Kvržić: «Eccessive le critiche per una sconfitta in Supercoppa»

Il centrocampista è arrivato sei anni fa al Rijeka e oggi è una pedina fondamentale della squadra allenata da Igor Bišćan

Zoran Kvržić non condivide le eccessive critiche rivolte alla prestazione al Maksimir

FIUME | Della rosa attuale del Rijeka soltanto due giocatori, se escludiamo i portieri, hanno avuto modo di giocare partite ufficiali a Cantrida. Uno è Ivan Tomečak, tornato a Fiume lo scorso inverno, e l’altro Zoran Kvržić, giunto sei anni fa. In questo periodo ha avuto due parentesi all’estero, una in casa degli ex cugini dello Spezia e un’altra allo Sheriff di Tiraspol. Il laterale bosniaco-erzegovese, dopo il suo ritorno all’ovile, indossa la maglia da titolare e difficilmente qualcuno potrà togliergliela. Semmai, il peggio che gli possa capitare è dover cambiare nuovamente posizione in campo. Lo ha fatto la scorsa primavera in seguito all’interminabile serie di infortuni che hanno indotto il tecnico Igor Bišćan a farlo giocare come terzino destro, ruolo ricoperto magistralmente.
Sabato inizia la nuova stagione e il Rijeka gioca in casa con il Varaždin, promosso in Prima Lega dopo aver chiuso al primo posto il torneo nella serie cadetta. Dopo poco più di un mese di preparazione arriva il momento di fare sul serio. Si è cercato di farlo anche sabato scorso, nella finale di Supercoppa al Maksimir, ma non si è riusciti ad avere la meglio contro i padroni di casa della Dinamo. La sconfitta per 1-0, a conti fatti meritata, ma soprattutto l’atteggiamento rinunciatario dei fiumani, scesi in campo con una formazione molto prudente, hanno destato critiche da parte di alcuni media e tra i tifosi.
“Giocare al Maksimir e perdere per 1-0 credo che non sia un evento tragico. Invece, c’è stato un accanimento maggiore ora che, per esempio, in occasione del 4-0 che avevamo subito lo scorso campionato al Poljud con l’Hajduk. I toni sono più negativi adesso – si lamenta Kvržić –, dopo una Supercoppa persa. Naturalmente, anche quella partita era importante, ma non quanto le prossime, a partire da quella con il Varaždin sabato sera a Rujevica”.
Il confronto al Maksimir, come testimonia lo scarso interesse da parte del pubblico, è sembrato più come una partita di preparazione che una contesa per un trofeo. “Chissà, forse, con un po’ di fortuna nei primi minuti avremmo potuto segnare noi, di rimessa, e allora le cose si sarebbero messe diversamente. A loro è stato anche annullato un gol regolare, ma, alla fine, le cose sarebbero potute andare diversamente, a nostro favore. Se fosse andata bene non ci sarebbero sicuramente state tante critiche nei nostri confronti. Infine, dobbiamo ammettere che la stessa Dinamo non ha fatto vedere granché”, aggiunge il centrocampista trentunenne del Rijeka, un po’ sorpreso dal modo in cui i mezzi di informazione hanno descritto la contesa.
Contro la Dinamo in Supercoppa è stato adottato il medesimo sistema di gioco che a fine maggio permise al Rijeka di conquistare la Coppa Croazia al Drosina. L’avversario era lo stesso e allora l’impresa riuscì perfettamente, con una squadra imbottita di difensori. D’ora in poi ci si aspetterà ben altro, già sabato. “Naturalmente, contro il Varaždin sarà un’altra gara, ma non dovremo assolutamente sottovalutare gli avversari. Una squadra neopromossa – ricorda Kvržić –, è spesso temibile, trascinata dall’entusiasmo. Inoltre, ogni compagine ci tiene eccome a battere un Rijeka che nelle ultime stagioni è sempre tra le più forti in campionato”. A proposito di neopromosse, il Rijeka si ricorda bene quanto gli è capitato nel corso della passata stagione con il Gorica. Nel primo turno i quarnerini vinsero in casa per 2-0 con la matricola, ma nei tre incontri successivi hanno puntualmente perso. La sconfitta esterna con il Gorica per 2-1 fu la goccia che fece traboccare il vaso. Matjaž Kek rassegnò le dimissioni irrevocabili. La preparazione, come dicono i giocatori e lo stesso Kvržić, è stata particolarmente dura, ma quest’estate gli stessi giocatori non si scordano mai di sottolineare quant’è positiva l’atmosfera. “Lo è davvero – assicura Kvržić –. La squadra è in pratica la stessa che ha concluso lo scorso campionato. Il fatto che non se ne sia andato via nessuno è un bene per noi, ma sappiamo che la società ha necessità di vendere per poter funzionare. Spero che rimangano tutti, almeno fino alle partite preliminari di Europa League. La preparazione è stata, posso dire, più allegra e divertente rispetto al passato, ma allo stesso tempo credo che si sia lavorato addirittura meglio. Siamo un gruppo collaudato e con l’inserimento di qualche rinforzo potremmo fare grandi cose”.

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