Il Tunnel fiumano in una nuova luce

Jerko Gudac, artista di Laurana, è stato insignito del primo premio nella sezione Fotografia all’edizione LIII del Concorso d’Arte e Cultura «Istria Nobilissima»

È Jerko Gudac il vincitore del primo premio nella sezione Fotografia all’ultima edizione del Concorso d’Arte e Cultura “Istria Nobilissima”. La sua serie di sei fotografie che ritraggono gli spazi del tunnel militare fiumano, aperto al pubblico nel 2017, è stata riconosciuta, come recita la motivazione del premio, “per l’adesione a un momento contemporaneo tragico e di estrema fragilità. Pur essendo del 2017 – prosegue la relazione –, il fotografo ci riporta a una condizione ripetuta in tempo di pericolo, di minacce e di guerre relazionate al territorio, ma allo stesso tempo, nei colori proiettati nelle volte del tunnel, ci offre uno spiraglio di speranza, gioia e ottimismo”.

 

Questo è il secondo riconoscimento per il fotografo lauranese al tradizionale concorso organizzato dall’Unione Italiana. Amante della natura, delle tradizioni e degli eventi culturali, Gubac è noto per le sue documentazioni fotografiche delle bellezze naturali della Regione litoraneo-montana, del Carnevale fiumano e di vecchie arti e mestieri. Non è un fotografo professionale, come lui stesso afferma, ma si approccia alla fotografia con passione ed entusiasmo. I lavori di Gubac sono profondamente legati al suo territorio, alle usanze e alle tipiche tradizioni culturali della Regione. Pur preferendo la fotografia in bianco e nero, spesso sceglie il colore per conferire un senso di gioia, di allegria e di vita ai soggetti ripresi, come nel caso del portfolio “Fiume-tunnel 1-6”, che ritrae la vecchia galleria costruita a Fiume durante la Seconda guerra mondiale per proteggere la popolazione dai bombardamenti aerei e utilizzata in due occasioni anche durante la Guerra patriottica. Nell’ambito di una vivace chiacchierata, il fotografo ci ha parlato dei lavori premiati e di come seleziona gli scatti, commentando anche l’attuale situazione di crisi e di stallo dell’attività culturale.
Ci parli di “Fiume-tunnel 1-6”, la serie di fotografie che è stata premiata al Concorso “Istria Nobilissima”.
“Ho ripreso il Tunnel fiumano mentre vi erano proiettate delle luci colorate. È uno spazio che conosco da tempo. È cupo, grigio. Ciò che mi ha spinto a fare gli scatti è stato il contrasto tra il colore delle luci scagliate contro le pareti e l’oscurità della galleria. In quell’occasione, gli effetti luminosi hanno, in un certo senso, rinfrescato quello spazio, facendolo apparire in una nuova dimensione. Dall’altro lato, è stato interessante riprendere le persone che passeggiavano liberamente per gli spazi del tunnel, poiché è l’opposto di ciò a cui la galleria era stata inizialmente adibita. Per questo motivo, ho voluto presentare quel luogo con un nuovo splendore. Per molto tempo sono stato legato alla fotografia in bianco e nero, con la quale mi ero cimentato fin dagli inizi. Però la realtà dei fatti è che viviamo nel XXI secolo e il colore va usato. È vero che ci sono certi scatti in bianco e nero che non potrebbero mai riuscire bene a colori, ma il colore dona vita, dà luce alle cose. A me piace la natura, che è piena di colori. Ogni cosa bella è piena di colori.”

Come seleziona le fotografie da esporre e da presentare ai vari concorsi?
“Una delle cose più affascinanti per chi si occupa di fotografia è vedere ciò che si osserva con la vista ritratto in una fotografia, vedere cioè la stessa scena sotto un nuovo aspetto, vedere cose che l’occhio umano non può percepire. Quando faccio una selezione delle mie fotografie, scelgo quelle che raccontano una storia. Per questo motivo, preferisco presentare una serie di fotografie, piuttosto che un unico scatto: un portfolio è più inclusivo, riesce a costruire una narrazione. Gli scatti riusciti, a mio avviso, sono quelli che raccontano una storia, che esprimono un messaggio.”
Quali emozioni ha provato all’assegnazione del premio di “Istria Nobilissima”?
“Per me, il premio è una delle cose più belle, che mi rendono più felice. Mi rasserena sapere che una giuria fatta di esperti del settore abbia saputo apprezzare il mio lavoro e percepire la narrazione dei miei scatti. Ciò che mi preme è trasmettere il messaggio delle mie fotografie al pubblico, di far vedere ciò che ho visto io, di dare una visione più bella del mondo.”

Come sta vivendo questo periodo di crisi?
“L’aspetto che mi colpisce di più è l’impossibilità di incontrarsi, di frequentare le persone, di passare del tempo insieme a parenti, amici, colleghi. Le persone sono fatte per stare insieme. Come fotografo, ciò che mi manca di più non sono tanto le esposizioni, poiché i lavori possono essere osservati anche in Rete; personalmente soffro soprattutto per la mancanza di incontri. Noi artisti ci frequentavamo, ci radunavamo spesso per condividere le nostre esperienze, per confrontarci, per imparare gli uni dagli altri. Sono questi i momenti che mi mancano di più. Spero che presto avremo di nuovo l’opportunità di incontrarci e stare insieme. Vorrei ringraziare la giuria di ‘Istria Nobilissima’ per aver riconosciuto il mio lavoro e porgo le mie congratulazioni a tutti i premiati. Purtroppo, ora non abbiamo l’opportunità di farci le congratulazioni di persona, come negli anni precedenti, ma spero che a breve potremo riprendere anche questa attività.”

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