Capodistria, la mappa più antica ha 400 anni

La cartina di Capodistria di Giacomo Fino

CAPODISTRIA | A Palazzo Pretorio sono state presentate ieri le iniziative a ricordo dei 400 anni della Pianta di Capodistria di Giacomo Fino. Redatta il primo agosto 1619 su commissione del podestà e capitano Bernardo Malipiero per le necessità di rinnovo del sistema di fortificazione, rappresenta la più antica mappa della città pervenutaci e in assoluto una delle più remote dell’intera area nord-adriatica. In occasione del 400° anniversario della sua redazione, la Società umanistica “Histria” promuoverà una serie di eventi di carattere editoriale, espositivo, convegnistico e promozionale, che avranno luogo da domani, giovedì, sino alla fine dell’anno. Con la partecipazione dell’Archivio regionale e della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria, nonché l’adesione di alcuni partner, tra cui la scuola elementare “Pier Paolo Vergerio il Vecchio”, le attività sono iniziate durante l’anno scolastico, quando si è tenuto anche un workshop per i ragazzi dell’istituto partecipante, ha spiegato Deborah Rogoznica, coordinatrice del progetto. Il primo agosto avrà luogo la presentazione della monografia dello storico Salvator Žitko sul patrimonio veneto capodistriano, incentrato su 23 immagini custodite dall’Archivio di Stato di Venezia. Commentandole, Žitko ha intrecciato la storia della città in epoca veneta. Seguirà l’inaugurazione della mostra che ripercorre tre annate, il 1619, il 1819 e infine il 2019, che si propone di tracciare l’evoluzione di Capodistria nel corso dei secoli. “Si tratta di un apparato iconografico rilevante che contribuisce alla conoscenza dello sviluppo della città, compresa l’importante impronta del dominio veneto”, è intervenuto Mario Steffè. Sabato, 3 agosto sarà la volta della presentazione della riproduzione della mappa più antica di Capodistria e l’esplorazione dei luoghi rappresentati del suo autore, Giacomo Fino, sotto la guida di Salvator Žitko e Neža Čebron Lipovec, con inizio alle ore 9 presso il mercato cittadino. Gli eventi riprenderanno in autunno, precisamente il 29 ottobre con una tavola rotonda sul Catasto franceschino, mentre il 3 dicembre il tema della giornata studio sarà “Capodistria in epoca veneta”. Durante la presentazione Žitko ha tenuto a ringraziare Dean Krmac della Società umanistica “Histria” e ricordare l’architetto e urbanista scomparso Darko Likar che ha contribuito in modo significativo alle ricerche, dalle quali risulterebbe che la cinta muraria di Capodistria con i suoi 2.525 metri di lunghezza superasse i 1.940 metri di Ragusa. “Grazie alle ultime scoperte, abbiamo l’occasione di metterci a pari passo con il Centro di ricerche storiche di Rovigno”, ha precisato Žitko. Già dieci anni fa la Società umanistica “Histria” si è ricordata dell’anniversario della compilazione della carta di Capodistria da parte di Giacomo Fino. In quell’occasione ha pubblicato una ristampa della pianta, corredata di pubblicazione bilingue del professor Žitko. La visita guidata organizzata allora sulle tracce di Fino, inoltre, riscosse un notevole successo da parte del pubblico. Il disegno di Fino rappresenta un’essenziale fonte per lo studio della genesi della città e del suo impianto urbanistico, ma non è il solo anniversario da ricordare, visto che quest’anno ricorrono anche i duecento anni del cosiddetto ‘Catasto franceschino’. “Abbiamo deciso di abbinare il tutto presentando anche una mappa della Capodistria odierna”, ha rimarcato la Rogoznica.

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