Slovenia. Lingua dei segni, garantiti i diritti delle minoranze

La modifica costituzionale permetterà pari dignità all’uso dell’italiano per sordi e audiolesi grazie al deputato Felice Žiža

Felice Žiža, Dejan Židan e Ferenc Horvath

l Parlamento sloveno ha dato luce verde all’iter per la modifica della Costituzione con l’inclusione di un nuovo articolo che regolerà l’uso della lingua dei segni per sordi e audiolesi. Grazie all’intervento del deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana, Felice Žiža e del suo omologo ungherese, Ferenc Horvath, il diritto a usarla nella vita pubblica è stato garantito anche agli appartenenti alle due Comunità nazionali nei territori nazionalmente misti dove vivono. Lo sviluppo della lingua dei segni italiana sarà lasciato alla Nazione madre e altrettanto vale per l’Ungheria, poiché ciò avrebbe comportato un onere troppo gravoso per le autorità slovene. La modifica, dopo il benestare del Parlamento in seduta plenaria, torna ora alla Commissione per gli Affari costituzionali per la redazione finale e quindi, dopo la conferma alla Camera, si provvederà a promulgarla. Durante il dibattito il deputato Žiža ha rimarcato l’importanza per le minoranze del diritto fondamentale al libero uso della propria lingua materna nei Comuni dove vivono. “La modifica della Costituzione è andata nella direzione di assicurare questa possibilità anche ai connazionali audiolesi nella vita di ogni giorno. Per loro si tratta di un’opportunità molto importante. Ringrazio per la collaborazione e il sostegno nella soluzione dei problemi incontrati durante l’iter legislativo, ovvero il gruppo di esperti che ha coordinato le modifiche della Carta costituzionale, il presidente della Commissione costituzionale, Dejan Židan, gli altri deputati e i servizi professionali della Camera di Stato che hanno reso possibile la riforma. La Slovenia si conferma così all’avanguardia, a livello europeo, per quanto riguarda le norme giuridiche a favore delle Comunità nazionali autoctone”, ha rilevato ancora il parlamentare italiano. Resterà ora da verificare la posizione dei ciechi e ipovedenti nella società slovena, che hanno chiesto di non essere dimenticati e di poter usufruire per la comunicazione della lingua Braille. Se ne occuperà, come hanno stabilito i deputati, una legge specifica.

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