Nella pianura dello Srijem il Castello degli Odescalchi

Nel cuore del medievale centro storico di Ilok, la città più orientale della Croazia, si erge un maniero che per quasi 280 anni fu abitato da una delle più illustri famiglie dell’alta aristocrazia romana

È abbastanza noto che la Croazia continentale, dalla Slavonia al Međumurje, è punteggiata di manieri, castelli, fortezze più o meno importanti, che nel passato erano appartenuti alle famiglie della nobiltà austriaca, ungherese, croata, testimoni di una storia complessa e spesso turbolenta. Alludiamo alle magioni dei vari Eltz, Kulmer, Vranyczany, Pejačević, Drašković… Tuttavia, ogni regola ha le sue eccezioni.
Nel cuore del medievale centro storico di Ilok – la città più orientale della Croazia, che si adagia, circondata da una vegetazione lussureggiante, nella pianura della Slavonia e che si specchia nelle acque calme dell’imponente Danubio – si erge uno dei più maestosi castelli della Slavonia. Un castello che per quasi 280 anni è stato abitato – udite, udite! – dalla nobile famiglia degli Odescalchi. E non è una barzelletta! Gli Odescalchi, una delle più illustri famiglie dell’alta aristocrazia romana, ha dato alla storia cardinali, vescovi, uomini d’arme, Papa Innocenzo XI, mecenati, banchieri, eruditi, politici; mai e poi mai li avremmo associati allo Srijem, alla Slavonia, a Ilok, crocevia di culture diverse, in cui l’Europa centrale s’intersecava con l’Impero ottomano. Ma gli scherzi del destino e i giochi della storia non finiscono mai di stupire.
Con gli Odescalchi, nella grande pianura dello Srijem, soffiò una ventata di cultura e arte italiana. Il Castello Odescalchi sorge sulle fondamenta della preesistente roccaforte del ‘400, di Nikola, signore di Ilok, bano della Slavonia e dello Srijem e re di Bosnia. L’imponente rocca – aveva ancora le caratteristiche della fortezza medievale – fu data in dono dall’imperatore Leopoldo d’Asburgo a Papa Innocenzo XI per il suo ruolo di primo piano nell’esito vittorioso, delle forze cristiana sui Turchi, nella Battaglia di Vienna.
Di fatto, però, il Castello venne ereditato dal nipote del Pontefice, Livio Odescalchi (1652-1713) – Duca di Ceri e di Bracciano, Principe Imperiale, Grande di Spagna e pretendente al trono di Polonia – il quale, da intrepido uomo d’arme, combattè valorosamente contro gli ottomani nella storica battaglia e nel 1697 divenne duca dello Srijem e signore di Ilok.
Un maniero d’eccezione
L’odierno Castello dei principi Odescalchi fu ricostruito tra il XVIII e il XIX secolo e ingloba parti delle mura della precedente fortezza medievale. L’imponente maniero, che fu residenza estiva dei principi Odescalchi, fu costruito su due piani con una pianta a forma di U. L’odierna struttura tripartita del castello e le arcate della facciata principale che a settentrione guardano sul Danubio stilisticamente si distinguono le sue fattezze tardo barocche. La maggior parte dei manieri e dei palazzi nella Croazia settentrionale sono edifici a un piano; per cui, il Castello degli Odescalchi, con i suoi due piani, insieme a quello di Popovača, rappresenta un’eccezione ed è considerato uno dei più grandi castelli della regione.
Nel piano terra di Castello Odescalchi si conservava l’archivio di famiglia, al primo piano c’era l’archivio segreto con documenti relativi alla tenuta e un Museo di corte, con preziosi reperti di epoca preistorica, romana e turca. Il secondo piano ospitava gli alloggi privati, decorati con trofei di caccia, opere d’arte, armi e una biblioteca con i ritratti dei principi di famiglia.

Il Castello degli Odescalchi a Bracciano

La devastazione nel dopoguerra
Poco prima della Seconda guerra mondiale, i principi trasferirono la loro biblioteca e parte del loro patrimonio artistico a Roma. In quegli anni il Castello fu utilizzato principalmente per scopi militari e nel 1948 risultava disabitato e in rovina. La devastazione continuò con la costruzione del sistema di approvvigionamento idrico della città nella soffitta del Castello e con la demolizione delle pareti del secondo piano che fu trasformato in palestra. Vicino al Castello nel ‘700 c’era un giardino il quale, dalla fine del ‘800, venne trasformato nel parco privato degli Odescalchi. Dal 1973 è sotto tutela in quanto monumento dell’architettura dei giardini.
Echi architettonici della Città Eterna
Livio Odescalchi e la famiglia visitarono raramente le loro proprietà nel corso del ‘700. Tuttavia, in quel periodo fu eseguito un restauro che segnerà in modo significativo l’aspetto futuro del Castello, vale a dire che l’edificio in tutta la sua lunghezza, ossia lungo la facciata e le ali laterali, veniva percorso da un corridoio a portici. In questi elementi architettonici e nell’uso dei materiali da costruzione lo storico dell’arte Vladimir Marković ravvisa dei chiari riferimenti all’architettura romana, ossia ai costrutti delle basiliche, dei palazzi e ville romane e perfino alle architetture di Palazzo Barberini.
Il Castello fu completamente restaurato due volte nel corso del XIX secolo. Il primo rinnovamento si ebbe nel 1839 con Livio III e fu diretto dall’eminente architetto viennese Karl Rösner, il quale immesse caratteristiche tipiche dell’architettura viennese della fine degli anni ‘30, ponendolo stilisticamente nell’ambito dello storicismo romantico.
Al tempo di Baldassarre Odescalchi invece, nel 1889, il Castello venne riplasmato secondo gli stilemi del tardo storicismo conferendogli l’aspetto attuale.
Vini pregiati e giardini all’italiana
Nel corso dell’Ottocento gli Odescalchi costruirono nelle “viscere” del Castello una cantina vinicola eccezionalmente all’avanguardia per l’epoca, dando un forte impulso alla viticultura e alla produzione di vini pregiati in tutta la regione. Forti di questa tradizione – che continua tutt’oggi – i vini di Ilok sono particolarmente apprezzati anche ai giorni nostri. Già nel ‘700, il maniero era abbellito dal giardino privato degli Odescalchi – sarà stato presumibilmente un “giardino all’italiana” – il quale, alla fine del ‘800 divenne un parco lussureggiante. A partire dal 1973, quest’area verde è sotto tutela, in quanto monumento dell’architettura dei giardini.
Oggidì Museo civico
Dal 1969 Castello Odescalchi ospita il Museo Civico di Ilok. L’allestimento permanente del Museo racconta il lunghissimo percorso storico-culturale, artistico e spirituale della regione a cominciare dalla preistoria, al periodo dell’antica Roma, delle migrazioni di popoli, al Medioevo, all’epoca ottomana e postottomana, fino all’affermarsi della ricca borghesia dell’Ottocento, alle guerre del ventesimo secolo e della Guerra patriottica. Il tutto nel contesto della ricca e variegata identità della città di Ilok con un chiaro e rispettoso riferimento alla sua storica appartenenza all’Europa centrale e al suo carattere multiculturale. Il Museo contiene la Pinacoteca, una Galleria dedicata agli illustri cittadini di Ilok, la Biblioteca, la Sala multimediale dedicata a Nikola, antico signore di Ilok, e il ricco segmento etnografico che illustra gli aspetti salienti della vita quotidiana del passato nella regione dello Srijem.

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