Il valore del patrimonio portuale

Al Museo di Marineria e di Storia del Litorale croato è stata inaugurata la mostra «Fluxes» che si potrà visionare esclusivamente online. Il progetto espositivo fa parte del programma INTERREG e coinvolge il capoluogo quarnerino, Salona (Solin) e Ravenna

La squadra che ha realizzato l’esposizione Fluxes con Sonja Šišić e Nikolina Radić Štivić

Una delle peculiarità di Fiume, sia in senso economico che culturale, è il porto e tutte le attività legate al mare. Anche se la città è stata sempre molto legata all’industria navale, ai commerci marittimi e ai trasporti, l’aspetto culturale legato alla sua storia in quanto porto sull’Adriatico, a volte viene sottovalutato. Il Museo di Marineria e di Storia del Litorale croato (PPMHP) di Fiume ha realizzato una mostra dedicata, appunto, alla rivalutazione del patrimonio portuale grazie al progetto internazionale Tempus, il quale coinvolge tre località in Italia e in Croazia.

 

A parlare dell’importante progetto europeo è stata la direttrice del PPMHP, Nikolina Radić Štivić, la quale si è soffermata innanzitutto sulla mostra stessa, la quale purtroppo non verrà allestita nei vani del Palazzo del Governo, com’era previsto dal piano iniziale, ma si potrà visitare esclusivamente online cliccando sull’indirizzo myportheritage.eu.
Un progetto europeo in più fasi
“Ogni volta che dobbiamo annunciare una mostra online spero sempre sia l’ultima – ha osservato la direttrice -, non perché mi dispiaccia che i visitatori possano collegarsi da casa, ma perché anche per noi è importante incontrare e conoscere le persone interessate ai contenuti che offriamo. La mostra si intitola Protoci (Fluxes) e analizza l’aspetto storico del porto e del suo influsso sulla città nelle varie epoche. I visitatori scopriranno l’influsso che ha avuto il porto sulle attività commerciale, produttiva e di altro tipo. Il progetto fa parte del programma di collaborazione transfrontaliera INTERREG, ha avuto inizio nel 2019 e si concluderà a giugno del 2022. Il nostro museo è uno dei nove partner coinvolti dal progetto Fluxes, mentre a fianco di Fiume troviamo le città di Ravenna e di Salona (Solin), in Dalmazia. Abbiamo voluto raccogliere e catalogare non soltanto il patrimonio materiale, ma anche immateriale dell’area portuale di queste tre città considerandolo una risorsa preziosa per il loro sviluppo. La mappatura è stata effettuata in base alle aree e alle tematiche e speriamo che anche gli imprenditori riescano a trarre vantaggio da questo lavoro di sistematizzazione. La seconda parte della mostra verrà completata più avanti e si concentrerà soprattutto sugli imprenditori e sulle persone d’affari che potrebbero dare una spinta all’economia puntando sul valore immateriale e storico del porto”, ha concluso Nikolina Radić Štivić.

Nikolina Radić Štivić illustra il progetto

La cultura in funzione dello sviluppo
Della mostra virtuale ha parlato anche il curatore, Nikša Mendeš, il quale ha illustrato le fasi di una ricerca di questo tipo, dalla raccolta e catalogazione del materiale alla mappatura del territorio per poi adeguare il materiale al caricamento sul sito.

La mostra Protoci (Fluxes) è divisa in quattro parti che trattano il flusso delle merci, la tecnologia, le genti e la cultura. Attraverso il prisma di questi quattro aspetti, ha spiegato Mendeš, è possibile comprendere la grandezza e l’importanza di un centro portuale, la sua evoluzione e il suo potenziale per il futuro. L’acronimo TEMPUS significa TEMporary USes as start-up actions to enhance port (in)tangible heritage (Utilizzi temporanei come azioni di avvio per migliorare il patrimonio (in)tangibile del porto). Il valore del progetto è di 2.7 milioni di euro, di cui l’85 per cento sono finanziamenti a fondo perduto dell’Unione europea.

La mostra è stata aperta ufficialmente da Sonja Šišić, capodipartimento regionale per la Cultura, lo Sport e la Cultura tecnica, la quale ha sottolineato ancora una volta l’importanza pratica di eventi culturali di questo tipo. La capodipartimento ha puntualizzato che ne gioveranno sicuramente non soltanto l’imprenditoria regionale, ma anche il turismo e gli altri settori economici.

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