Coronavirus a Capodistria: in tre casi calpestati i protocolli

Invece di chiamare da casa, i potenziali contagiati si sono recati a Capodistria nelle Case della salute

Il poliambulatorio in Bonifica

L’emergenza Coronavirus ha interessato ieri mattina molto da vicino il centro di Capodistria. In ben tre casi persone potenzialmente contagiate dal morbo, in barba a tutte le istruzioni ripetute in continuazione negli ultimi giorni, hanno fatto visita ai rispettivi medici di base. Due hanno i loro ambulatori nella sede della Casa della sanità in Bonifica e l’altro opera invece nel vecchio poliambulatorio di via della Valle. Non appena ricevuti hanno dichiarato di essere reduci da viaggi in Italia e di essere stati in contatto con conoscenti potenzialmente contagiati. In un caso la malattia sarebbe stata addirittura diagnosticata. Nei poliambulatori sono scattate le procedure d’emergenza. Le sale d’aspetto sono state evacuate e disinfettate, sono state prelevate le generalità degli altri pazienti presenti e nel caso si ritenga che esistano gli estremi, saranno convocati per accertamenti e la prova del tampone. Questa è stata ordinata immediatamente per i tre pazienti rientrati dall’Italia. La direttrice sanitaria, Ljubica Kolander Bizjak, ha lanciato un accorato appello attraverso i mezzi d’informazione affinché i cittadini dimostrino senso di responsabilità e rispettino le norme e i protocolli di prevenzione. Ha ricordato che il primo contatto con le strutture sanitarie va stabilito per telefono e quindi vanno seguite le istruzioni degli epidemiologi sull’urgenza di recarsi al Centro per il prelievo dei campioni di saliva e di mucose nasali. Entrare negli ambulatori significa rischiare di mettere in pericolo la salute di medici e infermieri, ma anche di diffondere, eventualmente, la malattia. Per il resto in regione regna comprensibile preoccupazione per gli annunciati provvedimenti agli ex valichi di frontiera con l’Italia. Come annunciato dal governo, quelli una volta destinati al piccolo traffico di frontiera saranno chiusi al traffico. Le macchine saranno dirottate a Scoffie e Lazzaretto, dove alle persone in transito sarà misurata la febbre. Per ora non esistono indicazioni più precise, il passaggio della frontiera si svolge senza ulteriori particolarità. La Polizia slovena ha comunicato di non aver avuto istruzioni sulla chiusura delle vie di comunicazione, ma di essere pronta ad assistere le equipe sanitarie, qualora ciò fosse richiesto.

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