Cec 2020. Rivivi Opera Industriale in 4 minuti (video)

Foto Josip Regovic/PIXSELL

A molti ha dato un senso di disturbo, ad altri è piaciuto tantissimo. Forse non è stato uno spettacolo che ci si aspettava, ma gli ideatori hanno sicuramente colpito nel segno, dimostrando ancora una volta che Fiume è una città che si distingue dalle altre in Croazia. Piaccia o no…

Video: Nel Pavletic/PIXSELL

Nel porto di Fiume è andata in scena l’Opera industriale, uno spettacolo aperto a tutti con il quale si è dato il via ufficialmente a Fiume Capitale europea della Cultura 2020. È stato ideato dal duo di artisti composto da Josip Maršić e Zoran Medved con la collaborazione del compositore Frane Đurović per la regia di Dalibor Matanić. Vi hanno preso parte 200 artisti, 400 scampanatori ed è stato pure coinvolto il pubblico. Agli spettatori sono state distribuite 3mila campane. Il protagonista principale è stato Zoran Prodanović-Prlja, frontman dei Let 3, che ci ha accompagnato nella storia della città.
Tra i gruppi corali che si sono esibiti ne troviamo uno molto atipico. Si chiama Mieskuoro Huutajat ed è uno dei più originali complessi vocali della Finlandia. Arriva da Oulu, che nel 2026 si candiderà al titolo di Capitale europea della cultura. Il nome, che tradotto diventa Il coro maschile degli urlatori, dice o meglio grida chiaramente di che cosa si tratta. Il coro è composto da 20 uomini vestiti elegantemente che non cantano leggendo le note, bensì gridano e urlano vari inni.
A Fiume il coro finlandese porterà in scena versioni particolari degli inni degli Stati che si sono susseguiti negli anni a Fiume, presentando alla fine l’inno croato e quello dell’Unione europea, e chiudendo con Bella Ciao.

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