Ivan Đikić critica la Task force della Protezione civile croata

Ivan Đikić. Foto: Željko Jerneić

Il noto scienziato croato Ivan Đikić ha stimato che il più grave errore commesso dalla Task force nazionale della Protezione civile è stato quello di permettere l’attività ai locali notturni, che sono diventati focolai di coronavirus. Soffermandosi sul numero di contagi che si registra in questi giorni ha commentato che si tratta di cifre serie e preoccupanti. “Non stiamo parlando di un solo giorno, bensì di due settimane nelle quali abbiamo ininterrottamente 40 contagi su 100.000 cittadini”. “Sono numeri preoccupanti, che stanno a indicare che il virus si sta diffondendo e che si è ormai a un passo dalla crescita esponenziale del contagio. “Nessuno in Croazia è al sicuro. Si valuta che la sua presenza sia dalle 20 alle 40 volte superiore ai dati attuali”, ha sostenuto Đikić, secondo il quale andrebbero fatti molti più test per scoprire realmente quanto il virus si sta diffondendo nel Paese. “Abbiamo scommesso consapevolmente sul turismo, il che è un bene, ma dovevamo puntare sulla qualità e non la quantità”, ha aggiunto lo scienziato, che ha biasimato la mancanza di autocritica da parte della Task force della Protezione civile e disapprovato il commento di Krunoslav Capak, capo dell’HZJZ, secondo il quale l’aumento dei contagi nella regione dalmata sarebbe dovuto alla mentalità più rilassata dei suoi abitanti. “Ed è proprio lì che la Task force perde la sua credibilità; non può accusare la gente senza avere dato indicazioni chiare”, ha concluso Đikić.

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