JGL, un «bambino» cresciuto bene

Ne abbiamo parlato con il «padre» Ivo Usmiani, presidente del CdA dell’azienda farmaceutica fiumana

Lo stabilimento Jadranski galenski laboratorij (JGL) a Sviano, alle spalle di Fiume. Foto Goran Kovacic/PIXSELL

Che i bambini crescano è una cosa accertata, ma non sempre lo fanno nel modo giusto o nel modo desiderato. Nel mondo dell’economia fiumana, ma non solo fiumana, c’è un “bambino” che è cresciuto in maniera impressionante e nella direzione giusta e ora che sta per compiere trent’anni ne abbiamo parlato con il “padre”. Il “bambino” di cui stiamo parlando si chiama JGL (acronimo di Jadran Galenski Laboratorij), mentre quello che possiamo veramente considerare il “padre”, oltre che fondatore, si chiama Ivo Usmiani, attualmente presidente del Consiglio di amministrazione della grande azienda farmaceutica con sede nella Pharma Valley di Svilno, un impianto futuristico inaugurato nel 2015. Un “padre” che ha seguito il suo “bambino” in tutte le fasi della sua crescita, decisa e inarrestabile.

Quella vecchia macchina impastatrice…

E dire che tutto è cominciato con una vecchia macchina impastatrice, un aneddoto che Ivo Usmiani, che in quest’azienda ci ha messo tanta passione ed energia, ricorda sempre con grande piacere. “Sì, è vero. Abbiamo iniziato con una vecchia macchina impastatrice per dolci che abbiamo ricevuto dall’ex azienda Slavica. L’abbiamo utilizzata per produrre una crema per bambini, che fa parte tuttora della nostra gamma di prodotti e la cui produzione è stata trasferita all’Adrialab, una piccola azienda spin-off che abbiamo scorporato dalla JGL e che opera nella nostra vecchia sede a Pulac, producendo prodotti cosmetici e dietetici, prodotti per la cura e la protezione dei bambini e della pelle”.

Tutto è cominciato con una macchina impastatrice per dolci ricevuta dall’ex azienda Slavica

Motivo d’orgoglio

Veder crescere un bambino è sempre motivo d’orgoglio e ce lo conferma Ivo Usmiani. “Sono veramente orgoglioso, come del resto tutti quelli che hanno contribuito alla crescita della nostra azienda – ci ha detto, accogliendoci nel suo ufficio alla Pharma Valley –. È una bellissima sensazione, sì, ma adesso è importante assicurare un futuro alla JGL. In una fase di transizione ho capito di dovermi mettere un po’ da parte, di occupare una posizione per così dire di riserva. A quel punto abbiamo deciso di procedere a una ristrutturazione aziendale introducendo una corporate governance che non dipenda più da me. All’inizio abbiamo adottato un sistema dualistico di amministrazione e controllo della società, tipico per la Germania e gran parte delle aziende in Croazia, ma poi abbiamo preferito il modello monistico di ispirazione anglosassone, caratterizzato dalla presenza del solo consiglio di amministrazione e di un amministratore delegato che rappresenti l’azienda”.

Nuovo ciclo di investimenti

Questa è la JGL oggi, ma vediamo com’è nata, com’è cresciuta e come – lo assicura il presidente del CdA – continuerà a crescere. Questa certezza è basata sul fatto che l’azienda si appresta ad affrontare un altro grande ciclo di investimenti del peso di circa 350 milioni di kune. “Il nostro desiderio è che la JGL sia sempre un’azienda a lunga tenuta, che la nostra attività sia redditizia, che abbia solide fondamenta basate sul sapere, e qui penso in primo luogo all’Università, alla Facoltà di Medicina, al Dipartimento di biotecnologia e al futuro corso di laurea in Farmacia, dei veri capisaldi per il futuro della nostra azienda – ci spiega Usmiani –. Ci stiamo preparando per questo nuovo investimento, un’impresa che richiede il sapere necessario e le persone in grado di portarlo a termine. Si stanno aprendo nuove possibilità e nuovi mercati, come l’accordo con la Polpharma, azienda leader del settore farmaceutico in Polonia, il che significa un nuovo grande mercato. Per questo motivo abbiamo dovuto assicurare una capacità produttiva in grado di supportare i nostri piani di espansione. Parallelamente dobbiamo progredire in tutto, dal sapere alla tecnologia, dalla capacità alle risorse umane, per poter tener il passo di questa crescita. La nostra intenzione è quella di incrementare di circa il 60% la capacità produttiva nel settore dei prodotti sterili come le gocce nasali, le gocce per occhi, gli spray, un settore nel quale siamo altamente specializzati come poche aziende in Europa. In fin dei conti lavoriamo per tante compagnie, esportiamo prodotti su licenza. D’altra parte ci prepariamo a costruire un altro edificio che sarà il nostro centro ricerche e sviluppo, attrezzato con le più moderne tecnologie. Un altro sarà condiviso dai reparti assicurazione qualità e controllo qualità, mentre la terza parte di questo investimento sarà un centro logistico completamente robotizzato a Kukuljanovo. Abbiamo ritenuto che fosse il momento giusto per affrontare questo investimento e siamo in una fase molto avanzata del progetto e stiamo per chiudere il cerchio anche per quanto riguarda il lato finanziario. Guardiamo al futuro con grande ottimismo. Stiamo crescendo in continuazione a prescindere dalle condizioni dettate dalla ‘coronacrisi’”.

Un’avventura iniziata nel 1991

Partiamo, però, dagli inizi, da quando, cioè, Ivo Usmiani lavorava come farmacista presso la farmacia Jadran, al pianterreno di Palazzo Modello. “È qui che è iniziata la mia storia – ci racconta Usmiani –. A un certo punto abbiamo deciso di istituire all’interno della farmacia un piccolo laboratorio per preparati magistrali e galenici che doveva rifornire il piccolo mercato di Fiume e dintorni. Nel 1991, dopo il disfacimento della Jugoslavia, abbiamo deciso di avventurarci nella produzione e abbiamo deciso pertanto di costituire una società per azioni per la produzione di farmaci e prodotti cosmetici. È stato un importante passo avanti, risultato determinante nel momento in cui il mercato dell’ex Jugoslavia si è dissolto. Si sono aperte tante piccole nicchie per i prodotti che mancavano sul mercato. Abbiamo continuato a crescere senza irritare le grandi compagnie, essendoci specializzati nella produzione soltanto di determinati prodotti. Ben presto abbiamo compreso che il solo mercato croato non ci avrebbe permesso di crescere e già nel 1992 abbiamo cominciato a esportare in Slovenia e Macedonia. A quel punto abbiamo deciso di ‘attaccare’ i grandi mercati. Andare a est o a ovest? Era questo il nostro dilemma. A ovest la concorrenza è spietata, per cui ci siamo girati verso oriente ed è stata una decisione azzeccata. In Russia a quei tempi non c’erano tante aziende nel settore e ci siamo presentati con prodotti che mancavano sul mercato, come ad esempio i decongestionanti nasali. Abbiamo piazzato subito alcuni prodotti che ben presto hanno assunto una posizione di leader sul mercato, come la Dramina, per la prevenzione e il trattamento di nausea, vomito e capogiri associati al mal d’auto, e l’Aqua Maris. Una volta affondate le radici in Russia, siamo andati alla conquista degli altri mercati dell’ex Unione Sovietica e ben presto abbiamo aperto nostri uffici di rappresentanza in Kazakistan, Ucraina, Bielorussia e con i nostri partner abbiamo cominciato a distribuire i nostri prodotti anche in Azerbaigian, Armenia, Georgia, Kirghizistan, Uzbekistan… L’Occidente, però, è rimasto per noi una sfida. Abbiamo partnership strategiche e produciamo anche per il mercato occidentale, ma con il loro marchio. Vendiamo loro la licenza e così li leghiamo a noi per la produzione. Ci siamo resi conto che concentrandoci sui prodotti per i quali possediamo sapere e competenze e con un marketing di altissimo livello abbiamo la possibilità di diventare ‘giocatori’ a livello globale. La consapevolezza del marchio è importantissima e ci consente di misurare il modo in cui i clienti sono in grado di riconoscere quel nome, considerando sia la diffusione quantitativa che la dimensione qualitativa, ovvero la capacità di trasferire valore”.

Ivo Usmiani, presidente del CdA della grande azienda farmaceutica. Foto Ivo Vidotto

«Giocatori» di livello globale

“Alla JGL abbiamo capito – ha proseguito – che per poter ‘giocare’ a livello globale dobbiamo specializzarci soltanto in determinati prodotti e procedere a una differenziazione del prodotto attraverso la quale conseguire maggiore potere di mercato. All’inizio i nostri obiettivi erano salute e bellezza. Alla bellezza abbiamo rinunciato, trasferendo tutto all’Adrialab, mentre nel campo della salute abbiamo optato per un segmento molto ristretto del mercato, specializzandoci nei prodotti per gli occhi e per il naso, cercando di essere sempre all’avanguardia, con tecnologie avanzate e prodotti di altissima qualità, con tanto di certificazione da parte delle agenzie per i farmaci di tutti i Paesi in cui sono presenti i nostri prodotti”.
I mercati conquistati vanno anche mantenuti e che non si tratti di un’impresa semplice ce lo conferma anche Ivo Usmiani. “È una lotta continua, nella quale scendiamo in campo contro una concorrenza molto agguerrita, compagnie multinazionali con budget molto elevati. Per affrontarli è necessario avere competenze strategiche, il marchio giusto e un valore aggiunto per l’acquirente, condizioni indispensabili per mantenersi in vita. In questo senso abbiamo l’abilità necessaria. Il nostro settore marketing pensa in maniera dettagliata ogni mossa da fare, mentre noi ci impegniamo di dare un valore aggiunto ai nostri prodotti con soluzioni innovative”.

«Non possiamo fermarci»

“Non possiamo fermarci. Abbiamo fatto fin qui un certo percorso e dobbiamo continuare”, afferma con decisione Ivo Usmiani, precisando poi che “nel 1991 eravamo una decina e con un fatturato di un milione di kune, mentre quest’anno fattureremo un miliardo di kune con oltre mille dipendenti, dei quali la metà all’estero e l’altra metà in Croazia. Attualmente siamo presenti su una cinquantina di mercati esteri, con aziende proprie e rappresentanze, come in Russia, in Bosnia ed Erzegovina o in Serbia, dove abbiamo anche un piccolo impianto produttivo, oppure tramite rappresentati e distributori come nei Paesi dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico), in Africa e sui mercati più lontani. Nel frattempo cerchiamo di conquistare nuovi mercati, ma per farlo dobbiamo assicurare la capacità produttiva necessaria. Nel 2014 abbiamo affrontato un primo grande investimento di 50 milioni di euro, ma già dopo sei anni sentiamo il bisogno di aumentare la produzione ed è in questa ottica che va inquadrato l’investimento di cui parlavo prima”.
Crescere, quindi, è la parola d’ordine di Ivo Usmiani e di tutta la “squadra” JGL. Non potrebbe essere diversamente per un’azienda che nella sua ragione sociale ha… scomodato un personaggio illustre come Galeno di Pergamo, medico greco antico, dal cui nome deriva la galenica, ossia l’arte di preparare i farmaci da parte del farmacista. Un’arte che alla JGL hanno perfezionato fino a diventare leader nella nicchia di mercato prescelta e dimostrando sempre un’elevata responsabilità sociale d’impresa.

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