IL COMMENTO Historia magistra vitae?

Foto Roni Brmalj

Non venite nel nostro bar perché qui non siete i benvenuti. Il messaggio viaggia online grazie a una finestra di un social. Questa volta è rivolto a tesserati, elettori e simpatizzanti dell’HDZ, domani chissà… forse a essere invitati a girare alla larga saranno, per citare Benigni, “i ragni e i Visigoti”…
Qui non siete i benvenuti. Ebbene, le parole hanno un senso, letterale e suggestivo e ci mettono poco a scatenare una bufera, innescando commenti e reazioni che si rincorrono sul web e rivelano le profonde spaccature che pervadono anche il tessuto cittadino della Capitale europea della Cultura. Impossibile non notare le poco celate tendenze discriminatorie inaccettabili in una società civile che qualcosa avrebbe dovuto imparare dalle dolorose lezioni impartite dalla storia. E invece i moniti e le testimonianze che raccontano le possibili conseguenze di un pensiero riconducibile per antonomasia all’intolleranza e alla scarsa dimestichezza con la democrazia: “Noi siamo noi e gli altri non sono nessuno” non bastano mai. Appare evidente l’opportunità di intensificare ulteriormente la diffusione su larga scala dei testi (o almeno dei film) che spiegano la fondamentale importanza del divieto di discriminazione.
Josip Ostrogović, presidente della Sezione fiumana dell’HDZ, commentando il post del gestore del bar Three Monkeys non fa giri di parole e parla di razzismo. “La responsabilità collettiva è un retaggio di altri sistemi, esattamente come lo sono anche i proclami con i quali alcune comunità vengono dichiarate indesiderate. Purtroppo, in questo caso i cittadini di Fiume – scrive Ostrogović – vengono segregati in base all’appartenenza a una parte politica e questa è una forma di razzismo”.
Dal canto suo il sindaco Vojko Obersnel, non potendo ignorare la burrasca sui social e sollecitato a esprimersi riguardo alla vicenda, pur esprimendo piena comprensione per le emozioni del gestore del bar, il senso di impotenza e l’umiliazione provata dagli imprenditori che soffrono le conseguenze del lockdown invita alla calma, a evitare divisioni e a non perdere di vista la vera fonte dei problemi e delle conseguenti rabbia e frustrazione: il virus. “Anch’io seguo la situazione, anch’io trovo molte cose strane e incomprensibili, ma indirizzare la rabbia verso un gruppo di cittadini di Fiume, quale esso sia, non porterà la soluzione. Può solo peggiorare la situazione. Pertanto, rimaniamo tolleranti gli uni nei confronti degli altri…”, scrive Obersnel, che sottolinea: “Non approvo che i cittadini di Fiume vengano divisi in categorie, quella dei ‘benvenuti’ e l’altra riservata a ‘quelli che non sono i benvenuti’, da qualsiasi parte”.
Voce fuori dal coro Ana Blečić Jelenović, che la Lista per Fiume ha candidato a sindaco di tutti i cittadini del capoluogo quarnerino. “Penso che non si tratti né di razzismo né di segregazione”, ha scritto in un post su Facebook esprimendo piena comprensione per il modo scelto dall’imprenditore per far sentire la sua voce ed esprimere il suo malcontento.

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