Rijeka: un girone spettacolare

Andiamo a conoscere nei dettagli le tre avversarie dei fiumani in Europa League

Foto: Goran Žiković

Il Rijeka partecipa per la quarta volta nella sua storia alla fase a gironi di Europa League. Finora non è mai riuscito a superarla e difficile, per non dire quasi impossibile, che riesca a farlo proprio in questa stagione. Il sorteggio di Nyon ha infatti abbinato ai fiumani tre squadre di Paesi che hanno una grande tradizione di calcio, ovvero Italia, Spagna e Olanda. Con Napoli, Real Sociedad e AZ Alkmaar il Rijeka non ha mai giocato finora, anche se nel caso dei partenopei c’è stato un curioso precedente moltissimi anni fa, ai tempi della Fiumana. Proviamo un po’ ad analizzare le avversarie dei quarnerini.

 

Napoli, Gattuso bis e… precedenti
La testa di serie del gruppo F è il Napoli, società che deve i suoi momenti d’oro soprattutto a un giocatore: Diego Armando Maradona. Indimenticabili infatti i titoli vinti nel 1987 e 1990, fino ad oggi anche gli unici della storia. Ci sono poi anche una Coppa Uefa nel 1989 e due Supercoppe italiane. Il Napoli è stato fondato nel 1905 come società di calcio e cricket, per poi diventare autonomo nel 1926. In prevalenza ha militato in Serie A e le poche retrocessioni in B sono state immediatamente compensate con la promozione. Tuttavia, all’inizio del nuovo millennio, il club campano ha conosciuto i suoi momenti più brutti: la bancarotta e la retrocessione in Serie C, dove vi è rimasto per due stagioni (2004-2006). Ma l’attaccamento dei tifosi non è mai cambiato, anzi in quegli anni è emerso ancora maggiormente, basti pensare che al San Paolo c’erano in 50.000 per le partite di Serie C. Poi, dopo l’acquisto della società da parte del noto produttore cinematografico, Aurelio De Laurentiis, le cose hanno iniziato a funzionare molto meglio. Dal 2007, anno del ritorno in A, il Napoli ha chiuso soltanto una volta nella seconda parte della classifica e il settimo posto della scorsa stagione è il peggior piazzamento negli ultimi undici anni. Sulla panchina dei partenopei c’è Gennaro Gattuso, che conosce bene il Rijeka avendolo affrontato a Rujevica quando guidava il Milan. Finì 2-0 per i fiumani, e Ringhio non mascherò certo la propria delusione e rabbia. Stavolta, c’è da scommettere, non prenderà forse l’impegno sottogamba.
Il giocatore più costoso è il 29.enne difensore senegalese Kalidou Koulibaly, valutato 65 milioni di euro da Transfermarkt, mentre l’intera rosa ha una valore di 586,48 milioni. Quella del Rijeka, tanto per citarlo, ammonta a 15,83 milioni, vale a dire 37 volte di meno il valore del Napoli. Dopo la Juventus e il Milan, il Napoli è la terza squadra italiana che il Rijeka incontra nelle competizioni europee. Tuttavia, c’è un particolare storico curioso riguardante il calcio quarnerino e partenopeo. Il 26 maggio 1929 al Borgomarina (l’attuale stadio di Cantrida) si affrontarono Fiumana e Napoli, nell’ambito del campionato di Divisione Nazionale, l’ultimo suddiviso in due gironi prima dell’avvento del “girone unico” e dell’attuale Serie A. La gara terminò in parità 1-1, con reti di Innocenti II per i campani e di Froglia per i quarnerini. In precedenza, il 6 gennaio, le due squadre si affrontarono a Napoli e in quell’occasione i partenopei s’imposero per 2-1: anche allora per la Fiumana andò a segno Froglia, mentre per i padroni di casa segnarono Sallustro e Gariglio.

Formazione tipo: (4-3-3) Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Demme, Zielinski; Politano, Mertens, L. Insigne.

La stella: Dries Mertens
Quando un giocatore supera per numero di gol Diego Armando Maradona (115) e Marek Hamsik (121), diventando così il miglior marcatore nella storia del club con 125 centri, è chiaro che si merita il titolo di “stella”. E il 33.enne belga Dries Mertens lo è sicuramente, anche se gli anni passano per tutti. Mertens è arrivato a Napoli nel 2013 e di recente ha prolungato il contratto, dicendo di sentirsi ancora importante e di avere tanta fame di vittoria. Giocatore duttile e abile nel dribbling e progressione palla al piede, è un’ala sinistra. Dotato di buona tecnica, è un ottimo realizzatore e assist-man. Preferisce partire da sinistra per poi accentrarsi e andare verso la porta. Sotto gli ordini di Maurizio Sarri, nel 2016-2017 Mertens inizia a giocare anche da prima punta, con ottimi risultati in termini realizzativi.
Real Sociedad, made in casa
Il Real Sociedad ha conosciuto la maggior gloria all’inizio degli anni ‘80, quando ha vinto due titoli spagnoli (1981 e 1982). Nel palmares anche due secondi posti, nel 1980, 1988 e 2003, nonché due Coppe del Re, nel 1909 e nel 1987. Nel 1982 si è aggiudicato anche la Supercoppa di Spagna. In Europa non ha lasciato particolarmente il segno: il maggior successo è rappresentato dalla semifinale di Coppa dei Campioni nel 1983, persa con l’Amburgo, futuro campione d’Europa. Sul conto anche un quarto di finale di Coppa Uefa, finito male ai rigori con il Stoccarda. Nella sua storia, il club è cliente fisso della Primera Division, con pochissime retrocessioni. Dal 2010, quando è stato promosso per l’ultima volta dalla Segunda Division, naviga nei quartieri medioalti della classifica.
Il Real Sociedad è arrivato sesto nella scorsa Liga. Prima del lockdown a causa della pandemia di Covid-19, i baschi si stavano giocando la qualificazione in Champions League, ma poi hanno avuto un crollo. Per il resto, parliamo di una squadra ostica. Allenata da Imanol Alguacil, in carica dal 2018 dopo aver guidato le giovanili, gioca un calcio propositivo alternando il 4-2-3-1 e il 4-3-3. Nei baschi milita David Silva, reduce da dieci anni splendidi al Manchester City e al centro di un intrigo di mercato dopo la sua avventura in Premier League. Dopo aver detto no alla Lazio, sedotta e abbandonata dal fantasista spagnolo, David Silva in Italia ci verrà da avversario sfidando il Napoli al San Paolo. Il club è specifico per la politica societaria, simile all’Athletic Bilbao. Fino al 1989 ci potevano giocare soltanto i baschi, poi qualche straniero e alla fine anche gli spagnoli (non necessariamente baschi). Anche oggi c’è una netta prevalenza di giocatori locali. L’intera rosa viene valutata 297,6 milioni di euro, vale a dire 18 volte quella del Rijeka.

Con il calcio spagnolo la compagine fiumana ha avuto molte opportunità per confrontarsi, dal Real Valladolid al Real Madrid fino al Celta Vigo, per arrivare “ai giorni nostri” con le sfide contro Real Betis e Siviglia. E non ha mai sfigurato, a parte la sconfitta al Bernabeu che è però una storia tutta a parte…
Formazione tipo: (4-3-3): Remiro; Zaldua, Aritz, Llorente, Monreal; David Silva, Zubeldia, Merino; Portu, Oyarzabal, Willian José.

La stella: Mikel Oyarzabal
Spagnolo, mancino che ama operare sulla corsia di sinistra, Oyarzabal è stato determinante nella cavalcata della Real Sociedad la scorsa stagione: 44 partite con 12 gol segnati e 12 assist serviti. Insomma, un giocatore duttile, rapido e che ama giocare per la squadra. Per il Rijeka sarà il maggior pericolo.

AZ Alkmaar, giovani e bravi
Il Rijeka, almeno sulla carta, avrà le maggiori possibilità di giocarsi la vittoria con l’AZ Alkmaar. Dalla sua fondazione, nel 1967, la compagine olandese ha vinto il titolo nazionale nel 1981 e 2009, al quale vanno aggiunti anche tre titoli di vicecampione (1980, 2006 e 2019). In coppa nazionale sono quattro i trionfi (1978, 1981, 1982 e 2013), mentre a livello internazionale si ricorda con piacere il 1981 e il raggiungimento della finale di Coppa Uefa, poi persa con gli inglesi dell’Ipswich Town per 5-4. Sempre in tema di Coppa Uefa, da segnalare anche la semifinale del 2005.
Arrivato secondo in Olanda la scorsa stagione, l’AZ è stata eliminato dalla Champions per mano degli ucraini della Dinamo Kiev. Una squadra che ama giocare all’attacco, ma che ha una difesa solida (lo scorso anno è stata la migliore della Eredivise). La squadra di Arne Slot usa il sistema di gioco 4-3-3, occupando gli spazi in maniera costante e invadendo la metà campo avversaria con un pressing asfissiante. Il 21.enne Calvin Stengs e il 18.enne Myon Boadu vengono valutati 18 milioni di euro, mentre tutta la rosa 116,88, ovvero 7,4 volte il valore del Rijeka. Non ci sono precedenti tra le due squadre, ma a proposito di compagini olandesi nella stagione 2014/15 il Rijeka incontrò nella fase a gironi il Feyenoord Rotterdam, che vinse in casa per 2-0 perdendo poi a Cantrida con il risultato di 3-1.
Formazione tipo: (4-3-3) Bizot; Svensson, Koopmeiners, Letschert, Wijndal; Clasie, De Wit, Midtsjo; Stengs, Boadu, Idrissi.

La stella: Calvin Stengs
Classe 1998, esterno mancino, Calvin Stengs è uno dei giovani emergenti più interessanti del campionato olandese. Stengs ha una buona dote fisica, una discreta rapidità e ama partire dalla fascia destra per poi accentrarsi sul suo sinistro per cercare l’assist o il tiro in porta. Lo scorso anno ha giocato 25 partite in Eredivise, segnando 5 gol e servendo 8 assist. Questi dati dimostrano il suo altruismo e il suo sacrificio in campo: Stengs è uno di quei giocatori che si sacrifica per i compagni.

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