Continua l’attività sismica nell’Adriatico: terremoto di 4.2

Foto Twitter/Emsc

Alle 9.32 di questa mattina è stato registrato un nuovo terremoto nel Mare Adriatico, di magnitudo 4.2. Secondo il Centro sismologico euro-mediterraneo (Emsc), l’epicentro è stato 110 chilometri a sud di Spalato e a 57 chilometri a sud dell’isola di Lissa (Vis).
Dopo l’evento sismico di magnitudo 5.2 registrato alle 14.47 si sabato 27 marzo, a circa 80-90 km dalle coste della Puglia garganica e dalle Isole Tremiti e una trentina di chilometri dall’isola croata di Lagosta (Lastovo), sono state registrate finora più di 100 scosse.
Secondo i sismologi esiste una correlazione con i frequenti movimenti tellurici nei Balcani, in Croazia e in Grecia. È tutto un sistema: il Mare Adriatico è un grande “piastrone” sul quale da Est avanza la catena Dinarica e le Albanidi e da Ovest avanzano gli Appennini. Sotto il peso di queste due catene montuose, che sono in lento movimento l’una verso l’altra, questo piastrone si frattura. Gli eventi sismici, quindi, sono tutti più o meno collegati tra di loro.
Ante Mihanović, professore alla Facoltà d’edilizia di Spalato, afferma che le scosse nel Mare Adriatico non sono così pericolose, ad eccezione che per le isole di Pelagosa (Palagruža) e Pomo (Jabuka), che si trovano vicino alla faglia in movimento in questi giorni.

 

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