L’unitarietà prima di tutto!

Palazzo Modello, sede della CI di Fiume e dell'Unione Italiana. Foto Željko Jerneić

Trentuno anni dopo Gruppo ‘88 ci stiamo reinterrogando: dove stiamo andando? Tra qualche anno ci saremo ancora? Poi ci fu il Movimento per la Costituente, quindi, nel gennaio del 1991, le prime libere, democratiche e pluralistiche elezioni all’interno della nostra Comunità Nazionale. Il 2 marzo 1991 sciogliemmo l’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume e fondammo l’Unione Italiana il 16 luglio 1991. Nell’estate del 1997 registrammo l’Unione Italiana a Capodistria.
Fin dalla nostra nascita, il principio dell’unitarietà e dell’uniformità di trattamento al più alto livello sono stati alla base della nostra stessa esistenza, sono parte del nostro agire etico, sono dei principi cardine della nostra Organizzazione, sono dei valori irrinunciabili. Per mantenerli ci siamo impegnati e sacrificati, abbiamo sognato, abbiamo seguito degli ideali e una chiara visione, abbiamo rischiato la galera. Ma siamo riusciti a ottenere alcuni fondamentali risultati: il Memorandum trilaterale del 15 gennaio 1991 che definisce l’Unione Italiana quale l’Organizzazione rappresentativa unitaria di tutti gli Italiani di Croazia e Slovenia; il Trattato Italo-Croato sulle Minoranze del 1996, che riconosce l’Unione Italiana quale l’Organizzazione rappresentativa della CNI. In questa nostra azione abbiamo dovuto superare notevoli difficoltà principalmente in Slovenia, ma anche in Croazia, mentre l’Italia è stata sempre convinta sostenitrice della nostra unitarietà!
Ricordiamoci ancora la Piattaforma programmatica degli Italiani in Slovenia, accolta a Pirano il 6 settembre 1990, in cui si affermava che il “rinnovamento dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume deve portare alla creazione di un’associazione unitaria e democratica con piena legittimità di rappresentanza in Slovenia e Croazia”. A chiederlo furono l’Assemblea congiunta delle CAN comunali di Capodistria, Isola e Pirano, della CAN Costiera, delle CI di Capodistria, Isola e Pirano, dei Consiglieri ai seggi specifici nelle Assemblee Comunali di Capodistria, Isola e Pirano e nell’Assemblea della Comunità dei Comuni Costieri, nonché dei deputati ai seggi specifici al Parlamento sloveno!

Tornaconti meschini di breve respiro

Oggi, dopo le tensioni che stanno percorrendo la nostra Comunità, le spinte centrifughe generosamente sostenute da soggetti esterni che coltivano il perverso disegno di spaccare quest’unitarietà per meschini tornaconti di breve respiro, dopo che sono profondamente mutate le condizioni sociali, economiche, politiche, culturali e ideali dei nostri Paesi di residenza, dell’Italia, dell’Europa e del Mondo, cosa resta dei nostri ideali di tre decenni fa? Ha senso ancora perseguire l’unitarietà e l’uniformità di trattamento, ha senso ancora l’esistenza dell’Unione Italiana quale espressione unitaria della libera volontà degli Italiani dell’Istria, di Fiume, del Quarnero, della Dalmazia e della Slavonia, di fare Comunità?

Ragioniamo

L’interesse nazionale dell’Italia è ancora aderente alla difesa e alla valorizzazione del nostro essere Comunità unitaria, consapevole, responsabile, autonoma, libera, pluralistica, democratica, autorevole, fattore propulsivo di sviluppo, di crescita, fautore di convivenza, propugnatore di proficui rapporti intestarli e interregionali lungo l’asse italo-croato-sloveno, convinta assertrice del dialogo interculturale, della cross-fertilization, presenza attiva che può continuare a mantenere viva la lingua, la cultura, l’identità Italiana nelle terre perdute?
Si possono fermare le tentazioni al cannibalismo per l’esca che viene spudoratamente gettata nel nostro cortile senza rapportarsi minimamente alla nostra realtà e disinteressandosi totalmente delle conseguenze che provoca (anzi traendone profitto), dei rapporti istituzionali e umani che vengono così sottoposti a pericolosi stress. Il tutto per 30 denari? Possiamo esclamare: teneteveli!?
Si può fermare la tentazione alla divisione, la deriva all’abdicazione della nostra soggettività, l’umiliazione della nostra dignità, l’autoritarismo caporalesco?
Per favore: facciamo tutti un passo di lato, un passo indietro, ragioniamo sulle conseguenze delle nostre azioni, anteponiamo sempre e comunque il bene e gli interessi della nostra collettiva a quelli personali, familiari, amicali. La riunione di questa sera a Gallesano sia un’occasione per riflettere, per discutere, per parlare, per dialogare, su questi temi e su tanti altri ancora, per ritrovare la nostra unità d’intenti. Per cambiare, per ripensare le nostre prospettive e proiezioni future, per definire nuove strategie, per tracciare la rotta dei prossimi trent’anni, per rinsaldare i nostri rapporti umani. Non disertatela: partecipate, perché libertà e democrazia è partecipazione!
Infine, mi sia consentita una nota personale. Continuo a essere additato quale il responsabile di tutti i mali che ci attanagliano, la causa di tutte le peggiori trame, da ultimo anche in relazione alle prossime elezioni europee. Uno stillicidio di menzogne, di fake news, di fango, di sciacallaggi stanno asfissiando la mia vita. Mi sono sempre battuto per il bene supremo della nostra Comunità Nazionale. Certo, nel farlo ho sbagliato, ho commesso errori. Ne sono consapevole: ho cercato di rimediare. So di aver fatto anche cose buone e giuste, di aver portato il mio chicco di grano, di aver dato il mio contributo di idee e di lavoro, di aver agito in favore dei connazionali tutti, di avere seminato positività e propositività. Ma tutto ciò non ha alcuna importanza nel mondo contemporaneo che non guarda alla verità, al senso delle cose, che non si sofferma a capire, ma che si nutre di immagine, apparenza, caducità e superficialità. Ebbene, se in questa visione del nostro piccolo grande microcosmo sono “il problema”, sono pronto a fare non un passo indietro o di lato: sono pronto a farmi definitivamente da parte, domani, ora, subito adesso. Credo di aver ampiamente fatto il mio dovere a favore della Comunità di destino (parafrasando Edgar Morin) a cui appartengo. È giunto il momento di cambiare.

Facebook Commenti