 2010 era stata effettuata una prima analisi termografica di alcune parti del complesso eseguita dal Politecnico di Milano e nel 2011 sono iniziate le indagini archeologiche e archivistiche per il suo recupero. Nel 2012 il Centro di restauro dell’Istituto per la tutela dei beni culturali della Slovenia ha svolto estese ricerche a fini di restauro tramite saggi effettuati in diversi punti del complesso e successivamente nell’autunno del 2014 i ricercatori del Politecnico di Milano hanno eseguito un nuovo tentativo di analisi termografica e aggiunto così nuove tessere al mosaico della storia della costruzione. La tecnica moderna della termografia consente una ricerca non invasiva, in cui le telecamere visualizzano le differenze nella conducibilità termica dei materiali da costruzione, che possono rivelare strutture nascoste sotto gli intonaci o altrove negli edifici. Nonostante il lavoro svolto fino ad oggi, potrebbero essere necessarie ulteriori ricerche e in questo caso, l’InnoRenew utilizzerà la sua nuova termo-camera ad alte prestazioni, che può scavare più in profondità nella struttura dell’edificio e rivelare quanto i vecchi strumenti non sono riusciti a fare. Il lavoro svolto dal Centro per l’eccellenza contribuirà non soltanto al riassetto dell’edificio, ma anche alla sua completa digitalizzazione, che sarà la base per l’eventuale collocazione in un ambiente virtuale, percorribile anche da visitatori esterni. Il restauro dei monumenti culturali è solitamente un processo lungo, che richiede un’accurata ricerca, un’attenta pianificazione e un’ampia documentazione, poiché quale bene protetto, qualsiasi intervento deve essere approvato dall’unità competente dell’Istituto per i beni culturali della Slovenia.

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