Pagine sparse, poesia e versatilità di Claudio Ugussi

Claudio Ugussi. Foto: Željko Jerneić

S’intitola “Pagine sparse e poesia“ il libro di Claudio Ugussi uscito di recente dalla Durieux-Edit, ed è il primo libro in lingua italiana edito da parte dell’Associazione croata degli scrittori, sezione istriana, come ha fatto notare l’Autore.
Il volume propone saggi, poesie, racconti – diversi dei quali inediti – che complessivamente ruotano attorno agli eventi storici, culturali, sociali ed esistenziali legati alla travagliata storia dell’Istria e del Quarnero – a cominciare dal 1947 – con le sue problematiche, i suoi personaggi, oltrepassando in alcuni casi i limiti del nostro microcosmo minoritario.
Altre genti, lingue, costumi, mentalità, cultura, avevano sostituito, tra l’altro, i polesani andati; e al calare del sole un’opprimente senso di solitudine. Però era necessario “accettare la nuova realtà… Accettazione non voleva dire cambiare sé stessi, la propria identità e non solo quella etnica – spiega Ugussi nella prefazione – Bisognava resistere… almeno per il momento, per capire dove stavamo andando”. Con il passare del tempo,essere rimasti assumeva un significato più profondo, specie dopo gli anni Ottanta quando iniziava a sbocciare una vivace produzione letteraria, a testimonianza che la lingua e la cultura e i propri valori si erano mantenuti. “Era giunta l’ora che il grido squarciasse il silenzio”, commenta Ugussi.
La cultura di confine
Nella prima parte gli scritti e i saggi “Alcuni aspetti della cultura degli Italiani dell’Istria e di Fiume” trattano eventi, teorie e situazioni connessi alla letteratura, pittura, all’esodo e integrazione, alla cultura di confine.
Nella sezione “Incontro con gli autori” Ugussi dedica ampio spazio a Tomizza, a Matvejević e a Quarantotto Gambini. Ripercorrendo l’itinerario letterario di Fulvio Tomizza, Ugussi rileva la reazione del critico Davor Šošić al romanzo “Materada” definito da questi “una costruzione letteraria irredentista”. Nel “sogno dalmata” risalta il dualismo che ruota nell’area di confine. “Il valore universale dell’odissea tomizziana che si spiega nel suo narrato sta proprio in questa sofferta ambiguità non intesa sicuramente come come doppiezza, come lui stesso vuole sottolineare”, riassume Ugussi.
Vicende umane
In “Predrag Matvejević, un Prometeo dei giorni nostri”, l’autore narra la vicenda umana, politica e artistica di Matvejević. Figlio di un russo di Odessa emigrato nel 1921 – i cui famigliari moriranno nei gulag – Matvejević assorbe l’atmosfera pluriculturale e plurilinguistica fin dall’infanzia. Eretico, rispetto all’ortodossia comunista, conosce i filosofi della scuola di Francoforte, intrattiene rapporti epistolari con dissidenti, scrive lettere aperte a Tito, Ceausescu e ad altri potenti, adoperandosi per tutta la vita per una società più umana, ribelle ad ogni ideologia.
Nella Narrativa di Pier Antonio Quarantotto Gambini, capodistriano di nobile famiglia, l’autore ripercorre la sua vicenda letteraria poco felice e la sua situazione esistenziale di “sradicato”, di “italiano sbagliato”.
Istria, isole e Quarnero
“I percorsi di un’antica civiltà” come suggerisce il titolo, narrano la lunghissima storia, arte e le tante vicende delle cittadine dell’Istria e delle isole quarnerine.
La prosa, infine, cede il posto alla poesia ugussiana, a partire dal 1956 fino ai nostri giorni. Versi raffinati, sentiti, profondi, che spesso sono stati meritatamente premiati al Concorso d’Arte e Cultura “Istria Nobilissima”.
Claudio Ugussi, polese (1932), laureato a Zagabria in lingua e letteratura italiana e pittura, professore nelle scuole della CNI. Si dedica alla poesia, alla prosa, alla saggistica e alla pittura ispirandosi alla terra natale. “La città divisa” e “Il Nido di pietra” sono i due romanzi che lo pongono tra gli autori di maggior rilievo della Comunità Nazionale Italiana.

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