A Ossero scoperti i resti
di numerosi caduti italiani

Lo rende noto un comunicato della FederEsuli

Osservo (Osor) sull'isola di Cherso (Cres). Foto: Boris Scitar/PIXSELL

Nella seconda settimana di maggio sono stati effettuati degli scavi presso una fosse comune localizzata presso il perimetro esterno del cimitero di Ossero, cittadina sita in prossimità di un sottilissimo istmo che riuniva anticamente le isole di Cherso e Lussino e che già in epoca romana fu tagliato mediante il canale della Cavanella. Lo rileva in un comunicato la Presidenza della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Soldati della X MAS

La fossa comune, nota fin dalla sua realizzazione avvenuta negli ultimi giorni di aprile del 1945 – prosegue il comunicato – custodiva i corpi di un manipolo di soldati della X MAS, posti a difesa di quei territori, regolarmente arresisi ai partigiani del Maresciallo Tito dopo una cruenta battaglia, fucilati e sepolti in quella fossa.

Accordo con il governo croato

Gli scavi, effettuati in accordo con il governo della Repubblica di Croazia, rappresentano l’attuazione dell’Accordo stipulato sulle sepolture di guerra da una apposita Commissione mista italo-croata e sottoscritto a Zagabria il 6 maggio 2000. La campagna di scavi ha riportato alla luce gli scheletri di una trentina di corpi ignoti.
Presso quel luogo – si rileva ancora nella nota diffusa dalla Federazione delle Associazioni degli esuli – venne realizzata dalle comunità degli esuli giuliano-dalmati una lapide con l’elenco dei nomi dei caduti di quella battaglia.

Un successo, seppure amaro

Anche se quei poveri resti, a tutt’oggi, risultano essere ufficialmente di persone ignote, per tutto il mondo dell’esodo lo scavo alla fossa di Ossero – continua la FederEsuli – rappresenta un successo, seppure amaro, conseguito a decenni di distanza ed ottenuto grazie all’insistenza delle Associazioni che hanno da sempre richiesto di onorare i propri caduti.

Dialogo con Zagabria

La Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, fin dalla sua costituzione, ha continuamente svolto “un’azione di interlocuzione con le istituzioni italiane, affinché si facessero carico di dialogare con le omologhe autorità croate, al fine di ottenere un semplice gesto di pietà umana. Per questo La Federazione degli esuli ringrazia sentitamente il Commissariato per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Onorcaduti), il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di Roma e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che hanno reso possibile questa iniziativa. Un sentito e speciale ringraziamento, inoltre, è indirizzato alle autorità croate per l’alto senso di civiltà dimostrata e per la continuità del suo agire, avendo già lavorato in maniera fattiva, nello scorso anno, per la riesumazione dei caduti di Castua, presso Fiume”.

Pietà verso le vittime

Ancora una volta pertanto la Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati chiede alle autorità competenti che “una tale pietà verso le vittime dell’insensata violenza scatenatasi dopo la fine della Seconda guerra mondiale, possa manifestarsi apponendo lapidi multilingue nei luoghi accertati che hanno visto gli orrori dei massacri, affinché la memoria non vada perduta e possa essere monito per le generazioni future liberate, una volta per sempre, dalle pulsioni nefaste dei nazionalismi così come dall’insensata ideologia”.

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