Rovigno. Palazzo Califfi:
un edificio di sorprese (Foto)

Rinvenuti dipinti a secco sul piano nobile della sede del Museo della Città. Scoperte, dietro alla parete, anche le antiche mura cittadine

Palazzo Califfi, sede del Museo della Città

La storia di Rovigno e dell’Istria racchiusa in un unico Palazzo. È questa la conclusione degli esperti del Museo della Città di Rovigno dopo gli ultimi ritrovamenti fatti nella sede dell’istituzione – l’antico Palazzo Califfi – che si sono rivelati a dir poco sorprendenti.
Al secondo piano dell’edificio, dove sono attualmente in corso i lavori di ristrutturazione, sotto allo strato d’intonaco si conservano, quasi intatti, dei dipinti a secco che risalgono alla fine del XVIII o all’inizio del XIX secolo. Un’opera da mettere il luce che, finanziariamente parlando, comporterà una grande sfida, perché esigerà la presenza di esperti di profilo diverso. Inoltre, si tratta di interventi complessi da operare con la massima cautela che, quindi, richiederanno tantissimo tempo.

“Pensate che per elaborare una superficie di un solo metro quadrato ci vuole un anno per togliere e reintegrare gli strati” – ha rilevato Višnja Bralić dell’Istituto croato per il restauro. Sono interventi che vanno eseguiti, tra l’altro, a diverse fasi.
Dopo il ritrovamento dei dipinti sul balcone del secondo piano, si era pensato di ampliare le ricerche anche ad aree più ristrette, per verificare l’eventuale esistenza dei dipinti. Una supposizione che si è dimostrata più che giusta, visto che dagli ultimi ritrovamenti risulta che tutto il piano nobile era dipinto a secco, dalla camera da letto con vedute di Valle e arabesche, al salotto e alla sala da pranzo che contengono anche ornamenti e vedute, tra cui una che presenta diverse similitudini per composizione e contenuti a quella raffigurata nel salone con vedute dell’edificio dell’amministrazione dell’ex Zuccherificio di Fiume. Le arabesche della camera da letto rimandano, invece, a quelle del Palazzo De Franceschi di Seghetto e a due strati della famiglia Cesare di Trieste, a Salvore.
Le ricerche sono state eseguite in quattro fasi; la prima di sondaggi fatti con l’impiego di sonde, quindi la ricerca dei dipinti, quella delle antiche mura cittadine e quella della falegnameria.
“Si tratta di ritrovamenti importanti non soltanto per il patrimonio locale, ma anche per quello nazionale”, ha ribadito Višnja Bralić, la quale ha definito i ritrovamenti particolarmente affascinanti, visto anche l’ottimo stato di conservazione in cui versano.
Durante la presentazione dei ritrovamenti è stato ricordato che i fratelli Rafael e Francesco Califfi giunsero a Rovigno nel 1637 da Zara. Il Palazzo è stato costruito probabilmente alla fine del XVII secolo. La pianta dell’immobile, costruito in mattoni, è di tipo veneziano. Nel corso degli scavi sono state scoperte, al terzo strato, quelle che sono con grande probabilità le antiche mura della città, sulle quali poggia il Palazzo.
“Rovigno – ha fatto notare lo storico e vicesindaco Marino Budicin – è l’unica città su questi territori che conserva le sue mura all’interno degli edifici”. Durante i lavori è stato ritrovato anche un pezzo della stufa con la quale veniva riscaldato il salotto.
La direttrice del Museo, Marija Smolica, ha voluto ringraziare per il sostegno la Città di Rovigno, il Ministero della Cultura e l’Istituto nazionale per il restauro. Un grazie particolare per il preziosissimo contributo ai ritrovamenti è andato all’esperta del Museo in storia ed etnografia, Tajana Ujčić.

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