La Comunità degli Italiani di Zagabria in visita ai sodalizi di Veglia e Abbazia

Željko Jerneić
Gli attivisti delle CI di Zagabria e Abbazia all’entrata di Villa Antonio

ZAGABRIA | “Per noi del continente stare in riva al mare è sempre un’esperienza in più”, ha dichiarato Daniela Dapas, presidente della Comunità degli Italiani di Zagabria, che sabato ha fatto una gita sul Quarnero per visitarele CI di Veglia e di Abbazia. La bella giornata di sole ha dato il suo apporto a esaltare l’atmosfera di amicizia e simpatia.
“Dapprima abbiamo visitato la CI di Veglia, dove i soci ci hanno accolti con uno spuntino e tanti dolcetti fatti in casa. Con loro abbiamo discusso di cose belle e meno belle; ogni sodalizio ha i propri problemi. Questa di Veglia è una comunità piccola, ma piena di calore umano”, ha puntualizzato Daniela Dapas, rilevando come la passeggiata per le vie di Veglia con la “guida” di Ana Morich ha permesso, a chi ancora non la conosceva, di capire un po’ meglio la storia di questa città.

La ciliegina sulla torta…

Dopo il pranzo in un ristorante dell’isola, i soci della CI di Zagabria si sono avviati verso Abbazia. “Anche qui l’accoglienza è stata più che calorosa. Ci siano soffermati a discorrere delle attività che svolgiamo e di quelle che vorremmo svolgere. Ci ha fatto molto piacere ricevere l’angioletto in ceramica, fatto dagli attivisti della CI locale e la monografia di Abbazia. Spero che il nostro volume ‘Italiani a Zagabria’ e la bottiglia di vino locale abbiano incontrato la stessa approvazione”, ha auspicato Daniela Dapas, aggiungendo che “per noi di Zagabria, alla fine dell’incontro, la ciliegina sulla torta è stata un giro sul lungomare”.

Lo spirito giusto

La presidente della CI di Zagabria ha constatato che “nonostante i tempi duri nell’Unione Italiana, vedo che all’interno delle Comunità degli Italiani esiste lo spirito giusto per salvaguardare la cultura e la lingua italiane. Purtroppo, però, l’età media degli attivisti è sempre più alta. Noi a Zagabria cerchiamo di coinvolgere soprattutto i giovani, perché bisogna lavorare guardando al futuro. Vorrei che all’interno dell’UI si desse più spazio e possibilità di ascoltare le persone nelle CI, che lavorano con molta passione. Invece, si perde tempo a discutere di cose meno importanti per cui viene a mancare il filo di collegamento con le CI”. A proposito di collegamenti, Dapas si è chiesta “perché sono sparite le gite tra le Comunità? I nostri incontri, come quello di sabato, sono finanziati dalle quote dei membri. In pratica, i sodalizi si autofinanziano per gli incontri con le altre CI. Gli incontri, conoscere le altre Comunità, essere in contatto e scambiare le idee non possono essere considerati dei ‘lussi’, come vengono avvertite queste gite, perché socializzare è una cosa importantissima”.

La gita… annullata

La prova di cosa significhi avere tanta voglia di incontrare altre CI è stata per la CI di Zagabria la giornata stessa di sabato. “Dovevamo partire in 40, in pullman. Ma alle 22 di venerdì l’agenzia mi ha informato che la nostra gita era stata annullata. Non sapevo cosa fare e mi dispiaceva annullare gli incontri, sapendo che i nostri padroni di casa si erano certamente prodigati per accoglierci al meglio. Sono stata sveglia fino alle 2 del mattino per spedire e-mail ai partecipanti alla gita. Non tutti le leggono, però. In particolare non all’alba, prima di partire. Così, alle 7, al punto di partenza concordato in cui saremmo dovuti salire sull’autobus, si sono presentate una decina di persone. Ero turbata, non sapevo come disdire. I soci mi hanno confortato: “Andiamo lo stesso’. Così, siamo partiti in 11 con 3 automobili. Ma gli incontri non ne hanno sofferto. Anzi”.

Uniti più forti

Per Silvana Crstulovich Pavačić, presidente della CI di Veglia, “è stato un incontro bellissimo. Noi siamo una Comunità piccola, ma teniamo duro. Per noi è molto importante essere attivi, avere incontri con le altre CI, per mantenere sia la lingua, sia gli usi e costumi, insomma la nostra cultura. Di questo bisogno e priorità io ho fatto il mio motto, da quando sono stata eletta alla presidenza”.
Ad accogliere la rappresentanza della CI di Zagabria, guidata da Daniela Dapas, oltre alla presidente c’erano una decina di soci della CI di Veglia. Dopo i saluti di rito e lo scambio dei doni (il volume “Italiani a Zagabria” e una bottiglie di vino locale sono andati a Veglia, che ha ricambiato con una monografia della Città e un angelo di ceramica, realizzato della sezione artistica Milo Seršić che opera in seno alla CI vegliota), gli ospiti sono stati invitati a un giro turistico della Città. A guidarli è stata Ana Morich, socia della CI locale, che ha illustrato la storia di Veglia città dagli albori a oggi.

Il bello del dialetto

“L’incontro è stato un successo. Abbiamo discusso delle attività che svolgiamo in seno alle rispettive CI e, cosa che mi ha reso particolarmente felice, parlavamo in dialetto. Ritengo che incontri come questo siano d’importanza cruciale, perché trascorrono in un’atmosfera amichevole, rilassata, e contribuiscono a creare un’unione ancora più forte tra noi della minoranza”, ha concluso Silvana Crstulovich Pavačić, aggiungendo che la CI di Veglia ha visitato quella della capitale già tre anni fa e che è stata invitata di nuovo, possibilmente durante le giornate dell’Avvento, a Zagabria.

Abbazia ieri e oggi

Norma Tuliak Srbulj, segretaria della CI di Abbazia, si è detta contentissima dell’incontro con la CI di Zagabria, “che si è svolto in un’atmosfera gioiosa e quasi cameratesca”. Ad accogliere gli ospiti dalla capitale c’erano il presidente della CI, Pietro Varljen e la sua vice, nonché rappresentante della CNI nella municipalità di Abbazia, Sonja Kalafatović. Dopo le rituali strette di mano, tutti si sono riuniti nella sala di Villa Antonio, dove la vicepresidente ha illustrato la storia di Abbazia. Grazie a tante vecchie cartoline che riproducono la città di una volta, l’esposizione è servita da viaggio nel tempo e negli antichi splendori della Perla del Quarnero. Gli ospiti hanno potuto apprendere la storia di questa città, i suoi cambiamenti, a volte profondi, subiti nel tempo.
Dopo la presentazione, i membri delle due CI si sono intrattenuti a discorrere delle peculiarità di ciascun sodalizio. “Si è parlato delle varie attività, ma anche di alcuni problemi, primo fra tutti i finanziamenti, ovvero delle attività che non possono essere svolte a causa della mancanza di fondi”, ha constatato Norma Tuliak Srbulj.

Lo scambio di doni

Poco prima del commiato, c’è stato lo scambio dei doni: il libro Italiani a Zagabria e una bottiglia di vino locale sono stati regalati dalla CI di Abbazia, che ha ricambiato con due libri di Giacomo Scotti sulla Perla del Quarnero e un acquerello che riproduce la città, dipinto da Laura Varljen Herceg. L’incontro si è concluso con un invito alla CI di Abbazia a ricambiare la visita a Zagabria in autunno, che i soci hanno accolto con piacere.

Facebook Commenti