Gasdotto da Veglia a Zlobin: posate le tubature subacquee

I lavori al gasdotto Castelmuschio (Omišalj)-Zlobin (16,7 chilometri di lunghezza) stanno procedendo in linea alla tabella di marcia. Nel Canale di maltempo (Tihi kanal), nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi le maestranze della Monter – Strojarske montaže e della Pomgrad Inženjering hanno terminato di posare le tubature della tratta sottomarina dell’infrastruttura destinata a collegare il futuro rigassificatore off shore dell’isola di Veglia con il gasdotto Pola-Karlovac, ossia con la rete di metanodotti in Slovenia e Ungheria. La realizzazione del tratto sottomarino (750 metri di lunghezza) è considerata la fase più complessa del progetto. Le condotte (importate dall’Italia) pesano cadauna 13,5 tonnellate (per 12 metri di lunghezza) e sono state posate a una profondità di 55 metri sott’acqua. I lavori nel cantiere subacqueo (iniziati il 27 luglio scorso), nel quale sono state impegnate 120 persone, dovrebbero essere ultimati questa settimana (oggi il Canale di maltempo dovrebbe essere riaperto per la navigazione). Il gasdotto Castelmuschio-Zlobin è un progetto della Plinacro, che ha investito nella realizzazione dell’opera circa 430 milioni di kune. Per finanziare i lavori la società zagabrese si è avvalsa del contributo a fondo perduto (16 milioni di euro) erogato dall’UE attraverso il Meccanismo per collegare l’Europa e ricorrendo – previo assenso dei Banski dvori – a un prestito (250 milioni di kune) ottenuto dalla Erste bank. Il gasdotto CastelmuschioZlobin (ultimato circa all’80 p.c.) è una componente fondamentale del terminal GNL che sorgerà al largo del versante nordoccidentale dell’isola di Veglia. Il rigassificatore dovrebbe essere pronto per essere testato entro la fine del 2020 ed entrare in funzione nel 2021. Già ora le sue capacità di stoccaggio del gas (avrà una capienza di 2,6 miliardi di metri cubi all’anno) sono state prenotate per i prossimi tre anni. Il terminal GNL di Castelmuschio è considerato uno dei più importanti progetti energetici pianificati in Croazia. Il suo costo si aggira attorno ai 233,6 milioni di euro, di cui 101,4 stanziati dalla Commissione europea.

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