«Un tetto di radici» per dare voce alla produzione letteraria del territorio

Il libro, realizzato da Gianna Mazzieri-Sanković e Corinna Gerbaz Giuliano, è disponibile da ora anche in lingua croata

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«Un tetto di radici» per dare voce alla produzione letteraria del territorio

Gli storici della letteratura italiana hanno analizzato tutte le epoche storiche, i filoni letterari e gli autori, da quelli maggiori a quelli quasi insignificanti. Lo stesso è stato fatto dagli storici della letteratura croata per quanto riguarda la produzione in lingua croata sul territorio dell’odierna Croazia. Ma la letteratura, ovvero la produzione in lingua italiana o dialettale del secolo scorso e contemporanea, a Fiume e in Istria, è rimasta esclusa completamente dall’interesse della critica letteraria dei due Paesi. Per correggere quest’ingiustizia e fornire un testo scientifico, ma anche un potenziale testo d’esame o un libro scolastico, Gianna Mazzieri-Sanković e Corinna Gerbaz Giuliano, del Dipartimento di Italianistica dell’Università degli Studi di Fiume, hanno scritto il volume intitolato “Un tetto di radici. Lettere italiane: il secondo Novecento a Fiume” (Sestri Levante, Gammarò edizioni, collana Le bitte, 2021)”, un compendio di saggi scientifici che trattano il tema delle “Lettere italiane” nel secondo Novecento a Fiume. Il volume in lingua italiana è uscito alla fine di settembre, mentre un libro con lo stesso titolo ma per i lettori croati è stato realizzato in questi giorni e verrà presentato oggi alle ore 10 nell’Aula consiliare del capoluogo quarnerino. Le autrici ci hanno concesso un’intervista per spiegare come è nato il volume e perché è stato realizzato in croato.

 

È nato prima il libro in italiano o quello in croato?

Gianna Mazzieri-Sanković: “Innanzitutto ci terrei a specificare che l’uno non è la traduzione dell’altro, ma si tratta di due libri scritti parallelamente. L’idea di base era di fare un’antologia, ma poi questa idea si è sviluppata in un altro senso e non volendo perdere troppo tempo, visto che siamo vincolate con l’Università e dobbiamo produrre regolarmente dei testi, abbiamo deciso di dedicare un volume composto da due parti alla produzione letteraria fiumana, tralasciando l’Istria per motivi di spazio e tempo. Visto che le nostre ricerche fatte in passato sono legate a Osvaldo Ramous e Marisa Madieri e quindi principalmente alla realtà fiumana, ci è sembrato più logico mantenere l’interesse sulla città. Il primo libro che abbiamo fatto è uscito nel 2013 ed era intitolato ‘Non parto, non resto’, quindi il libro ‘Un tetto di radici’ potrebbe venire considerato la continuazione di quella prima ricerca”.
Corinna Gerbaz Giuliano: “Vorrei aggiungere e sottolineare un altro dato molto importante in quanto è una nostra particolarità e non esiste in nessun altro Ateneo. Il nostro Dipartimento, nel programma della Laurea magistrale, ha un corso obbligatorio di letteratura istro-quarnerina e un corso opzionale sulla produzione di Osvaldo Ramous. Quindi i nostri studenti, oltre alla letteratura italiana, studiano anche la letteratura del territorio e visto che si tratta di studenti che sono al quinto anno e hanno acquisito una certa maturità, apprezzano moltissimo le opere letterarie dei nostri autori, si meravigliano che una produzione di questo genere venga ignorata e molto spesso scelgono temi per le tesi di laurea legati, appunto, alla nostra letteratura”.

Per la copertina è stata usata una foto di Bruno Bontempo

Perché nasce questo libro?

Gianna Mazzieri-Sanković: “Perché la nostra letteratura non ha la dovuta collocazione. Il libro in italiano e quello in croato sono complementari. Il primo è in vendita, mentre il secondo è disponibile presso il nostro Dipartimento. Essendo in lingua croata è per un pubblico diverso, rispetto a quello italiano, che viene usato alle Università. Manderemo sicuramente il libro croato anche in Bosnia ed Erzegovina e a Zagabria, perché ci teniamo a far sapere a colleghi e interessati che esistono autori che hanno scritto in lingua italiana anche dopo il 1945. Noi non possiamo accettare il fatto che in un’Europa che punta alla cancellazione dei confini si mantengano barriere dal punto di vista letterario o linguistico. I nostri autori non possono trovarsi nelle antologie croate, perché non scrivono in croato. L’Italia deve accettare e valorizzare anche gli scrittori e i poeti che operano o hanno operato al di fuori dei suoi confini. Il nostro patrimonio culturale è ricchissimo, ma per la maggior parte inesplorato o trascurato. Lo stiamo riscoprendo adesso e spero che in futuro le nostre ricerche verranno approfondite e ampliate”.

Corinna Gerbaz Giuliano: “Ovviamente, non abbiamo puntato solo all’Italia, ma abbiamo realizzato il libro in croato per rivolgerci anche alla Croazia. In questo libro abbiamo proposto un apparato bio-bibliografico senza precedenti. Spesso e volentieri gli studiosi, anche della nostra Facoltà, che sono interessati alla letteratura del nostro territorio, i cosiddetti ‘fiumanologi’, hanno il problema di non poter attingere da testi in croato. Questo libro è ampio, complementare e scientifico e verrà sicuramente valorizzato da coloro che studiano o sono interessati alla letteratura italiana di stampo fiumano”.

Gianna Mazzieri-Sanković: “Tutto il volume è composto da saggi, ma in pratica la prima parte è la storia della letteratura fiumana, suddivisa in tre rami. Il primo è quello del secondo dopoguerra, ovvero dal ‘45 al ‘64, cioè il realismo socialista o neorealismo. Il secondo periodo è quello che va dal ‘64 all’’89, ovvero alla Caduta del Muro di Berlino, un’apertura in ogni senso, i libri, l’allacciamento dei rapporti con l’UPT, i primi studenti che vanno a studiare in Italia. La terza fase è quella della Repubblica di Croazia, dal ‘91 fino ad oggi. Poi ci sono due capitoli aggiuntivi, ovvero la letteratura dell’esodo e la letteratura dialettale. Il libro si apre con un percorso che giunge al 1945 e persino in questo periodo il materiale abbonda, contrariamente a quanto si pensava. Soltanto dal primo capitolo si potrebbe trarre un intero libro. La seconda parte del libro, invece, è monografica ed è strutturata in ordine cronologico senza fare distinzione tra esuli o rimasti. Per fare un esempio, Ramous è primo e Morovich è il secondo, per un totale di 19 autori che arrivano ai giorni nostri. Nella parte biografica abbiamo cercato di essere precise ed esaustive, senza sorvolare alcun dettaglio”.
Corinna Gerbaz Giuliano: “Abbiamo trovato i materiali negli archivi e abbiamo ritrovato testi straordinari della cui esistenza non eravamo a conoscenza. La Società di Studi fiumani di Roma ci ha aiutate tantissimo inviandoci molto materiale che poi è stato usato. La versione italiana, letta anche da persone di un certo calibro, ha avuto un impatto molto positivo e tanti colleghi ci hanno ringraziato per aver rivelato loro questa grande ricchezza letteraria. Nella percezione della cultura croata mancava un’opera di questo genere, un’opera completa che permetta a una persona interessata all’argomento di capire quello che siamo e il nostro ruolo nella storia e nella vita culturale fiumana”.

Qual è il significato del titolo «Un tetto di radici» e perché non è stato tradotto in croato?

Gianna Mazzieri-Sanković: “L’espressione è tratta da un verso di Ramous: ‘Se le case squarciate/ terranno aperte le bocche/ avide della perduta intimità,/ noi scaveremo la terra/ per costruirci un tetto di radici’. Ramous ha sempre versi molto forti e questo mi ha colpito in modo particolare perché spiega che anche se ti tolgono tutto e ti squarciano la casa, anche se ti tolgono l’intimità, tu cercherai comunque di costruire un tetto dalle tue radici”.
Corinna Gerbaz Giuliano: “La decisione di lasciare il titolo in italiano è stata voluta perché il titolo ‘Krov od korijenja’ non ci piaceva, era molto meno poetico. Per quanto riguarda i testi all’interno del libro, anche quelli sono rimasti nella versione originale, ma con note a piè di pagina. È stato il recensore, Saša Potočnjak, a proporci questo sistema e siamo contente che l’iniziativa sia scaturita da una persona della maggioranza. Personalmente, sono molto contenta che questa nostra iniziativa sia andata in porto e che abbiamo ricevuto tanti responsi positivi, tra cui pure quello di Diego Zandel, entusiasta del volume”.

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