Minacce su Fiume Cec 2020. Obersnel: «La svastica non disturba…»

La sezione regionale degli utranazionalisti del Partito croato dei diritti (HSP) intende bloccare l'installazione della stella a cinque punte sul Grattacielo di Fiume e altri due eventi

Il pannello con la bandiera jugoslava esposta all'inaugurazione di Fiume Cec 2020

“No passaran”. Firmato Partito croato dei diritti (HSP). La sezione regionale dello schieramento politico di destra minaccia il regolare svolgimento di alcuni programmi di Fiume Capitale europea della Cultura 2020. Anzi, Nikica Augustinović, che firma la lettera come leader del Quartier generale per la difesa di Fiume croata, annuncia una “Tempesta in tempo di pace”, riferendosi alla famosa azione militare che ha portato alla liberazione del territorio croato dall’occupazione serba nell’agosto del 1995.
Il Partito croato dei diritti, che aveva già manifestato la sua insofferenza, non riesce a digerire tre eventi previsti nell’ambito di Fiume Cec 2020: il primo è la stella a cinque punte che sarà posizionata sul grattacielo di Fiume il 3 maggio prossimo. L’opera dell’artista fiumano Nemanja Cvijanović sarà una grande stella a cinque punte costruita con cemento armato e formata da 2.800 pezzetti di vetro rotto che simboleggeranno i 2.800 combattenti che persero la vita per la liberazione di Fiume. Poi c’è “Il manifesto comunista” che dovrebbe essere consegnato durante alcuni eventi, nonché la perfomance intitolata “Jugo yoga”.
“La stella dovrebbe essere un’opera arte, ma per noi rappresenta il simbolo del male – scrive Augustinović nella lettera inviata al sindaco Vojko Obersnel –. E come abbiamo già annunciato, il tentativo di realizzare simili programmi sarà bloccato dall’HSP, assieme ad altre associazioni di cittadini, con azioni di cui l’opinione pubblica sarà informata per tempo. Il nostro messaggio è chiaro: No passaran!”. Perciò, Augustinović invita il sindaco a desistere da questi tre eventi. Il Partito croato dei diritti sottolinea che “le autorità cittadine, celandosi dietro Fiume Cec 2020, vogliono far rivivere la Jugoslavia”.
Ricorderemo che Vojko Obersnel aveva risposto alla prima lettera di minacce della sezione regionale dell’HSP, annunciando di essere intenzionato a chiedere la tutela della polizia “contro individui che diventano sempre più aggressivi”.
La replica del sindaco
La risposta di Vojko Obersnel non si è fatta attendere. “Il Quartier generale evidentemente non riesce ad accettare gli antifascisti fiumani e tutto ciò che l’antifascismo simboleggia. Questo loro comunicato non ha nulla a che vedere con il programma di Fiume Cec 2020 – si legge nella nota del sindaco –. Loro vedono la stella e la bandiera jugoslava e oltre a ciò non vogliono, non possono e non sanno. Se si fossero concentrati e avessero esaminato il programma, avrebbero notato che gli eventi messi da loro in discussione fanno parte dell’indirizzo programmatico ‘L’epoca del potere’, che ripercorre il passato fiumano, croato ed europeo, le varie epoche in cui l’arte si è sviluppata nell’ambito di grandi e potenti poteri”.
Poi il passaggio forse più duro del sindaco: “La bandiera jugoslava rappresenta per loro un problema, mentre quella del Terzo Reich con la svastica non ha connotati di dubbia provenienza per il Quartier generale. E ciò è abbastanza significativo”. Obersnel conclude la sua risposta soffermandosi sulla minaccia di una “Tempesta in tempo di pace”: “Questa loro minaccia, se dovesse essere realizzata, sarà loro esclusiva responsabilità. Io non ho paura e non ho nessuna intenzione  di fermarli nelle loro azioni, a patto che non disturbino gli altri programmi. In questo senso, ho chiesto alla polizia, nell’ambito delle sue prerogative, di assicurare lo svolgimento indisturbato del programma di Fiume Capitale europea della Cultura”.

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