Presto un distributore di gas compresso

L’investimento rientra nel Meccanismo ITU, che metterà su strada 20 autobus. Costo di bus e stazione di rifornimento, 60,8 milioni di kune di cui 42,7 milioni derivanti dai Fondi UE

Il cantiere del distributore GNC in via dell’Industria

Il costruttore Macel Plin di Zagabria non perde tempo: il cantiere in via dell’Industria che gli è stato affidato lo scorso anno ha già cambiato i lineamenti di una periferia urbana che fino agli anni Novanta era stata prettamente industriale, mentre oggi è quasi esclusivamente commerciale e logistica. Chi ha la memoria lunga ricorderà che da queste parti hanno regnato per lunghi anni aziende come Industrochem, Siporex e Tehnomont, che dagli anni Sessanta la Plinara vi produceva il gas di petrolio liquefatto, e che c’era un piccolo distributore di GPL per auto, carburante a buon mercato che ormai bisogna rimpiazzare con combustibili puliti.

Come si cambia

Le foto che pubblichiamo su queste colonne mostrano come stia cambiando definitivamente aspetto questa non certo piccolissima porzione di spazio a settentrione dal centro città. Tra il palazzo dell’Euroherc, le concessionarie del gruppo Benussi e il negozio di arredi per la casa e il giardino Jysk, è spuntata l’ossatura di quello che sarà presto il primo distributore di gas naturale compresso per autobus e automobili in città. L’impianto fornirà 920 kg/h di GNC, che erroneamente chiamiamo metano perché il metano è solo il primo gas per concentrazione nella miscela, ma tant’è. Quel che conta è che basteranno 10 minuti per fare il pieno di un autobus, e la velocità in questo caso è molto importante, perché di autobus a GNC entro l’anno ne avremo ben venti.
Tutto questo ben di Dio di infrastrutture e di mezzi pubblici è praticamente un dono dell’Unione europea, del governo croato e in piccola parte uno sforzo degli enti locali e delle società partecipate che investono nel progetto. Le due società che hanno realizzato gli acquisti e commissionato i lavori sono la “Plinara” e la “Pulapromet”, ma il loro contributo in termini finanziari è minimo. Il grosso della spesa è sostenuto dalla Commissione europea attraverso il Meccanismo del Territorio Urbano Integrato (ITU) messo a punto dall’UE insieme al Ministero per lo sviluppo regionale per stimolare gli enti locali che ruotano intorno allo stesso nucleo urbano centrale a collaborare per il conseguimento di fini economici, sociali e culturali comuni. In questo caso, l’acquisto degli autobus alimentati a gas e il rispettivo distributore di benzina che di quelli è la condizione necessaria. La struttura in via di costruzione occupa un bel quadrante di terreno in via dell’Industria: è sorta letteralmente sulle ceneri degli smantellati impianti di produzione del gas di città, il combustibile soppiantato dal metano dei giacimenti dell’Adriatico settentrionale. La stazione di servizio ha ormai acquistato i suoi lineamenti definitivi, il raccordo stradale con la tangenziale nord è bello e finito, i lavori sono a buon punto. Abbattuta la vecchia recinzione inghiottita da una fitta vegetazione incolta, l’impianto ha fatto capolino e ora si mostra alla città quasi pronto per l’uso.

Operativo entro l’anno

E infatti sarà in uso entro l’anno, dopo l’arrivo a Pola dei 20 autobus che gioveranno a tutto il “territorio integrato” di Pola e dei Comuni del suo anello periferico. Ne trarranno beneficio diretto i cittadini, i passeggeri, i pendolari, gli scolari di Pola, Dignano, Medolino, Lisignano, Barbana, Sanvincenti, Marzana. Ne trarranno beneficio indirettamente anche i residenti di Fasana, il cui Comune ha però disertato l’iniziativa, probabilmente per ragioni politiche. Sia come sia, l’investimento vale la bellezza di 60,8 milioni di kune, che l’EU sostiene con 42,7 milioni di kune dal Fondo di coesione (33,7 milioni) e da altri strumenti finanziari a favore dello sviluppo regionale (9 milioni). I sessanta e passa milioni coprono le spese di entrambe le iniziative in corso, la fornitura degli autobus e la costruzione del distributore di gas, che da solo vale 9,3 milioni di kune (di cui 7,8 forniti dall’Europa).

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