Il Castello Morosini Grimani pronto
a risplendere in tutta la sua bellezza

SANVINCENTI A fine mese si concluderà ufficialmente il pluriennale progetto di riqualifica della fortificazione, la cui ultima fase di restauro è stata realizzata grazie al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo regionale

L’intervento di riqualifica del palazzo residenziale ubicato sulla parete sud-occidentale della rocca cinquecentesca è giunto nella sua fase finale. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Si concluderà ufficialmente a fine mese il pluriennale progetto di riqualifica del Castello Morosini Grimani di Sanvincenti, la cui ultima fase di restauro è stata realizzata grazie al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Il tutto nel quadro del progetto KulTERRA, finalizzato non soltanto al recupero del Castello medievale della pittoresca località di Sanvincenti, uno dei meglio conservati in tutta la penisola, se non proprio il primo in assoluto, ma anche di quello di Pietrapelosa, nel comprensorio di Pinguente. Il progetto coinvolge 12 partner, con il Comune di Sanvincenti come capofila. Ne prendono poi parte l’Ente turistico locale, la Città, la Pro loco e l’Università Popolare Aperta “Augustin Vivoda” di Pinguente, l’Ente turistico regionale, l’Istra Inspirit, Il Museo etnografico dell’Istria, il Gruppo d’azione locale dell’Istria meridionale, l’Associazione storica “Kaštel” di Sanvincenti, la cantina Matošević e la bottega artigianale locale “Mario”.

Restaurato nella sua totalità

La ricostruzione delle strutture interpiano

Come ci conferma Igor Macan, incaricato dei programmi di sviluppo del Comune di Sanvincenti e del progetto in parola, i lavori edili, iniziati circa un anno fa, stanno volgendo al termine, ma per dotare la struttura di tutto quanto necessario per mettere in piena funzione i contenuti previsti, ci vorrà ancora qualche mese, ossia riaprirà al più tardi entro la fine della stagione turistica di punta. Allora l’imponente Castello medievale risplenderà in tutta la sua bellezza, visto che con l’ultima tornata d’interventi, l’antico edificio sarà restaurato nella sua totalità. Ricorderemo infatti che in precedenza, grazie ad altri progetti, erano state ristrutturate la torre quadrata e le mura di cinta, mentre l’ultimo intervento si è focalizzato sull’edificio principale del Castello, quello che si erge a sinistra dall’ingresso.
I lavori sono iniziati con la rimozione dagli ambienti interni di vario materiale di scarto e di alcune pareti divisorie pericolanti. Fatto questo, le mura portanti sono state messe in sicurezza per quanto riguarda la statica: nei punti critici sono state rinsaldate con delle iniezioni di cemento, e nello stesso modo si è proceduto pure con le aperture delle porte e delle finestre, restaurando e sostituendo le erte laddove ciò si è rivelato necessario. Al contempo, il tetto del palazzo e del vicino annesso sono stati rimessi completamente a nuovo.

Le ricerche archeologiche

Le impalcature sul Castello

La fase successiva ha riguardato le ricerche archeologiche nel sottosuolo, all’interno dello stesso complesso, per poi procedere con la costruzione delle strutture interpiano e delle scale interne, con la posa dei cablaggi e delle installazioni, per arrivare ai lavori di finitura.
Con quest’intervento il Castello Morosini – Grimani sarà restaurato nella sua totalità e una volta dotato dell’apparecchiatura multimediale e degli arredi, potrà essere messo nella prevista funzione.
L’opera di restauro della struttura medievale vede tuttora coinvolte le maestranze della ditta fiumana “Fidal”, mentre a sovrintendere ai lavori è lo Studio zagabrese “Jurcon project”.

Collezione d’armi d’epoca

Il budget include pure un’adeguata presentazione dei contenuti dell’antico maniero, l’allestimento tra le sue mura della mostra della collezione d’armi d’epoca di Mario Ferlin, come pure di un Centro per la promozione dei prodotti alimentari autoctoni. Il tutto corredato da una serie di manifestazioni atte a far rivivere la storia del territorio, ma anche a offrire un prodotto turistico onnicomprensivo.
Altri contenuti riguardano l’allestimento della Sala del capitano, che a suo tempo gestiva il Castello e la presentazione del rito nuziale, ai fini della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Nell’edificio principale un ambiente sarà riservato allo svolgimento di congressi e manifestazioni varie, un vano alla vendita di souvenir, mentre il pianoterra accoglierà un centro di degustazione dei prodotti dell’Istria centrale. Tramite il progetto sono stati creati pure dei nuovi souvenir, ispirati al patrimonio culturale, alle leggende locali e a vari personaggi storici locali. Si è pensato pure a delle nuove manifestazioni incentrate sulla ricca storia locale, che andranno ad aggiungersi a quelle che arricchiscono l’offerta turistica del posto, che puntualmente attirano un grande numero di visitatori, come il Festival medievale, la Casa della strega Mare e altre.

L’entrata nel Castello Morosini – Grimani

Sviluppo economico del Comune

La municipalità nutre grandi aspettative dalla realizzazione del progetto KulTERRA, che consentirà uno sviluppo economico di tutta la comunità locale, con un’attrazione turistica di prim’ordine, che si spera porterà nella località un numero sempre maggiore di turisti, anche a vantaggio dei numerosi affittacamere privati del comprensorio.
Il valore complessivo del progetto KulTERRA, che come accennato prevede pure il restauro del Castello di Pietrapelosa, ammonta a 22.594.780 kune, di cui il 15 per cento a carico delle rispettive autonomie locali e alcuni partner, mentre l’85 per cento sono i mezzi a fondo perduto dell’Unione europea. A questi si aggiunge un ulteriore 7 per cento proveniente dal Fondo per il finanziamento dei progetti europei del Ministero per lo Sviluppo regionale e i fondi UE.

Adeguato ai disabili

Per il palazzo residenziale del maniero di Sanvincenti inizia un nuovo capitolo della sua ricca e travagliata storia

Da rilevare che uno dei valori aggiunti del progetto è il totale adeguamento dei vari contenuti alle persone diversamente abili e che in maniera diretta e indiretta, dovrebbe risultare con l’apertura di 45 posti di lavoro.
KulTERRA riveste grande importanza per lo sviluppo turistico di tutta l’Istria centrale, nel quadro di un disegno di più vasto respiro ispirato al “Sentiero dei Castelli”, caldeggiato dalla Regione istriana. Grazie a KulTERRA, rientra nelle aspettative un aumento del numero dei pernottamenti del 5 per cento nella stagione estiva e del 10 per cento in quella invernale, con un guadagno di circa 1 milione di euro all’anno.

La storia del maniero

Sanvincenti si colloca su un altopiano circondato da colli, sul quale l’archeologo Carlo Marchesetti individuò resti di antichi castellieri. Il suo nome venne citato per la prima volta nella seconda metà del X secolo, a quando risale pure la fondazione di un’abbazia dei Benedettini, dedicata a San Vincenzo, martire spagnolo morto nel 304, dal quale la località prende il nome. La conferma dell’esistenza dell’abbazia è data da un documento di determinazione dei confini del 1025 e si presume che allora esistesse anche il borgo.

La parete occidentale della rocca, delimitata dal palazzo residenziale e da una delle torri rotonde

La vita e le sorti del paese si concentrano attorno al castello, uno dei più belli e più classici monumenti feudali istriani, un edificio tardo medievale, con accentuate caratteristiche rinascimentali. La rocca nasce dalla tradizione rurale e da impellenti esigenze difensive, il che spiega in parte le sue notevoli dimensioni. Il suo ruolo nel caratterizzare questa località è molteplice, iniziando dalle dimensioni della piazza che lo contiene, attraverso alcuni elementi architettonici e urbanistici, e arrivando all’importante ruolo simbolico svolto dal maniero nel rapporto di vassallaggio tra l’affittuario e il signore del feudo. Quale fortezza limitanea della parte veneziana dell’Istria, il Castello Morosini Grimani fu talvolta anche il fulcro delle operazioni militari nei conflitti contro l’Austria. La prima fortezza fu costruita all’inizio del XIII secolo, ma le continue guerre svoltesi negli agitati decenni che seguirono ebbero come conseguenza la sua frequente distruzione, la sua ricostruzione e la modifica delle sue sembianze. Oltre all’aspetto, il Castello cambiò spesso anche proprietario. Dopo il vescovo e le famiglie Castropola e Morosini, il maniero e il podere passarono nelle mani della famiglia patrizia veneziana dei Grimani di San Luca. Entrambe le famiglie, sia i Morosini che i Grimani, sono state molto importanti non soltanto per la storia del Castello, ma per quella dell’intero paese. Pertanto, il Castello porta i loro nomi

L’aspetto attuale del castello risale al 1589, quando Marino Grimani ne ordinò la ricostruzione dopo un incendio, ispirandosi al progetto degli architetti Scamozzi e Campagna, entrambi veneti. Il maniero è oggi uno degli edifici veneziani più significativi dell’Istria. Il castello è di forma quadrangolare; ai lati del muro settentrionale sono poste due torri circolari, sulla parete sud-orientale è stata costruita una torre quadrata, mentre su quella sud-occidentale si trova il palazzo adibito a scopo residenziale, con l’appartamento del capitano che governava il Castello. Dai tre torrioni, era possibile sorvegliare i quattro accessi alla città. I torrioni sono tra loro collegati da mura difensive le quali, all’esterno, sono dotate di contrafforti, mentre all’interno hanno un ballatoio alto circa 10 metri, dal quale le guardie di ronda vigilavano su quel che succedeva all’esterno guardando attraverso le feritoie. Al suo interno si distinguevano l’ampia corte con le stalle per gli animali, il fondaco per i tributi in natura, l’arsenale, gli alloggiamenti per 200 moschettieri e lancieri e un carcere molto sicuro costruito nei sotterranei della torre quadrata.

L’entrata principale, che si trova sulla facciata meridionale, oltre a essere dotata di ponte levatoio, aveva anche la saracinesca. Sul portone è visibile lo stemma del castello, diventato anche lo stemma del Comune di Sanvincenti, ossia il blasone delle famiglie Grimani di San Luca e Morosini. Sulla chiave di volta, ci sono le lastre riportanti gli anni di costruzione, o meglio di apertura della porta e di restauro dell’edificio: il 1485 e il 1589. La famiglia Morosini completò i lavori di restauro nel XV secolo, segnando la trasformazione del luogo in paese rinascimentale, con una piazza dotata di una cisterna al centro e delimitata, oltre che dalla rocca, dalla chiesa parrocchiale, dalla loggia cittadina e dagli altri edifici pubblici.
Nel XIX secolo la famiglia Grimani lasciò il castello ai vescovi che, all’alba del XX secolo, lo affidarono al Comune. Il castello Morosini – Grimani subì l’ultimo incendio sul finire della Seconda guerra mondiale, mentre l’intervento di riqualifica è storia recente.

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