Mondiali. «Se ci credi puoi arrivare lontano»

Il 33.enne Dejan Lovren carica la squadra e non esclude un altro exploit da parte della Croazia

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Mondiali. «Se ci credi puoi arrivare lontano»
La Croazia vuole uscire tra gli applausi dei suoi tifosi. Foto: LUKA STANZL/PIXELL

Dejan Lovren è ben noto per non aver peli sulla lingua, per dire le cose come stanno senza troppi giri di parole e per non tener assolutamente in considerazione ciò che la gente pensa di lui. D’altronde, lo stopper è uno dei pochi a non aver preso parte alla “grande fuga” dal campionato russo dopo l’aggressione all’Ucraina, ammettendo senza problemi: “Vista l’età, allo Zenit mi pagano da Dio. Dove potrei ricevere un contratto così ricco?”. Morale o no, lo classifichiamo come libera interpretazione personale. Ieri il 33.enne Lovren si è presentato nella quotidiana conferenza stampa nel quartier generale della Croazia a Doha ed è stato subito un monologo: “La mia ultima grande manifestazione internazionale con la maglia della Croazia? Non lo so, dipenderà dal selezionatore se mi chiamerà in futuro o meno. Posso dire soltanto una cosa: più vengo criticato e messo in discussione, più ho voglia di andare avanti. Non ho nulla da dimostrare a nessuno. Molti parlano e scrivono di calcio, senza mai averlo però praticato a certi livelli o per niente. Poi si permettono anche di giudicare gli altri. Finché avrò voglia, motivazioni e forza andò avanti. Con l’esperienza che ho accumulato nel corso degli anni posso permettermi di gestire molto meglio il tutto”.

Al futuro ci sarà tempo per pensare, ora c’è un Mondiale in Qatar da onorare in qualità di vicecampione del mondo. Come curiosità, va detto che Lovren aveva debuttato per la nazionale nel lontano 2009 in un’amichevole proprio contro la nazionale padrona di casa. “Ricordo benissimo quel momento. Chissà che non sia magari qualche segno del destino. In ogni caso sono orgoglioso di essere qui, al mio terzo Mondiale in carriera dopo Brasile 2014 e Russia 2018. Se qualcuno me l’avesse detto da bambino non gli avrei ovviamente creduto. Il più bello? Difficile dire, credo che la sensazione è grossomodo la stessa di quando diventi padre per la prima, la seconda o la terza volta. Ogni volta sei felicissimo e su di giri”.
Quattro anni fa Dejan Lovren e Domagoj Vida sono stati determinanti per la cavalcata sino alla finale. In Qatar le cose si presentano un po’ diverse, con la Next Gen che avanza a grandi falcate. “Direi che per il selezionatore Dalić non potrebbe esserci migliore notizia della consapevolezza di avere cinque stopper di qualità, ognuno dei quali pronto a giocare in qualsiasi momento e situazione – sottolinea Lovren –. Noi siamo al servizio del gruppo, poi spetterà al tecnico fare le scelte che ritiene più giuste. Onestamente non mi ricordo quando avevano tanta qualità in difesa. Comunque, come ho già detto più volte, sono i giovani che devono portare nuova linfa e maggiore energia. La nazionale non è un club privato, ma certi standard e modi comportamentali vanno rispettati. Se Modrić o Perišić non esitano a entrare in scivolata negli allenamenti, lo possono fare anche i nuovi arrivati. Anzi lo devono fare. Diciamo che per momento vedo serietà e dedizione. Quando noterò che qualcuno si risparmia non starò sicuramente zitto…”.
Ripetere il cammino di quattro anni fa sarà difficilissimo, per certi versi forse anche impossibile. Tuttavia… “Nel calcio tutto è possibile. Abbiamo tutto ciò che serve per andare lontano, ma dobbiamo dimostrarlo in campo. Mi piace moltissimo questo mix di giovani e di giocatori esperti. Quando credi in te stesso e ti esprimi ai massimi livelli nulla diventa impossibile. A Russia 2018 abbiamo sfiorato l’impresa, perché non riprovarci stavolta? D’altronde siamo qui per questo”.

Budimir: «Marocco ricco di talento»
Ante Budimir ha due anni in meno di Lovren ed è al suo debutto alla rassegna intercontinentale. A Euro 2020 non ha certo lasciato il segno, giocando per undici minuti soltanto contro la Spagna. L’attaccante dell’Osasuna cerca insomma la rivincita personale. “Mi sento benissimo e sono molto emozionato per il mio primo Mondiale. Mi alleno con la massima serietà, pronto a dare il mio pieno contributo se l’allenatore deciderà di chiamarmi in causa. Ogni attaccante vive di gol e, a dire il vero, la mia statistica stagionale non è delle più brillanti. Però non ci penso troppo. Il Marocco? Nella Liga spagnola militano quattro giocatori maghrebini. Come squadra sono molto pericolosi e ricchi di talento. Bono rientra sicuramente tra i migliori cinque portieri della Liga, mentre il mio compagno di squadra Ezzalouli ha appena 20 anni ed è considerato un grandissimo talento”.
Budimir, da attaccante e nel pieno rispetto del fair-play, è molto dispiaciuto per l’assenza di uno come Karim Benzema. “Quando manca il Pallone d’Oro il torneo è automaticamente più povero. Peccato che non ci sarà, alcuni giocatori sono patrimonio del calcio mondiale. Lui è sicuramente uno dei migliori attaccanti al mondo. Per il resto, sono problemi della Francia e del selezionatore”.

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