Fiume CEC. «Colonello futurista»: un trittico di musica, teatro e cinema

All’Art cinema avrà luogo domani una performance che vedrà tra i protagonisti l’attore del DI, Mirko Soldano

All’Art cinema di Fiume sta per arrivare uno spettacolo teatrale, musicale e cinematografico che unisce il meglio delle tre arti per un’esperienza senza precedenti. L’appuntamento è previsto per domani alle ore 20 nella grande sala del cinema, dove avrà luogo uno spettacolo dal vivo, un trittico artistico intitolato “Colonello futurista” che vuole invitare a leggere in una chiave nuova la storia delle avanguardie e dei movimenti connessi, spesso interpretati erroneamente a causa delle vicissitudini storiche che li accompagnarono.

 

L’evento della durata di una cinquantina di minuti si inserisce nel programma di Fiume Capitale europea della Cultura 2020 ed è nato dalla collaborazione tra l’Associazione 25 FPS di Zagabria e l’Art cinema di Fiume, grazie al programma dell’Incertezza tettonica. “Colonello futurista” è un trittico futurista che inserisce nella parte cinematografica elementi delle altre arti. Il titolo originale è “Sonvoyce on Source: Colonello futurista”, con la regia di Vladislav Knežević e vede nei ruoli principali Tanja Vrvilo, Damir Bartol Indoš e Mirko Soldano.

La parte inferiore del pallone aerostatico

Una performance dal vivo
Il trittico si potrebbe considerare una performance dal vivo; un concerto musicale; un pezzo teatrale e una proiezione cinematografica uniti in un unico prodotto. È dedicato al futurismo, un movimento radicale risalente alla nascita delle avanguardie e caratterizzato da idee controverse di artisti non convenzionali dai pareri anticonformisti. Tali autori hanno tentato di creare un contesto florido per nuove letture dell’eredità futurista.

Nella messa in questione dell’eredità futurista ci si concentra su tre autori: Luigi Russolo e il suo manifesto “L’arte dei rumori”, il militare Giuseppe Rossignoli, conosciuto per le sue azioni futuriste e il pittore Giacomo Balle.

Mirko Soldano, l’attore del Dramma Italiano del TNC “Ivan de Zajc”, e collaboratore del nostro quotidiano, che partecipa al progetto, ci ha spiegato l’origine della performance che nasce come progetto per un film-cortometraggio.

Il manifesto della pièce

Una messinscena improvvisata
“Si è deciso per un concerto-spettacolo in gran parte improvvisato all’interno del quale si succedono video, momenti di danza, recitazione, ispirandosi al ‘fluxus movement’. Il termine veniva usato per partecipazioni di poesia, pittura e musica in un flusso continuo – ha illustrato Soldano -. Per quanto riguarda il copione, l’autore del testo non sono io, ma ho fatto degli interventi sulla parte testuale, il che mi ha coinvolto molto nella parte della narrazione, visto che non recito nel mediometraggio. C’è il mio viso, ma è un po’ un film muto. La collaborazione c’è stata anche nella parte dello spettacolo e tante cose le abbiamo create insieme. Avremmo voluto far crescere lo spettacolo con qualche giorno di prova in più, dargli più profondità, più precisione o magari aggiungere dei materiali. Purtroppo il Covid-19 ci ha spezzato le gambe e quindi è saltata la possibilità di approfondire le cose”, si è detto dispiaciuto Soldano. “Non abbiamo potuto sviluppare il discorso, ma forse in futuro lo rifaremo. Per questo motivo, più che uno spettacolo, si tratta di una performance, tenendo viva l’idea non tanto dell’improvvisazione, ma quasi. Gli artisti che hanno lavorato a questo progetto vengono da Zagabria e dall’Istria, quindi è stato difficile anche organizzarci per le prove. Ma comunque il centro resta il mediometraggio e tutto quello che abbiamo preparato dopo è solo una cornice nella quale si inserisce, anche se è pensato in maniera separata dalla performance. Contiene diversi effetti speciali difficili da realizzare senza un sostegno finanziario, che è stato dato dal Ministero della Cultura e dei Media. Mi dispiace che il progetto non abbia ottenuto il sostegno di altri partner e che si sia messo di mezzo il Covid, ma l’iniziativa di unire al video il prima e il dopo merita sicuramente l’attenzione della critica. In ogni caso gli elementi futuristi sono interpretati in chiave contemporanea e non si tratta di una ripresa delle serate futuriste degli anni Venti del secolo scorso”.

 

Le avventure del Colonnello Rossignoli
Il film è diviso in tre parti di cui la prima prepara il contesto per “la guerra”, che sarà la premessa artistica su cui innestare il mediometraggio. La seconda parte è costituita dal film vero e proprio in versione integrale dal titolo “Colonello futurista” che dà il titolo anche allo spettacolo. La storia del Colonnello Rossignoli è un pretesto e si basa su un volo di spionaggio con un pallone aerostatico sulla fortezza di una Pola austroungarica prima del Primo conflitto mondiale. In questo volo il Colonnello viene intercettato da uno sparo che non lo uccide ma cambia la sua carriera e la percezione della realtà nell’aeronautica militare e rispetto al suo punto di vista sul mondo. Da quel momento, venti anni dopo, da soldato diventa artista, capo della propaganda militare e prende parte solo alle azioni di aeropittura.

Mirko Soldano in scena

Elementi virtuali e animazione 3D
Soldano ha spiegato pure che il film contiene diversi elementi in termini stilistici e tecnici: sembra un documentario nell’atmosfera e ha una linea narrativa. Mescola alcuni footage originali girati da 60 mm su pellicola e poi rilavorati col digitale.

“Il punto di vista della mongolfiera dall’alto è ricreato in animazione 3D usando un modellino e mescolandolo con alcune videosequenze alle quali ho preso parte secondo una recitazione da cinema muto – ha continuato -. Si tratta di sequenze animate degli oggetti in stile ‘game industry’ e i motivi tipici frequenti dell’aeropittura sono completamente girati in virtuale. Non mancano i riferimenti ad Hans Richter e al cinema astratto di Viking Eggeling. Animazioni delle mappe tecniche vengono trattate come disegno realizzato con il CAD e le fortezze diventano veri e propri disegni di macchine. La terza parte della performance ritorna alla natura in una prospettiva più ampia, un futurismo esoterico-occulto rivolto all’universo e ispirato al quadro di Balla: ‘Mercurio passa davanti al sole’, che verrà usato da me per un momento performativo e seguito da una registrazione audio multilivello di alcuni dati di Mercurio e del Sole dell’eclissi parziale raccordati su un video del Sole preso dalla NASA per creare un effetto ‘mantrico’ e caotico. Dal punto di vista tecnico i fratelli Sinkauz per la musica dal vivo usano strumenti analogici e pochissimo il digitale”.

“Colonello futurista” viene realizzato dal collettivo artistico Sonvoyce on Sourc, attivo dal 2017. Il suono e la musica sono di Alen e Nenad Sinkauz, mentre il tecnico del suono è Hrvoje Pelicarić. L’animazione aggiuntiva e la postproduzione sono di Mario Kalogjera.
Il prezzo del biglietto è di 35 kune, mentre i membri del Club del film hanno uno sconto di 5 kune. I biglietti si possono prenotare all’indirizzo e-mail [email protected]

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