Rijeka, ultimi 90 minuti di fuoco

Il sofferto successo sul Varaždin ha regalato il match point ai fiumani, che sabato a Rujevica nello scontro diretto col Gorica possono prendersi il terzo posto e l'Europa, ma bisognerà necessariamente vincere

Il Rijeka di Goran Tomić si gioca sabato l’Europa

Gorica 59, Rijeka 58, Hajduk 57. Chiamarlo finale thrilling sembra quasi riduttivo. A 90’ più recupero dalla linea del traguardo la corsa per l’Europa è letteralmente infuocata. Senza tralasciare la lotta salvezza: anche qui i giochi sono apertissimi e si deciderà tutto all’ultima giornata. Mai come quest’anno il campionato è davvero combattuto, equilibrato e imprevedibile. Il successo colto in rimonta sul Varaždin e il contemporaneo stop del Gorica con la Dinamo hanno permesso al Rijeka di ritrovarsi con il destino nelle proprie mani (e gambe) in vista del 36º turno che sabato farà calare il sipario sulla stagione. Esattamente ciò che a Rujevica auspicavano. Tra quattro giorni arriva il Gorica e in caso di successo i fiumani brucerebbero al fotofinish la truppa di Oreščanin centrando il terzo posto e soprattutto il pass per i preliminari della Conference League, indipendentemente da come finirà la finalissima di Coppa tra Dinamo e Istra 1961, in programma domani sera a Velika Gorica. Ma in gioco ci sono tante altre possibili combinazioni. Al Rijeka in realtà potrebbe bastare anche un pareggio o addirittura una sconfitta, a patto però che l’Hajduk perda con la Lokomotiva (in caso di arrivo a pari punti gli spalatini sarebbero davanti in virtù degli scontri diretti a favore) e che gli zagabresi alzino al cielo il Sole di Rabuzin. Un ragionamento che ad Andrijašević e soci non deve però passare nemmeno per l’anticamera del cervello. L’unica certezza in quest’epilogo convulso è che l’Hajduk non può in alcun modo agguantare il terzo posto (il Gorica è in vantaggio negli scontri diretti). Per il resto, tutti gli altri scenari sono ancora in ballo.

 

Guerra di nervi
Guardando già a sabato, Rijeka-Gorica è un match difficile da inquadrare. Sulla carta la bilancia sembra pendere dalla parte della squadra di Tomić, che gioca in casa e arriva da due successi di fila che sono serviti a risollevare il morale dopo le batoste rimediate contro Hajduk e Dinamo. Viceversa, i “tori” sono reduci da due sconfitte consecutive contro le stesse avversarie che li hanno visti incassare sette gol senza segnarne nemmeno uno. Ma il Gorica arriverà con il coltello tra i denti e gli occhi della tigre, determinato a non farsi scivolare dalle mani la prima storica qualificazione all’Europa proprio all’ultimo metro. E poi è la bestia nera dei fiumani, che spesso e volentieri ha saputo tornare invitta dal Quarnero, e oltretutto avrà a disposizione due risultati su tre. È dunque chiaro fin d’ora che sabato sarà una guerra, soprattutto di nervi.

Per prendersi il ticket europeo il Rijeka dovrà però cambiare registro. È per tutta la stagione che la squadra non riesce a trovare un briciolo di continuità di gioco e di risultati, soggetta a troppi alti e bassi. Spesso masochista, incline a farsi del male da sola. E l’ennesima dimostrazione è arrivata due giorni fa in quel di Varaždin, dove per 60’ si è vista una squadra spenta, impalpabile e senza mordente, incapace per oltre un’ora di tirare in porta contro l’ultima della classe, e per di più regalando il vantaggio a Obregon nel primo tempo. Poi dal 62’ al 79’ si è abbattuto un autentico ciclone sui padroni di casa, per poi capitolare gratuitamente nel finale rischiando di compromettere la rincorsa all’Europa. E questo è un po’ il marchio di fabbrica di questo gruppo, che gioca a sprazzi e che da inizio stagione viaggia sulle montagne russe, senza riuscire a trovare una quadra. È evidente che è un problema di testa, come ha più volte ribadito Tomić, il quale però dal suo arrivo non è riuscito a invertire questo trend.

Errori individuali
“Ci complichiamo puntualmente la vita da soli – ha ripetuto il tecnico sebenzano al triplice fischio –. Il vantaggio glielo abbiamo regalato, come pure altre due occasioni frutto della disattenzione e di errori individuali. Nella ripresa, con i cambi, abbiamo iniziato a carburare. Murić e Liber hanno dato la scossa e nuova linfa alla manovra. Abbiamo ribaltato il risultato segnando tre reti, ma poi ancora una volta c’è stato un calo di concentrazione e su un calcio piazzato abbiamo preso gol, soffrendo poi fino all’ultimo. Siamo a fine stagione e la stanchezza si sta facendo sentire. Bisogna inoltre tenere presente che il Varaždin è in piena lotta per evitare la retrocessione e non è facile raccogliere punti in casa loro, dove peraltro anche le altre formazioni di vertice hanno faticato parecchio. Alla fine ciò che conta è la vittoria ed essere rimasti in corsa per il nostro obiettivo”.

Anche Menalo, che ha dato il via alla rimonta firmando il primo gol, non ha nascosto la delusione per un primo tempo nel quale il Rijeka non sembrava essere sceso in campo.

Incerottati
“Non c’eravamo proprio, non abbiamo mai tirato in porta – l’analisi dell’esterno offensivo –. Nel secondo tempo siamo ripartiti con un altro piglio andando a segno tre volte. A quel punto eravamo convinti che avremmo condotto la partita in porto senza troppi patemi e invece abbiamo nuovamente concesso un gol riaprendo un match che sembrava chiuso. Evidentemente è un problema a livello psicologico perché alterniamo 45’ imbarazzanti ad altri giocati ad altissimo livello. Va comunque detto che eravamo piuttosto incerottati: Murić avrebbe dovuto saltare questa trasferta e invece ha giocato tutto il secondo tempo, Štefulj e Andrijašević erano mezzi infortunati ma hanno stretto i denti. È dura giocare in queste condizioni, ma nonostante tutto siamo riusciti comunque a portare a casa tre punti pesantissimi”.
Ora Tomić e il suo staff avranno a disposizione praticamente un’intera settimana per preparare al meglio lo scontro diretto col Gorica. Sabato conterà unicamente la vittoria se si vuole andare in Europa: un match point da non fallire.

“Sappiamo bene qual è la posta in palio. È tutto nelle nostre mani. Giochiamo in casa la partita più importante della stagione ed è un vantaggio non da poco, ma sarà durissima e ci sarà come sempre da soffrire. Hajduk-Lokomotiva? Oggi è impossibile nascondere ciò che succede nelle altre partite. In campo avremo sicuramente gli aggiornamenti sull’andamento della gara. Personalmente preferisco essere sempre al corrente di ciò che accade sugli altri campi”, ha concluso Luka Menalo.

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