Pola, Fiume e Abbazia: sentito omaggio a Đorđe Balašević

Lumini e orsetti di peluche per il cantautore. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Fiori, animali di peluche, decine di ceri e centinaia di lumini. Anche Pola ha voluto accomiatarsi con il cantautore Đorđe scomparso venerdì scorso. E i polesi lo hanno fatto scegliendo un posto davvero originale, quella Stazione dei treni citata dal musicista di Novi Sad in uno dei suoi innumerevoli successi, “Oprosti mi Katrin”. L’omaggio al cantautore è stato prima individuale nella stessa serata della sua morte e poi collettivo il giorno dopo grazie a un’iniziativa su Facebook.
Đorđe Balašević e Pola avevano un rapporto particolare, d’amore reciproco, specialmente dopo la dissoluzione dell’ex Jugoslavia. In ogni suo appuntamento faceva registrare il tutto esaurito indipendentemente se si esibiva in Teatro, al Castello Veneziano, nel Palasport oppure in Arena. Quelli in Arena erano dei veri e propri eventi con la E maiuscola, tra cui quello a scopo umanitario del 2001 i cui proventi sono andati all’Ospedale cittadini di Pola e l’ultimo nell’agosto del 2019 che, ovviamente, sono stati sold out.
Anche la Città di Pola ha deciso di rendere omaggio al cantautore della Vojvodina. Sabato sera la maxi rotatoria in Siana è stata illuminata di bianco, mentre oggi chi vuole può recarsi in Arena fino alle 22 per accendere un lumino e omaggiare in qualunque modo Đorđe Balašević, la cui canzoni sono state trasmesse mediante gli altoparlanti.
“La sua scomparsa è una notizia triste. Stiamo parlando di un grande uomo e di un grande musicista che amava e ‘cantava’ Pola e il pubblico lo ha contraccambiato ogni volta riempiendo l’Arena in ogni ordine di posto. La scena musicale è ora più povera”, ha detto il sindaco Boris Miletić.

La Stazione ferroviaria sabato sera. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Anche a Fiume è stato reso omaggio a Balašević con tanti ceri accesi in Corso.

E pure i Cucai di Abbazia hanno voluto rendere l’ultimo omaggio al cantautore della Vojvodina.

Foto: Goran Kovacic/PIXSELL
Foto: Goran Kovacic/PIXSELL


Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

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