Covid. La Croazia ripiomba nell’incubo. «Ci siamo rilassati troppo»

Alcuni tamponi per la diagnosi del Covid-19 Foto Milan Sabic/PIXSELL

Il coronavirus torna di prepotenza a bussare alle porte delle città croate. Sono una decina i nuovi casi registrati negli ultimi giorni in varie parti del Paese, soprattutto a Zagabria, ma anche in Istria (qui l’articolo) e in Dalmazia. La maggior parte dei contagiati ha contratto il Covid-19 durante i viaggi all’estero, soprattutto nella vicina Bosnia ed Erzegovina, dove nelle ultime ore si registrano diversi focolai della malattia.
Attualmente il più grande problema si registra nell’Istituto energetico “Hrvoje Požar” di Zagabria, dove diverse persone si sono ammalate e molte sono state messe in isolamento. Inoltre, la dirigenza della società ha deciso di ripristinare il lavoro da casa per tutti gli altri impiegati. Nelle ultime 24 ore sono, infatti, quattro i dipendenti dell’Istituto che sono risultati positivi al tampone, di cui due asintomatici. A detta del direttore della società Dražen Jakšić, alcune persone hanno accusato dei lievi sintomi già la scorsa settimana, “ma nessuno pensava che si trattasse del coronavirus”. “Abbiamo deciso di mandare a casa tutti gli altri lavoratori e gli uffici saranno disinfettati”, ha concluso Jakšić
«Forse si tratta della seconda ondata»
“Ci siamo rilassati troppo e troppo presto”. Questo il commento dell’epidemiologico Bernard Kaić, dell’Istituto nazionale per la salute pubblica, il quale ha confermato che siamo di fronte “alla trasmissione locale della malattia”. “I cittadini si sono rilassati: nessuno rispetta  più il distanziamento fisico necessario e vedere qualcuno con la mascherina è ormai molto difficile. Tutto ciò, ci ha fatto ripiombare in una fase in cui bisognerà prestare ulteriore attenzione. Forse siamo anche entrati nella seconda ondata del contagio”, ha spiegato Kaić. “Sono del parere che i cittadini si stiano comportando come se il Covid fosse scomparso. Invece è qui, tra di noi, come lo dimostrano i casi delle ultime ore”.

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