Fiume. Salvare i sepolcri dall’espropriazione

Costruttivo incontro tra la municipalizzata Kozala e le istituzioni CNI, mossesi assieme per individuare una soluzione

Tra i 124 proprietari di tombe le quali rischiano l’esproprio, ci sono tantissimi italiani

Dopo che la municipalizzata Kozala ha pubblicato di recente sulla bacheca del Cimitero monumentale di Cosala una lunghissima lista di tombe soggette all’esproprio, in quanto non curate (per tanti anni) dai rispettivi proprietari, non è mancata la reazione delle istituzioni CNI, rispettivamente Consolato generale d’Italia a Fiume, Unione Italiana e Comunità degli Italiani. Motivo: tra i 124 nomi dei titolari ci sono tantissimi italiani. Di conseguenza, la presidente del sodalizio, Melita Sciucca, ha deciso di inviare la lista anche all’ Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, ovvero al presidente Franco Papetti, per informarlo al riguardo. Ben presto, la lista è stata indirizzata a tutte le associazioni di fiumani esuli nel mondo, tra cui anche la Società di studi fiumani, affinché potenziali parenti lontani potessero provvedere e salvare il salvabile.

La municipalizzata Kozala ha espresso piena volontà a trovare una soluzione soddisfacente. Foto

“Abbiamo saputo di questo fatto quando è stato pubblicato l’articolo riguardante la tomba di Osvaldo Ramous. In quel caso c’era stato un malinteso, poiché il loculo in questione non riguardava quello nel quale effettivamente è sepolto lo scrittore, ma quello nel quale giace suo padre, che risulta però essere di proprietà di Osvaldo Ramous. Da lì è partita tutta questa ‘ricerca’. Sappiamo per certo che dopo aver letto l’informazione, alcuni esuli si sono fatti vivi in quanto probabili lontani parenti dei defunti in questione. Per questo motivo abbiamo deciso di reagire, anche perché nella lista appaiono nomi quali Salvatore Samani, e quindi sarebbe da vedere se si tratta effettivamente dello scrittore o di un suo omonimo. Indipendentemente poi dal fatto se la lista contenga nomi illustri o no, tutti loro hanno fatto parte del nostro passato e penso che debbano rimanere a Cosala”, ha detto Sciucca, da cui è partita l’idea di richiedere un incontro con la direttrice della municipalizzata, Nives Torbarina, al quale hanno partecipato anche il console Davide Bradanini e il presidente della GE dell’UI, Marin Corva.

La questione riguarda per lo più nicchie

“Siamo giunti alla conclusione che la questione debba essere approfondita e risolta entro la fine di quest’anno. Contatteremo anche l’Archivio di Stato per risalire alle origini dei sepolti affinché gli esuli possano capire se si tratti veramente dei loro parenti. Avremo anche degli incontri con il dipartimento cittadino per la cultura, essendo il cimitero di Cosala bene storico-cultrale e molte tombe e loculi stanno andando in rovina. In seguito ci consulteremo con i legali per capire come procedere”, ha spiegato Sciucca accennando infine alla proposta di Franco Papetti di realizzare, in collaborazione con la Società di studi fiumani, un Ossario o un lapidario in cui far confluire le tombe da tempo abbandonate, non protette dalla sovrintendenza, e nei quali ricordare anche i fiumani deceduti all’estero.
Il console Bradanini: «Esproprio congelato fino alla fine dell’anno»
All’incontro con la direzione della municipalizzata Kozala ha partecipato anche il console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini. “Il Consolato è molto interessato a trovare una soluzione soddisfacente al problema, nel rispetto delle norme legislative croate. Ci sta molto a cuore la salvaguardia dell’identità e della cultura italiane a Fiume”, ha dichiarato. “L’incontro con la direttrice Nives Torbarina è stato molto cordiale. Per il momento non è stata presa nessuna decisione concreta, a parte che il procedimento inerente alla dichiarazione di stato d’abbandono delle tombe è stato rinviato fino alla fine dell’anno. Ha garantito che nessuna decisione verrà presa nei prossimi mesi, in attesa di trovarne una comune. La lista comprende svariate decine di loculi di italiani, molti dei quali esuli. Il Consolato è in contatto con diverse Associazione di esuli, ma per il momento è prematuro discutere sui dettagli. Nel corso dell’incontro la direttrice ha illustrato la questione dal punto di vista giuridico-amministrativo e legale, spiegando in quali casi e a che condizioni la legge permette di dichiarare lo stato d’abbandono,” ha concluso il console.

Marin Corva: «Tutelare l’identità e la cultura italiane impegno chiave»
“Tutelare l’identità e la cultura italiane a Fiume è uno degli impegni fondamentali della CNI. Pertanto, quando siamo venuti a conoscenza della questione relativa alle tombe che rischiano l’esproprio, abbiamo richiesto un incontro con la direzione dell’azienda municipalizzata Kozala, un incontro fortemente voluto dalla Comunità degli Italiani, dall’Unione Italiana e dal Consolato generale d’Italia a Fiume”, ha esordito Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva UI, che assieme a Melita Sciucca, presidente del sodalizio fiumano e a Davide Bradanini, console generale d’Italia a Fiume, ha incontrato nei giorni scorsi la direttrice della municipalizzata, Nives Torbarina.
“È stato un incontro proficuo. Ci è stata illustrata la questione e ci sono stati forniti gli estremi per adottare la corretta procedura. La direttrice ha dato piena disponibilità per trovare una giusta soluzione. Infatti, ci ha informati che fino alla fine dell’anno non si procederà con l’esproprio. Nel frattempo noi faremo i dovuti accertamenti, cercando di individuare eventuali eredi e coinvolgendo in questa ricerca anche le Associazioni degli esuli. Inoltre, abbiamo richiesto un aggiornamento della lista delle tombe onde poter agire con più precisione”, ha concluso Marin Corva.

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