Appello dell’UI all’Italia: «Istria e Quarnero nella lista verde»

Maurizio Tremul e Marin Corva chiedono al governo di Roma che la Regione istriana e la Regione litoraneo-montana siano escluse dalla lista rossa delle zone a rischio

Palazzo Modello, sede della CI di Fiume e dell'Unione Italiana. Foto Željko Jerneić

Il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul e il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, si sono appellati al premier italiano Giuseppe Conte, al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio e al ministro della Salute, Roberto Speranza, affinché l’Italia inserisca la Regione istriana e la Regione litoraneo-montana nella Lista Verde o eventualmente nella Lista Arancione, nel decreto sulle misure da adottare per gli spostamenti da e per la Repubblica di Croazia.
Nella loro comunicazione i presidenti dell’Unione Italiana esprimono apprezzamento per il grande impegno e i notevoli risultati ottenuti dal governo italiano nel contrasto alla diffusione della pandemia da Covid-19. Grazie al lavoro di tutte le competenti autorità di governo, della Protezione civile, del Ministero della Salute e degli altri organi statali e locali, l’Italia è riuscita fino ad ora a contrastare efficacemente l’emergenza epidemiologica, indicando agli altri Paesi, per molti versi, la strada da seguire per affrontare la crisi con efficacia e determinazione.
Partendo dalla constatazione che l’Italia ha applicato restrizioni per gli spostamenti da e verso l’intero territorio della Repubblica di Croazia inserendola nella Lista Rossa dei Paesi a rischio, per cui tutti coloro che entrano in Italia dalla Croazia devono osservare, salvo qualche rara eccezione, un periodo di quarantena, oppure sottoporsi al test del tampone, i presidenti dell’UI sottolineano come sul territorio della Repubblica di Croazia e di Slovenia è presente l’unica Comunità Italiana autoctona al di fuori dei confini nazionali, che mantiene un forte e stretto legame con i connazionali della madrepatria. L’Unione Italiana ha grande cura e investe molto impegno nel mantenimento dell’unitarietà della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia, verso cui è rivolta anche l’attenzione dell’Italia stessa.
I presidenti Corva e Tremul, chiedono al governo italiano di considerare, al pari di quanto hanno già fatto altri Stati europei, alcune specificità ed eccezioni nei riguardi della Croazia, con riferimento principalmente alle aree transfrontaliere e soprattutto per quanto riguarda i territori della Regione istriana e della Regione litoraneo-montana, dove i casi da Covid-19 negli ultimi mesi, confermati anche negli ultimi quindici giorni, sono molto limitati e sono rientranti nelle casistiche di un quadro epidemiologico da Lista Verde, secondo i criteri adottati dall’Unione europea.

Il presidente dell’UI, Maurizio Tremul

Nello specifico, nella Regione istriana nelle ultime due settimane (dal 14 al 27 settembre 2020) sono stati registrati 12 nuovi contagi, ovvero 5,7 nuovi contagi su 100.000 abitanti, un dato cioè molto inferiore al limite europeo di 25 nuovi contagi su 100.000 abitanti previsto per la Lista Verde. Nell’ultima settimana sono stati effettuati 1.859 tamponi il che equivale a 887 tamponi su 100.000 abitanti. Sempre nell’ultima settimana (dal 21 al 27 settembre 2020) sono risultati positivi 5 casi, ovvero lo 0,3 p.c. di positività sui tamponi effettuati, con una soglia cioè di molto inferiore al massimo consentito del 3% per la Lista Verde.

Marin Crova, presidente della Giunta UI. Foto Goran Zikovic

I presidenti Tremul e Corva, pertanto, chiedono al governo italiano di adottare un approccio regionale nei confronti della Croazia e di inserire, conseguentemente, la Regione istriana e la Regione litoraneo-montana nella Lista Verde o eventualmente nella Lista Arancione. In queste regioni vive, infatti, la maggioranza degli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana; un allentamento delle restrizioni per le due Regioni sopra citate, nel continuo rispetto di tutte le altre precauzioni per contrastare la pandemia da Covid-19 consentirebbe agli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana di poter avere nuovamente un pieno e proficuo rapporto con la propria madrepatria e i propri connazionali. Esistono, prosegue la nota, dei legami storici, economici e culturali, molto stretti tra le popolazioni e le regioni dell’Adriatico Orientale con le corrispondenti regioni dell’Adriatico occidentale (lavoratori transfrontalieri, studenti universitari, investimenti economici, scambi commerciali, flussi turistici, ecc.) che sono attualmente sottoposti a gravi impedimenti. I presidenti dell’Unione Italiana si appellano pertanto al governo italiano affinché l’Istria e l’area quarnerina siano inserite nella Lista Verde o eventualmente nella lLista Arancione.

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