Rijeka a Gorica per scacciare la bestia nera

Josip Kršul, classe 1911, è oggi il cittadino croato più anziano ed è anche tifoso del Rijeka

Lo sport è fatto di vittorie, sconfitte e primati. Nella sua storia il Rijeka ha ovviamente conosciuto momenti belli e meno belli, ma uno dei suoi primati è quello della permanenza di un allenatore sulla panchina. Infatti, mai nessuno prima di lui nel campionato di Prima Lega è rimasto in sella tanto a lungo come Matjaž Kek, timoniere della squadra fiumana dal 2013 a un anno fa circa. Al momento il Rijeka detiene anche un altro primato, sottolineato sul sito ufficiale della società. In questo caso il record riguarda un suo tifoso: Josip Kršul, classe 1911, è oggi il cittadino croato più anziano ed è anche tifoso del Rijeka. Pertanto, è il sostenitore più anziano della squadra fiumana, probabilmente di tutti i tempi. In occasione del centenario dello Crikvenica di calcio, al “supertifoso”, che ha assistito all’amichevole della squadra rivierasca con il Rijeka, è stata regalata la maglietta della formazione fiumana, consegnata dal direttore Luka Ivančić e dal direttore sportivo Srećko Juričić.
Kršul è stato testimone di tantissime vicende calcistiche, ma probabilmente non sono state quelle le sue esperienze più importanti. Infatti, come appartenente alle forze armate degli Stati Uniti, Kršul prese parte a una delle battaglie più celebri nel corso della Seconda Guerra Mondiale, cioè quella di Iwo Jima. Oggi Josip è il nonno, bisnonno e trisavolo per tutti i tifosi del Rijeka.
Sarà una battaglia anche la sfida di sabato a Rujevica per l’arrivo della bestia nera, la squadra che la passata stagione ha dato più dispiaceri al Rijeka e ai suoi allenatori. Il Gorica, allora appena promosso, nell’estate dello scorso anno venne superata a fatica dal Rijeka a Rujevica. Sulla panchina c’era Kek, ma per il tecnico sloveno, di lì a poco, la stessa avversaria si rivelò poi fatale. I fiumani persero a Velika Gorica e, dopo una serie di risultati deludenti, il tecnico stiriano si dimise. Con Igor Bišćan, sempre in tema di sfide con il Gorica, è andata anche peggio. La scorsa stagione, nelle rimanenti due gare con il medesimo avversario, i fiumani uscirono infatti sconfitti, come d’altronde anche in questo campionato nell’unica gara disputata finora tra queste due formazioni. Per Simon Rožman c’è l’occasione, come terzo allenatore a guidare il Rijeka contro il Gorica, di spezzare l’incantesimo e mettere così fine all’incredibile serie negativa.
Riconciliazione sugli spalti?
Il Gorica non è un’avversaria di grande richiamo, però ha qualcosa di speciale. La partita di sabato sarà speciale anche per quello che si vedrà probabilmente sugli spalti. L’ultima sfida a Rujevica, quella con la Lokomotiva (terminata 1-1), è stata all’insegna del rientro, in modo non proprio trionfale, dell’Armada, che ha occupato la tribuna nord. Dopo un anno di assenza, gli ultrà non sono stati accolti troppo cordialmente dal resto dello stadio. I fischi non ci sono stati in occasione della seconda edizione del “Ritorno a Cantrida”, ma non c’è stato nemmeno il gran tifo che ha caratterizzato l’incontro dello scorso anno nel tempio del calcio fiumano. Sabato si torna a Rujevica per un nuovo momento di riconciliazione, un processo che appare più complesso di quanto si potesse prevedere. Chissà cosa ne pensa Josip Kršul di tutto ciò, di un momento della storia calcistica fiumana che sicuramente non meriterà di essere ricordato a lungo.

Facebook Commenti