Benvenuti in Istria a tracciare i confini

Una mostra che s'inaugura questa sera al Museo civico di Pisino ricostruisce l'atmosfera del 1946 e l'«accoglienza» che la parte jugoslava riservò alla Commissione interalleata

L’esposizione potrà essere visitata fino alla fine dell’anno

Definire una linea etnica “giusta” tra l’Italia e l’allora Jugoslavia. Con questo non facile compito, nel marzo del 1946 il Consiglio dei ministri degli Esteri delle nazioni vincitrici del Secondo conflitto mondiale (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Unione Sovietica), insediato al tavolo della pace a Parigi, decise di inviare in Venezia Giulia una Commissione interalleata per cercare di risolvere la “questione giuliana” e formulare una proposta. La Commissione era di stanza a Trieste e Pisino e il viaggio si svolse nell’arco di 28 giorni, nel periodo dal 9 marzo al 5 aprile 1946, interessando 5 grandi città e 27 città minori e villaggi. Il sottocomitato degli esperti economici si recò invece a Fiume, Monfalcone, Pulfero, Rovigno, Parenzo e Capodistria. La Commissione svolse 52 interviste con i rappresentanti delle organizzazioni e raccolse tre censimenti della popolazione per permettere di effettuarne le dovute valutazioni. La presenza dei commissari fu accompagnata da manifestazioni filo-italiane e filo-jugoslave a Trieste, Gorizia, a Pola e in altre località dell’Istria, adunate, cortei, striscioni, cartelli, scritte sui muri e altre manifestazioni di “appartenenza” da esibire ai commissari.
Questa sera (ore 18), in occasione della Giornata internazionale dei musei, che ricorre il 18 maggio, il Museo civico di Pisino inaugura la mostra di carattere internazionale “Benvenuti – A 75 anni dalla visita della Commissione interalleata per la delimitazione dei confini in Istria”, curata da Ivan Smoljan e visitabile negli ambienti del Castello fino alla fine dell’anno. Realizzata con il contributo finanziario del Ministero croato della Cultura e dei Media, della Regione istriana, della Città e del Museo di Pisino, l’esposizione suggella la collaborazione dell’istituzione pisinese con il Museo storico e navale dell’Istria (Pola) e il Museo di storia contemporanea della Slovenia (Lubiana), che hanno fornito una serie di prestiti per ricostruire l’atmosfera di quel marzo del 1946, in cui l’Istria era ancora territorio conteso, diviso nelle Zone A e B. Il percorso ricostruisce il modo in cui la Commissione si è mossa e l’atmosfera dell’epoca.

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