AIA. La soluzione è ancora lontana

Sull'ipotesi della «ricerca di un nuovo membro» per l'Assemblea soci dell'Agenzia, Paolo Demarin precisa: «L'atto costitutivo ammette solo i legali rappresentanti dell'UI»

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AIA. La soluzione è ancora lontana
Paolo Demarin, presidente dell’Assemblea UI. Foto Goran Žiković

Sarebbe in corso “la ricerca di un nuovo membro dell’Assemblea dei soci dell’AIA in rappresentanza dell’Unione Italiana”, proposta che verrebbe presentata ai consiglieri nel corso della prossima seduta del parlamentino della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Si tratterebbe, nella sostanza, di una manovra volta a estromettere Maurizio Tremul dall’Agenzia Informativa Adriatica di Capodistria. A denunciarlo, in maniera cruda e senza ulteriori commenti né chiarimenti, lo stesso presidente dell’Unione Italiana in una nota trasmessa ieri alle redazioni. Ma, secondo Paolo Demarin, presidente dell’Assemblea UI, tale l’ipotesi non sarebbe percorribile.

Restano le persone designate

“Mi sono letto bene i documenti, l’atto costitutivo e, secondo la mia interpretazione, non è possibile individuare altre persone se non quelle già designate a essere i legali rappresentanti dell’Unione Italiana. Poi, se mi sarà dimostrato il contrario, lo accetterò e mi adeguerò”, ci dichiara Demarin, sentito ieri al telefono. Al momento, non gli è stata ufficializzata alcuna richiesta che vada nella direzione di un cambiamento. Legali rappresentanti dell’UI significa appunto Tremul, presidente dell’associazione, e Corva, a capo della sua Giunta esecutiva, designato da quest’ultima – è indicato come “papabile” più di un mese e mezzo fa anche dalla Comunità Autogestita Costiera della Nazionalità Italiana, a seguito di un compromesso che mirava a sbloccare la crisi venutasi a creare per la mancanza di un direttore (quello vecchio si è dimesso, ma non è stato scelto il suo successore) – a diventare il nuovo presidente dell’organo principale dell’AIA.
In sostanza, secondo l’interpretazione di Demarin, sembra che soltanto Tremul e Corva possano far parte dell’Assemblea dei soci dell’AIA di Capodistria in nome dell’UI. “Nella riunione dei soci dell’AIA da me promossa e tenutasi il 17 febbraio 2023, offrii la mia disponibilità ad assumere, pro bono e temporaneamente, la Presidenza dell’Assemblea dei soci dell’AIA, per un periodo di 120 giorni, fino alla scelta del nuovo direttore dell’AIA”, scrive Tremul ricostruendo gli ultimi passaggi di una lunga e complicata vicenda. “Il presidente della CAN Costiera durante la riunione del 17 febbraio e successivamente, con una comunicazione ufficiale, in data 7 marzo 2023, propose per questo incarico il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana”.

Due passi indietro

“Il 28 marzo 2023, facendo due passi indietro, ho ritirato la mia candidatura per la funzione di presidente dell’Assemblea dei soci dell’AIA. La Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, nel corso della sua VI riunione ordinaria del 20 aprile 2023, propone per questo incarico il suo presidente. In questo momento, in rappresentanza dell’Unione Italiana, sono membri dell’Assemblea dei soci dell’AIA, il presidente della Giunta e il presidente dell’Unione Italiana”. Ma perché Tremul pensa vi sia in atto un tentativo per defenestrarlo dall’AIA? Raggiunto per delle spiegazioni, si è limitato a commentare di aver appreso “questa notizia da fonti solitamente bene informate”, concludendo: “Di più non posso dire”.

Si tornerà a discutere

Di AIA si discuterà alla prossima Assemblea dell’UI, che potrebbe tenersi fra una decina di giorni. Infatti, i consiglieri dovranno esprimersi sulla presa di posizione adottata dall’Esecutivo. Nel documento accolto a Torre la scorsa settimana, la Giunta infatti “invita i rappresentanti dell’Unione ad adoperarsi nel corso della prossima riunione, per favorire la nomina di Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’UI, a presidente dell’Assemblea dei soci dell’AIA s.r.l.”.

Evitare una spaccatura

Beninteso, nulla di vincolante. “L’Assemblea UI può solamente dare un’indicazione su come procedere”, precisa Demarin. D’altra parte, come ignorare i voleri del massimo organo dell’UI? Questo potrebbe, di fatto, aprire una spaccatura ai vertici – verrebbe da dire un’ulteriore spaccatura, perché è già evidente che tra i due presidenti ci sono divergenze –, provocare forse anche una crisi politica, oltre che paralizzare la stessa Agenzia. “Auspico che ciò non avvenga e si riesca a chiudere il tutto con la nomina del nuovo direttore”. Lasciamo da parte il passato, l’obiettivo è consentire all’Agenzia di continuare a esistere e a essere operativa. Poi si potrà anche tornare a discuterne, a ragionare sul futuro, sulla modifica dell’atto costitutivo, “ma facciamolo da subito – rileva Demarin –, non dovremmo dimenticarci dell’AIA come abbiamo fatto per troppo tempo”.

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