Fornire informazioni in tempo utile grazie a un team affiatato

Chiacchierata con Ermina Duraj, responsabile dell’Ufficio per le pubbliche relazioni e il protocollo della Regione litoraneo-montana, nonché portavoce del Comando regionale di Protezione civile

Ermina Duraj. Foto: Goran Žiković

Durante il periodo della quarantena e del lockdown, uno dei settori che ha sicuramente lavorato più del solito è stato quello del giornalismo, in tutte le sue forme. Informare correttamente l’opinione pubblica, senza seminare panico e dare in pasto fake news, è stata una delle priorità assolute. Per tale motivo è stato necessario, per noi tutti, seguire le direttive e i consigli del Comando di Protezione civile, in questo caso quello regionale. A fare da tramite, per lunghi due mesi, tra quest’ultimo e i media è stata Ermina Duraj, responsabile dell’Ufficio per le pubbliche relazioni e il protocollo della Regione litoraneo-montana. Nell’arco dell’intera giornata, sette giorni su sette, ai rappresentanti dei media venivano… servite in tempo reale, le notizie di primaria importanza e di cui in quel dato momento avevano bisogno. Il tutto grazie a un gruppo creato dalla pierre stessa su Viber, comodissima app di messaggistica istantanea. “Si è rivelato un utilissimo metodo di comunicazione in piena emergenza sanitaria – ci spiega Ermina Duraj –. Ho avuto il compito di trovare un modo con il quale informare tutti allo stesso tempo e in tempo reale, in maniera tale però che nessun media avesse la precedenza su altri. Notizia visibile per tutti allo stesso tempo. Abbiamo creato questo gruppo perché è sicuramente un’applicazione che tutti usano e che permette d’inviare messaggi immediati a differenza ad esempio della posta elettronica. Bisognava reagire in tempo utile. Nel gruppo è stato incluso un ampio numero di giornalisti, redattori, fotoreporter, che hanno potuto comunicare anche tra di loro. Tutti i comunicati inviati via mail finivano anche nel gruppo, anche perché in tanti hanno lavorato da remoto e quindi non avevano accesso alle mail aziendali. C’è stata un’ottima collaborazione tra i giornalisti e di questo andiamo fieri. Visto che per ovvi motivi non era consigliabile presenziare alle conferenze stampa, la TV locale Kanal Ri ha trasmesso per tutto questo tempo le dirette del Comando di Protezione civile. I filmati venivano poi ripresi dalle altre emittenti o dai portali. Medesimo discorso per le dichiarazioni: il cameraman che le riprendeva aveva poi il compito di ‘distribuirle’ agli interessati. Le foto venivano scattate da uno o due fotoreporter, che poi le consegnavano a tutti i media. C’è stato un affiatamento pazzesco perché avevamo tutti la stessa missione: informare il pubblico e fornire le dovute risposte, suggerire il comportamento da adottare. Siamo stati la prima Regione che ha comunicato in questa maniera e forse proprio grazie ai consigli dei nostri esperti abbiamo avuto un numero basso di contagiati e nessun caso nelle Case di riposo”.
Non è stato facile fare da portavoce anche del Comando visto che un incarico di questo tipo richiede di essere a disposizione 24 ore su 24. “Assieme ad altre due colleghe sono stata attiva anche al telefono al fine di fornire le dovute informazioni alla cittadinanza. Sono state migliaia le chiamate, anche in orari improbabili. Un motivo in più per tenerci aggiornate e informate su tutto. C’era chi voleva sapere a che cosa servono i lasciapassare, altri richiedevano informazioni sul lavoro dei medici. È stato terribilmente stancante anche dal punto di vista privato perché ne sono andate di mezzo, inesorabilmente, anche le nostre famiglie. Abbiamo però potuto conoscere tantissimi esperti nei vari campi. Siamo orgogliosi di quanto fatto e di essere stati parte di un meccanismo così importante. Quando sai di aver fatto del bene, tutto risulta più facile”, conclude Ermina Duraj.

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