Schengen. Vantaggio per tutti

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Schengen. Vantaggio per tutti
Le code al confine di Castelvenere, in Istria, diventeranno presto solo un brutto ricordo. Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

L’ingresso della Croazia nello Spazio Schengen è all’ordine del giorno del Parlamento di Bruxelles. Gli europarlamentari hanno preso in esame ieri in sessione plenaria il rapporto del relatore, il portoghese Paulo Rangel, nel quale si rileva che la Croazia adempie a tutti i criteri per l’adesione all’Area senza frontiere. Il voto è in programma oggi pomeriggio. Il parere del Parlamento europeo non è comunque vincolante: la decisione definitiva deve essere infatti presa all’unanimità dai Paesi dell’Unione che compongono lo Spazio Schengen. Già il 15 novembre il fascicolo riguardante la Croazia dovrebbe trovarsi sul tavolo del gruppo di lavoro per Schengen. Poi la questione dovrebbe essere discussa dal Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti, che svolge un ruolo cardine nel processo decisionale dell’Unione. In seguito il 9 dicembre dovrebbe arrivare il via libera dei ministri degli Interni dei Paesi membri. L’iter, dunque, si presenta complesso e laborioso, ma a Zagabria e Bruxelles si respira un clima d’ottimismo. La convinzione è che la decisione politica sull’adesione della Croazia all’Area senza frontiere sia stata ormai presa. I principali gruppi al Parlamento europeo, dai Popolari ai Socialisti ai Liberali, appaiono nell’insieme favorevoli a dare il via libera alla Croazia, anche se non mancano coloro che vorrebbero maggiori garanzie in merito ai flussi migratori lungo la rotta balcanica e al trattamento da riservare ai migranti.
Gli europarlamentari croati sono convinti che Zagabria abbia tutte le carte in regola per farcela e sottolineano i vantaggi dell’adesione all’Area senza frontiere, in particolare per quanto concerne i flussi turistici, giacché d’estate ai confini con la Slovenia e l’Ungheria si formano code chilometriche. Dall’ottica della sicurezza delle frontiere esterne dell’Unione la situazione dovrebbe pure migliorare, in quanto i confini della Croazia con la Serbia e la Bosnia ed Erzegovina saranno anche la delimitazione dello Spazio Schengen. Zagabria dal 2005, da quando sono iniziati i preparativi per l’entrata nell’Area senza frontiere, si è attrezzata a dovere. Se all’epoca c’erano a disposizione 3.000 guardie di frontiera, ora la situazione è ben diversa: i poliziotti incaricati di vigilare sulla sicurezza dei confini sono oltre 6.000. Non bisogna scordare inoltre che molti degli agenti ora schierati ai valichi con la Slovenia e l’Ungheria potranno essere ridispiegati lungo le aree più a rischio dall’ottica dell’emergenza migratoria.
L’allargamento dell’Area Schengen, che comprende anche Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein, richiede, come rilevato, un voto unanime degli Stati dell’Unione che la compongono. Ogni governo che voglia bloccare il processo, come ha fatto in passato quello olandese, ha a disposizione l’equivalente di un diritto di veto. Anche stavolta l’Olanda è capofila dei Paesi che richiedono maggiori garanzie. La Slovenia, da parte sua, è sicuramente favorevole all’adesione di Zagabria allo Spazio Schengen, ma tra le righe, vorrebbe che fosse chiaro che il contenzioso confinario è stato risolto con la sentenza del Tribunale d’arbitrato internazionale. Le incognite, dunque, non mancano ancora, ma nell’insieme prevale la convinzione che l’entrata della Croazia in Schengen sia un vantaggio per tutti, nessuno escluso.
Il vicepremier Oleg Butković ha espresso ieri a Zagabria, dopo il vertice delle forze della maggioranza di governo, la convinzione che gli europarlamentari confermeranno oggi con il loro voto che la Croazia adempie a tutti i criteri per l’adesione all’Area senza frontiere. Il via libera del Parlamento europeo – ha sottolineato Oleg Butković – sarà un passaggio chiave in vista della decisione che dovrà essere presa il 9 dicembre dal Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Unione europea. Il via libera definitivo dovrà essere dato, come ricordato, dai Paesi membri dell’UE che fanno già parte dello Spazio Schengen. Il vicepremier Oleg Butković ha ribadito che l’entrata nell’Eurozona e nell’Area senza frontiere sono i due obiettivi strategici della Croazia. Il primo è stato ormai conseguito, il secondo rappresenta una sfida in fase di superamento.

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