Requiem: il Coro protagonista della serata

Al Teatro Nazionale Croato «Ivan de Zajc» di Fiume è stato proposto alla vigilia di Ognissanti lo straordinario capolavoro di W.A. Mozart, diretto dal carismatico Maestro Philipp von Steinaecker

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Requiem: il Coro protagonista della serata

Emozionante serata al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume con la toccante esecuzione del sublime Requiem in Re minore, KV 626 di W.A. Mozart alla vigilia di Ognissanti. Protagonisti l’Orchestra sinfonica di Fiume e il Coro dell’Opera, diretti dal Maestro Philipp von Steinaecker, con il soprano Marija Kuhar Šoša, il mezzosoprano Ivana Srbljan, il tenore Domagoj Dorotić e il basso Slavko Sekulić in veste di solisti.

 

Drammatico e commovente, il capolavoro di Mozart è una delle sue composizioni più note e amate da generazioni di appassionati di musica colta, ma anche da un pubblico più vasto, per cui ogni sua esecuzione garantisce il tutto esaurito. È stato così anche l’altra sera al Teatro fiumano, nonostante l’accesso sia stato consentito soltanto agli spettatori muniti di Green pass. La straordinaria potenza del disegno armonico e melodico del Requiem, la struggente profondità degli afflati emotivi e spirituali che ispirarono queste pagine ne fanno uno dei brani più elevati nella storia della musica e uno dei capolavori assoluti della musica sacra. Il fatto che questa rimase incompiuta per la morte di Mozart, avvenuta il 5 dicembre 1791, contribuisce alla carica emotiva della composizione. Il Requiem venne completato successivamente dall’amico e allievo di Mozart, Franz Xaver Süssmayr, in base agli abbozzi del compositore, ai quali si aggiungono segmenti composti dallo stesso Süssmayr.

Pagine avvolte nella leggenda

Sono poche le pagine della storia della musica avvolte nella leggenda com’è il caso con il Requiem mozartiano. Infatti, il fatto che venne composto nelle ultime settimane di vita dal giovane Mozart per un committente misterioso alimentarono la creazione del mito. Oggi sappiamo, però, che il committente fu il nobile conte Franz von Walsegg che aveva perso nello stesso 1791 l’amatissima moglie e in suo onore voleva rappresentare una messa funebre con una musica appositamente composta. Come spiega lo storico della musica Dinko Fabris, essendo un compositore dilettante e volendo fare bella figura, si era rivolto a Mozart, sempre a corto di denaro, chiedendogli la musica del Requiem e avvisandolo che sarebbe stata eseguita con un altro nome. Questa fu una circostanza non rara nel Settecento.

Il mito romantico dell’Ottocento

Nell’Ottocento, il mito romantico influenzò la riscoperta postuma della straordinaria opera di Mozart, ma portò anche a invenzioni, fantasiose ipotesi e a falsi storici. Uno degli elementi più potenti del mito – spiega ancora Fabris – fu la proposta che la morte di Mozart fosse stata causata da un veleno procurato da Antonio Salieri per invidia verso il suo giovane concorrente. Si tratta di un’ipotesi nata decenni dopo la morte di Mozart e fu alla base della tragedia di Puškin, “Mozart e Salieri” del 1830. Negli anni Ottanta del secolo scorso, invece, fu su questa storia che si basò il finale del celebre film di Miloš Forman “Amadeus” (1984). Osservando, però, i fatti storici, è chiaro che Salieri non avrebbe avuto alcun interesse ad assassinare il giovane compositore in quanto all’epoca era molto più ricco e famoso di Mozart, dal momento che ricopriva l’incarico di maestro di cappella e compositore della corte imperiale, mentre le sue opere venivano rappresentate in tutta Europa. Al contempo, Mozart si trovava in circostanze molto più modeste ed era praticamente uno sconosciuto sulla scena musicale dell’epoca.

Il Coro, i solisti e l’Orchestra durante il concerto

Un’opera intramontabile

Mettendo da parte le vicende reali e quelle inventate legate al Requiem, è chiaro che ci si trova a cospetto di un’opera intramontabile, capace di coinvolgere e commuovere. La partitura rimase incompiuta, fermandosi al numero 8 (su complessivamente 14), ovvero con il Lacrimosa che si ferma dopo le prime otto battute sulle parole “homo reus”.

Ed è proprio in questo punto che l’esecuzione del Requiem nel Teatro fiumano è risultata particolare perché si è improvvisamente fermata. Il Maestro Philipp von Steinaecker, assieme all’Orchestra e al Coro, ha voluto onorare, infatti, la memoria del genio di Salisburgo fermando l’esecuzione del Requiem dopo le battute iniziali del Lacrimosa, esattamente nel punto in cui Mozart smise di comporre perché spirò. Dopo una lunga pausa, i solisti hanno eseguito l’opera corale di J.S. Bach “Es ist genug”, BWV 60, accompagnati al violoncello da Petar Kovačić, al che è stata ripresa la Lacrimosa e il Requiem è proseguito fino alla fine.

Kuhar Šoša, Srbljan, Dorotić e Sekulić

Un’esperienza emozionante

Si è trattato di un’esperienza profondamente emozionante, soprattutto grazie alla direzione appassionata, energica e puntuale del carismatico Maestro von Steinaecker che ha guidato l’eccellente Orchestra e l’eccezionale Coro nella creazione di un affresco musicale di grande drammaticità e coerenza interna. Von Steinaecker ha avuto sotto controllo ogni particolare e ciascun segmento dell’esecuzione, comunicando con disinvoltura con l’Orchestra, il Coro e i solisti. Ha inoltre optato per tempi un po’ più veloci per tutte le parti del Requiem, mantenendo al contempo la chiarezza nella resa di ciascun passaggio e idea musicale.

I solisti, che in questo Requiem hanno un ruolo un po’ meno pronunciato, anche se importante, hanno interpretato la loro parte con il giusto coinvolgimento. Il protagonista della serata è stato, però, il Coro dell’Opera, eccellentemente istruito dal Maestro Nicoletta Olivieri, che si è distinto per la precisione con la quale ha eseguito i passaggi più impegnativi della partitura di Mozart – qui facciamo riferimento soprattutto alla fuga del Kyrie, ripresa alla fine sul testo di Cum sanctis tuis, eseguita con un tempo incalzante – e ha seguito puntualmente tutte le indicazioni del direttore d’orchestra contribuendo a un’esecuzione di grande impatto.

Tutti gli interpreti sono stati premiati con copiosi e meritatissimi applausi.

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