Autostrade croate. Dal 2022 cambia il sistema di pagamento

Hrvoje Jelavic/PIXSELL

ZAGABRIA | In Croazia i caselli autostradali sono destinati a scomparire. Dal 2022 il sistema di pagamento dei pedaggi sulla rete autostradale sarà esclusivamente di tipo elettronico (automatico). La riforma è stata presentata ieri a Zagabria, nella sede del Ministero della Marineria, del Traffico e delle Infrastrutture. A illustrare le novità sono stati il ministro della Marineria, del Traffico e delle Infrastrutture, Oleg Butković, e il suo consulente particolare nonché coordinatore del progetto legato alla riforma delle modalità di riscossione del pedaggio autostradale, Branimir Jerneić.

Consulenti iberici

Il nuovo sistema si baserà sul modello ideato dalla IDOM, una società spagnola. I consulenti iberici hanno proposto l’adozione di due tipologie modalità di riscossione automatica del pedaggio. Il primo prevede l’impiego del sistema DSRC (Dedicated Short-Range Communications). Si tratta, sostanzialmente, di un impianto ENC (l’equivalente croato del Telepass in uso lungo la rete autostradale italiana, nda) integrato nelle vetture. In alternativa gli automobilisti e i motociclisti potranno optare per l’utilizzo del sistema ALPR (Automatic License Plate Recognition). Quest’ultimo implica il pagamento remoto del pedaggio per il tramite della lettura delle targhe attraverso l’impiego di particolari telecamere. Stando a quanto è stato annunciato l’uso del sistema DSRC sarà obbligatorio per i mezzi pesanti, mentre il sistema ALPR sarà rivolto principalmente ai turisti, agli utenti che non possono ricorrere al sistema DSRC o ai quali non conviene ricorrervi (ad esempio chi percorre raramente la rete autostradale).
A chi opterà per il sistema ALPR il costo del pedaggio sarà addebitato direttamente sul conto della carta di credito o bancomat (ATM), oppure per il tramite di un’applicazione (app) dedicata al servizio. I fruitori del servizio ALPR dovranno premurarsi di avere depositato sul conto in banca abbinato alla carta di credito, bancomat o all’app, denaro sufficiente alla copertura del prezzo del pedaggio. In caso contrario oltre alla somma dovuta al gestore autostradale, il titolare della vettura dovrà pagare pure una multa (le sanzioni pecuniarie in questi casi si annunciano molto salate). A tale scopo sono in fase di studio le proposte di modifica delle leggi che regolano la materia.

Riduzione dei costi

Stando a quanto affermato nel corso della presentazione, il nuovo sistema dovrebbe ridurre di circa 13 milioni di kune al mese i costi legati alla riscossione dei pedaggi (13 milioni di kune al mese), aumentare la scorrevolezza del traffico e abbattere l’emissione dei gas di scarico. Il ministro Butković, tuttavia, ha ammesso che in questo momento non è ancora possibile prevedere se il nuovo sistema comporterà un aumento dei tariffari autostradali. Branimir Jerneić ha spiegato che inizialmente il sistema elettronico sarà adottato dai gestori autostradali pubblici (HAC e ARZ) e successivamente, presumibilmente, anche dagli altri concessionari (Bina Istra e AZM). Ha puntualizzato che i tratti autostradali a percorrenza gratuita rimarranno tali.
I costi legati all’introduzione del sistema elettronico di riscossione dei pedaggi autostradali si aggireranno attorno ai 570 milioni di kune. È stato valutato che l’investimento sarà ripagato nell’arco di sette anni. Butković ha annunciato che all’inizio dell’anno prossimo il suo Dicastero bandirà la Gara pubblica per l’acquisto e l’installazione delle strumentazioni necessarie al funzionamento del nuove regime di riscossione dei pedaggi. I lavori d’installazione dovrebbero iniziare nel corso del 2020, mentre il sistema dovrebbe diventare operativo nel 2022. Inizialmente il vecchio e il nuovo regime di riscossione dei pedaggi autostradali conviveranno, al fine di dare modo agli utenti di abituarsi alle nuove regole.

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