Governo. Ecco la squadra di Plenković

Il Presidente della Repubblica Zoran Milanović ha assegnato l'incarico al leader dell'HDZ per formare il nuovo esecutivo

Zoran Milanović porge la mano ad Andrej Plenković che la rifiuta per motivi sanitari. Poi i due si saluteranno con un colpo di gomito. Foto Dalibor Urukalovic/PIXSELL

Volti noti, qualche bocciatura, ma anche qualche novità nel futuro governo di Andrej Plenković, che ha ricevuto oggi dal Presidente della Repubblica Zoran Milanović l’incarico di formare il nuovo esecutivo. “I nomi saranno comunicati la prossima settimana”, ha dichiarato il premier incaricato, ma le solite fonti ben informate assicurano che la squadra di governo sarà questa.
Innanzitutto ci saranno 16 ministeri, ossia quattro in meno rispetto a ora. Questo sarà reso possibile dalla fusione di alcuni dicasteri. Così al Ministero dell’Economia saranno  incorporati l’Energetica e la Tutela dell’ambiente, e al cui capo si troverà Tomislav Ćorić. Il ministro dell’Economia uscente, Darko Horvat, rimarrà nel governo, ossia prenderà in mano le redini del Ministero dell’Edilizia e del Patrimonio statale. Non ha perso il suo posto nell’esecutivo il ministro del Patrimonio statale Marijo Banožić, al quale è stato ora affidato il Ministero della Difesa, dopo che Plenković ha deciso di non fondere questo dicastero con quello dei Difensori, che continuerà a essere guidato da Tomo Medved, il quale diventa anche vicepremier. Uno dei quattro vicepremier è stato designato dalle minoranze nazionali: si tratta del serbo Boris Miloševič, nato a Sebenico e laureatosi a Fiume in giurisprudenza.
Dopo diversi giorni di consultazioni il premier ha deciso di accorpare la Pubblica amministrazione alla Giustizia. A ricoprire l’incarico di ministro sarà Ivan Malenica. Il più famoso ministro del governo uscente, Vili Beroš, resta a capo del Ministero della Salute, come pure Josip Aldrović che continuerà a svolgere il ruolo di ministro del Lavoro e del Sistema previdenziale. Vesna Bedeković invece torna al Sabor e lascia il Ministero per la Demografia, la Famiglia, i Giovani e la Politica sociale, che ora viene suddiviso in più dicasteri. Il Turismo, lo Sport e i Giovani formeranno un unico Ministero e a guidarlo dovrebbe esserci Nikolina Brnjac, attuale segretario di Stato presso il Ministero degli Esteri e degli Affari europei. Così Gari Cappelli, attuale ministro del Turismo, lascerà il governo e tornerà a sedersi sui banchi del Parlamento.
Gordan Grlić Radman rimane a capo della diplomazia croata, mentre è in pole position per il Ministero dello Sviluppo regionale e i Fondi europei Nataša Tramišak, sconosciuta nel mondo politico, ma che ha avuto successo nella sua Slavonia nell’attirare i fondi europei per i progetti locali.
Il MInistero della Cultura rimane saldamente nella mani di Nina Obuljen Koržinek, anche se al nome del dicastero viene aggiunta anche la denominazione Media, che finora facevano parte di questo Ministero, ma ora si vuole sottolineare la loro l’importanza. Status quo anche all’Agricoltura, con Marija Vučković che rimane al suo posto. Stesso discorso anche per Zdravko Marić (Finanze), Davor Božinović (Interni), Oleg Butković (Mare, Traffico e Infrastruttura).
Al Ministero dell’Istruzione e della Scienza, posto lasciato vacante dopo la decisione di Blaženka Divjak di abbandonare la politica, dovrebbe arrivare Radovan Fuchs. Il 66.enne è già stato ministro della Scienza, dell’Istruzione e dello Sport dal 2009 al 2012, e fino all’anno scorso è stato consulente del primo ministro per il settore dell’Istruzione.
Milanović: «Buona fortuna e tanta salute»
Al termine dell’incontro con il premier, il Capo dello Stato Zoran Milanović, ha augurato buon lavoro al premier incaricato e al suo governo. “Ho visto le 76 firme. Spero che tutti siano sani. Siamo consci del fatto che quest’anno si concluderà con una pesante flessione economica, ma spero che il governo riesca l’anno prossimo a farci fare un salto avanti”.
Plenković: «Grazie alle minoranze»
Dal canto suo, Plenković, ringraziando per l’incarico ricevuto, ha confermato lo snellimento del governo (si passa da 20 a 16 ministeri). “Credo che in questo modo il lavoro dell’esecutivo sarà molto più efficace”. Poi ha espresso la speranza che con il Presidente della Repubblica “ci sia un dialogo costruttivo. Dal punto di vista delle opinioni politiche siamo distanti, ma credo che siamo abbastanza maturi sia come politici che come uomini per poter prevaricare qualsiasi divergenza e fare il bene del Paese”. Plenković ha concluso ringraziando  le minoranze nazionali per il loro appoggio. “Si tratta di un accordo di buona volontà, che pone la Croazia molto al di sopra di alcuni nostri vicini…”.

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