Ordinanza locali notturni. La Regione istroquarnerina insorge

Foto: Nel Pavletic/PIXSELL

Nonostante molti imprenditori fiumani del centro avessero annunciato che venerdì i loro bar sarebbero rimasti aperti, in segno di protesta, anche dopo mezzanotte in barba al decreto della Task force nazionale che dopo il reiterarsi di casi di contagio nei locali notturni (in Dalmazia soprattutto) ha ordinato la chiusura allo scoccare della 24.esima ora, la protesta è rientrata. E ligi al dovere, loro malgrado, i locali del centro fiumano hanno chiuso comprendendo la situazione.
Il responsabile della Task force regionale Marko Boras Mandić ha inviato una mail al comando centrale della Protezione civile chiedendo di rivedere l’ordinanza relativa ai locali notturni nelle Regioni in cui la situazione epidemiologica è ottima come nella Regione litoraneo-montana. Un simile appello era stato fatto dal suo omologo istriano mentre anche il sindaco di Abbazia Ivo Dujmić ha chiesto che la Croazia venga divisa in aree epidemiologiche più o meno sicure. “Devo esprimere la mia insoddisfazione – ha detto il sindaco -per la situazione attuale. L’Unità di crisi della Protezione civile dovrebbe dividere la Croazia in aree epidemiologiche e quindi salvare la stagione turistica in quelle contee che hanno una situazione sanitaria favorevole”. Questo in sintesi il pensiero di Dujmić.

La situazione epidemiologica
Intanto la Task force della Protezione civile della Regione litoraneo-montana ha reso noto che nelle ultime 24 ore ci sono stati soltanto due nuovi casi di coronavirus. Un paziente è rientrato dall’estero ed è asintomatico. L’altro invece che ha soggiornato in Dalmazia, presenta lievi sintomi. I casi attivi di Covid.19 sono 26. Tre infine i pazienti ricoverati al Centro clinico-ospedaliero di Fiume.

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