Rijeka, la certezza è Čolak

Inizia il campionato: la squadra di Rožman ospita oggi, sabato, a Rujevica il neopromosso Šibenik. La vittoria è d’obbligo

Antonio Mirko Čolak, capocannoniere della scorsa stagione in Croazia. Foto: Pixsell

In circostanze normali in questo periodo dell’anno da giocatori e allenatori sentiremmo dire che “dopo una lunga e faticosa preparazione, finalmente si parte”. Stavolta, però, i diretti interessati non sono poi così entusiasti di ritornare in campo, lamentando il fatto che… “già si riparte”. A tre settimane dalla conclusione dello scorso campionato, e a 15 giorni della finale di Coppa Croazia che aveva visto impegnato il Rijeka, la Prima Lega croata torna in campo per l’inizio della nuova stagione, che si presenta piena di incognite. Non tanto sul piano sportivo, quanto per gli sviluppi dell’epidemia di coronavirus. A livello nazionale i contagi hanno subito un’impennata negli ultimi giorni e i casi di positività alla Lokomotiva e al Rudeš non lasciano certo tranquilli. Basterebbe una scintilla, ovvero una squadra in quarantena, per far suonare il campanello d’allarme e indurre magari la Federcalcio e le istituzioni competenti a fermare il campionato.
Meglio comunque non pensarci troppo e guardare al futuro con un certo ottimismo, anche perché al momento l’unica cosa certa è che oggi, sabato, con inizio alle ore 18, a Rujevica arriva il neopromosso Šibenik. Una partita da vincere assolutamente dato che gli obiettivi del Rijeka sono chiari: lotta per i quartieri alti della classifica con conseguente qualificazione sulla scena europea e possibile tris in Coppa Croazia. In Europa League, poi, si proverà ad andare quanto più lontano, ma in questo caso molto dipenderà dal sorteggio (inizio settembre) e dalla qualità degli avversari (incombono Tottenham, Milan e via dicendo).
Problemi in difesa
Lo Šibenik non può e non deve mettere in apprensione il Rijeka, vista la netta differenza di valori. Ma la palla è rotonda e nei primi turni le sorprese sono quasi all’ordine del giorno. Nel mini-ritiro di Fužine giocatori e staff tecnico hanno lavorato soprattutto sulla preparazione fisica. L’allenatore Simon Rožman ha tuttavia provato alcune varianti tattiche e cercato gli uomini più adatti alla sua filosofia calcistica. In sostanza, il Rijeka sarà quello visto ultimamente, sempre tenendo conto del mercato in entrata soprattutto in uscita. Non c’è più, almeno per momento (le trattative con il Gent proseguono), Franko Andrijašević, per il cui posto vacante ci sono diversi candidati, a seconda del modulo (Halilović avanzato, Lončar a sinistra e Pavičić nella linea dei mediani con Lepinica, oppure spazio a uno tra Murić o Yateké nella linea delle mezzepunte). Per la gara con lo Šibenik Rožman deve comunque inventarsi la difesa: Hrvoje Smolčić è infortunato, mentre Darko Velkovski squalificato. Si cerca dunque il terzo stopper accanto a Joao Escoval e Nino Galović: il favorito è Luka Capan, ma occhio al rientrante Jasmin Čeliković.
Milan Ristovski scalpita
Il resto dell’undici titolare è praticamente fatto. A guidare l’attacco sarà ovviamente il capocannoniere dello scorso campionato, Antonio Mirko Čolak, mentre tra coloro che sperano in uno spezzone di partita c’è a maggior diritto il macedone Milan Ristovski. Il suo biglietto da visita non è niente male: 15 gol in 32 partite con il Nitra, squadra del massimo campionato slovacco nella quale era in prestito la scorsa stagione. “Mi sento alla grande. A differenza dei miei nuovi compagni di squadra ho avuto due settimane di vacanza prima di iniziare la preparazione con il Rijeka e pertanto ho potuto riposarmi un po’ più a lungo. Non vedevo l’ora di iniziare questa mia nuova avventura. Adesso che sono qui, voglio lasciare il segno”, dice l’attaccante. Un membro della famiglia Ristovski, ovvero il fratello maggiore Stefan, rimarrà per sempre nel cuore dei tifosi fiumani. “Ci sentiamo in pratica ogni giorno e lui mi dà spesso dei consigli. Credetemi, Stefan porta nel cuore il Rijeka e rimane uno dei suoi più grandi tifosi, pur non essendo fisicamente a Fiume. Anch’io voglio che un giorno i tifosi mi stimino come nel caso di mio fratello”.

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