Croazia. Aule sempre più deserte per il calo della natalità

scuola alunni
Foto Roni Brmalj

il ministro dell’Istruzione, Radovan Fuchs, ha constatato che anche quest’anno, come i precedenti, ci sono sempre meno bambini in prima elementare. “Il fatto preoccupa non soltanto questo Ministero, ma anche il governo e tutta una serie di dicasteri. Perché, se cala la natalità, la situazione demografica si fa pesante, il che non è un bene né per la società, né per l’economia e nemmeno per i tutti quei segmenti che rendono stabile uno Stato”.
Per ciò che concerne le conseguenze che le condizioni di insegnamento nel contesto della pandemia hanno lasciato sugli alunni, Fuchs ha affermato che ad occuparsene saranno gli esperti in materia, cioè gli psicologi. Ha aggiunto che al Ministero sospettavano che qualcosa di simile poteva accadere e perciò insistevano acciocché quanti più alunni potessero seguire le lezioni in classe e quanti meno online.

“Tutti quelli che difendevano a spada tratta l’insegnamento a distanza si sono finalmente convinti che nulla può sostituire la parola dal vivo, i contatti e le interazioni tra gli insegnanti e gli alunni, nonché dei bambini tra di loro”, ha affermato il ministro, aggiungendo che la situazione psicologica derivante dai traumi causati dalla pandemia emergerà anche attraverso gli esami nazionali. “Probabilmente la Croazia e la Grecia sono gli Unici Stati dell’UE che ancora non li hanno introdotti. Gli esami nazionali servono a indirizzare nel senso giusto le persone che si occupano delle politiche dell’istruzione. Non si può generalizzare e creare un test unico per tutti, perché il sapere è individuale e non tutti gli alunni hanno assorbito le nozioni alla stessa maniera”, ha concluso Fuchs.

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