Tibor Halilović: «La chimica è quella giusta»

Tibor Halilović // Nel Pavletic/PIXSELL

KRANJSKA GORA | Da domani si comincia a fare sul serio. Il Rijeka al Maksimir scende in campo contro la Dinamo per cercare di portare a casa un altro trofeo dopo la Coppa Croazia. La Supercoppa non è il trofeo più ambito, ma quando si ha a che fare con dei grandi rivali, l’evento ci guadagna sicuramente in importanza. Le due squadre si presentano all’appuntamento, più o meno, nelle stesse condizioni, nella stessa fase della preparazione ed entrambe con la mente soprattutto nelle competizioni europee.
Il Rijeka, dopo i collegiali in quota, a Kranjska Gora, raggiungerà direttamente Zagabria, senza fare tappa a Fiume. C’è l’atmosfera che di solito precede una sfida con la Dinamo? Lo abbiamo chiesto a Tibor Halilović, 24 anni, centrocampista giunto a Rujevica lo scorso inverno, proveniente dalla squadra polacca del Wisla Cracovia piombata in una profonda crisi societaria.
“È pur sempre un trofeo. Non sarà importante come un titolo o una Coppa, ma quando vai a giocartelo contro la Dinamo ci tieni eccome a farlo tuo. Noi la prendiamo molto sul serio e sono convinto che anche gli zagabresi faranno altrettanto. Non è il momento ideale, a una settimana dall’inizio del campionato, però è uguale per loro e per noi. Ci stiamo preparando soprattutto per l’Europa, come loro. Potrebbe essere una bella partita, come lo è stata la finale di Coppa. Nel corso della passata stagione nelle sfide dirette abbiamo fatto meglio noi, nonostante la loro grande superiorità in campionato, che hanno concluso con un grande distacco rispetto a noi. Dopo la sconfitta nella finale di Coppa, ne sono certo, cercheranno di riscattarsi. Ci tengono anche loro. È una questione di prestigio, anche un’occasione per partire con il piede giusto”, risponde il centrocampista del Rijeka, zagabrese cresciuto nel vivaio della Dinamo.
Il Rijeka e la rosa a disposizione dell’allenatore Igor Bišćan è la stessa con cui è stata portata a termine la scorsa stagione. Potrebbe essere un vantaggio? “Secondo me sì. Siamo una squadra collaudata e, almeno per ora, non ci sono molti infortuni. La campagna trasferimenti è ancora lunga e sicuramente ci saranno dei cambiamenti. Ci stiamo avvicinando alla Supercoppa – aggiunge Halilović – in buone condizioni e soprattutto in un clima positivo. Siamo insieme da un po’ di tempo e nello spogliatoio c’è grande affiatamento”.
La prova generale a Kranjska Gora è andata piuttosto bene. Il successo per 4-1 con l’Apoel, al di là del punteggio, ha messo in evidenza proprio l’affiatamento. Abbiamo visto due squadre, una per tempo, la prima più anziana e la seconda imbottita di giovani. L’approccio è stato lo stesso da parte di entrambe. “È un piacere che vi siano queste osservazioni. Questo nasce dallo spogliatoio in cui c’è armonia tra i giovani e giovanissimi con i giocatori che hanno più esperienza. Ci teniamo a vincere insieme e, allo stesso tempo, cerchiamo di metterci in luce individualmente per meritarci un posto nell’undici titolare. La chimica è quella giusta”.
Tibor Halilović al Rijeka ha bruciato delle tappe. In sala d’attesa è rimasto pochissimo. Uno dei motivi è stato sicuramente il lungo elenco degli infortunati dopo la sosta invernale. Per Halilović è arrivata in anticipo rispetto alle previsioni l’opportunità di giocare. Ha disputato 18 partite realizzando due gol. “Nello sport è normale. L’occasione l’ho avuta perché qualcuno si è fatto male. La mia fortuna è che sono riuscito ad approfittare dell’opportunità che mi si è presentata. Al Rijeka ho ritrovato diversi ragazzi che conoscevo da prima e questo mi ha aiutato ad adattarmi in gretta. In campo e fuori sono stato accolto molto bene”.

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