Istria e Venezia. La musica che unisce

Ha avuto luogo a Parenzo un concerto d'eccezione nell'ambito del progetto «La storia musicale istriana: retaggio dei legami con la Serenissima»

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Istria e Venezia. La musica che unisce
Aleksandra Golojka, Nataša Dragun e Samanta Stell protagoniste della storia musicale istriana. Foto: DENIS VISINTIN

È stato un appuntamento d’altissimo livello quello organizzato dalla Comunità degli Italiani di Parenzo in seno al progetto “La storia musicale istriana: retaggio dei legami con la Serenissima”. Capofila progettuale è l’Università popolare aperta di Rovigno con partner le Comunità degli Italiani di Parenzo e Rovigno, l’Orchestra Regionale Filarmonica Veneta, la Società Croata degli Artisti Musicali (HDGU) e l’Associazione per la salvaguardia della memoria dei compositori istriani (ASMCI). Nella Sala della Dieta istriana, a suo tempo culla del parlamentarismo regionale e oggi uno dei templi della cultura parentina, hanno suonato Aleksandra Santin Golojka (responsabile del progetto) al pianoforte, le flautiste Samanta Stell e Nataša Dragun, con la voce del soprano di casa Patricija Žudetić, accompagnate dagli scroscianti applausi d’un pubblico entusiasta. A salutare i presenti è stato il presidente della Comunità degli Italiani di Parenzo e vicesindaco in quota CNI, Ugo Musizza. Vladimir Torbica, assessore regionale alla Cultura e alla territorialità, ha portato i saluti del presidente della Regione istriana, Boris Miletić, ricordando i legami storici e culturali tra l’Istria e la città lagunare. Il coordinatore del progetto, Franco Rota, ha riassunto quindi i contenuti dell’iniziativa. È seguito poi il concerto, accompagnato dalle brevi spiegazioni introduttive dedicate a ogni autore e alla sua musica, curate da Aleksandra Golojka. Di Andrea Antico da Montona si sono eseguite le frottole “Io son quel doloroso” e “De chi potrà più che mai”. Gabriel Usper Spongia è tornato a Parenzo con la “Sonata a 3”. Di Giuseppe Tartini è stata eseguita la “Sonata III in La maggiore”. Il conte Stefano Rota, di cui alcuni documenti si conservano a Parenzo, è autore dell’“Ave Maria”. Dall’opera “Il vassallo di Szigeth” è stata tratta l’“Aria di Naia: Ancor della sua voce udir”. Con l’“Inno a Dante” dal “Vessillo della patria” di Alfredo Martinz, è calato il sipario su questo strepitoso appuntamento musicale. Aleksandra Santin Golojka è stata direttrice e insegnante di pianoforte presso la Scuola di musica di Parenzo e ora insegna alla Scuola polese. Si esibisce come solista in varie formazioni cameristiche. Samanta Stell insegna alla Scuola artistica di Parenzo. Vincitrice di numerosi premi, si esibisce come solista e in varie formazioni musicali. Nataša Dragun, organizza concerti e suona in alcuni complessi musicali. Patricija Žudetić, dopo aver terminato gli studi musicali a Pola e Zagabria, si sta perfezionando a Vienna. Fuoriuscita dai gruppi di minicantanti della Comunità degli Italiani “Dott. Silvio Fortuna” di Visignano, è vincitrice di numerosi premi.

Il progetto, avviato nell’anno in cui ricorrono i 330 anni della nascita di Giuseppe Tartini, intende riscoprire e valorizzare i protagonisti della storia musicale del territorio istriano e i suoi legami con Venezia. Oltre ai concerti, di cui il primo era stato organizzato qualche mese fa a Rovigno, sono in corso attività di ricerca, videoregistrazioni e la preparazione di un album.

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