Fiume. Dura condanna della simbologia ustascia

Una delle scritte apparse in centro città. Foto: Nel Pavletic/PIXSELL

“Un atto vandalico e un attacco diretto alla Repubblica di Croazia in cui oggi viviamo, nata sulle basi dell’antifascismo, perno della Costituzione nazionale. Sono idee bacate che ricordano uno dei momenti più bui non solo in Croazia, ma anche nel resto del mondo che, purtroppo, ancora oggi hanno dei seguaci e ammiratori”. Con queste parole, il sindaco Vojko Obersnel ha condannato l’atto vandalico avvenuto nel fine settimana, quando con simboli ustascia e parole volgari sono stati imbrattati i graffiti dedicati alle giovani antifasciste a Fiume. L’increscioso atto si è verificato in occasione dell’80.esimo anniversario della fondazione dello Stato ustascia. “Personalmente, non sono convinto che gli autori di questi, chiamiamoli, scarabocchi, conoscano il significato e la piena portata del male compiuto sotto il saluto ustascia durante quel periodo di terrore e nazionalismo – ha proseguito Obersnel -. Inoltre, è difficile non notare la reazione tiepida del governo nei confronti della simbologia neonazista, che certo non aiuta a creare la visione di uno Stato fondato su basi antifasciste e liberali. Spero che gli organi competenti faranno il proprio dovere e i colpevoli saranno consegnati alla giustizia, mentre gli scarabocchi saranno cancellati con l’acqua e finiranno dove appartengono: nelle fogne”, ha concluso il sindaco. Il risultato del revisionismo storico Ferma condanna dell’atto anche dalla Lista per Fiume. “I fautori dell’incitamento all’odio, al razzismo e all’intolleranza etnica sono nuovamente all’opera con un’azione ignobile nell’anniversario del giorno in cui fu fondato uno Stato Quisling al servizio dell’ideologia nazista. Uno Stato succube e una creazione di criminali. I messaggi che richiamano ancora una volta un periodo oscuro nella storia croata sono il risultato del revisionismo storico che, alla faccia del buon senso, vuole ritrarre il male come bene e il bene come male. Sono atti che non dobbiamo sopportare, al fine di rimanere un centro della multiculturalità e della tolleranza nel quale l’odio in tutte le sue forme viene condannato”.

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