Lo «Zajc» «trasformato» in centro commerciale

Il TNC “Ivan de Zajc” con lo striscione appeso sul balcone

Uno striscione che recita “Trgovački centar ‘Zajc’ – 1.500 m². Zatvoreno/closed/chiuso/geschlossen” (Centro commerciale “Zajc” – 1.500 m². Chiuso) è apparso nei giorni scorsi sul balcone dell’“Ivan de Zajc” di Fiume come reazione alla decisione dell’Unità nazionale di protezione civile di sopprimere per due settimane i programmi artistico-culturali e chiudere teatri, cinema, gallerie e musei in seguito al peggioramento della situazione epidemiologica in Regione. Ricordiamo che nella lettera aperta pubblicata venerdì scorso dai rappresentanti degli enti culturali di Fiume, tra cui il TNC “Ivan de Zajc”, il Teatro dei burattini, la Biblioteca civica, la Casa croata di cultura (HKD), il Museo civico e l’MMSU, costoro hanno espresso il loro stupore per la severità con la quale le nuove misure sono state imposte al settore culturale. Infatti, nei centri commerciali, su uno spazio di 100 metri quadrati, possono trovarsi dieci persone. “Se le misure fossero uguali per tutti – è stato scritto ancora – nella platea, sugli spalti e sul balcone del teatro che si estende su 1.500 metri quadrati potrebbe trovarsi un centinaio di persone”. Tale chiusura impedisce agli operatori culturali di lavorare ponendoli in una situazione di disuguaglianza rispetto ad altre attività. Esiste una frase famosa in tutto il mondo, la ben nota “la legge è uguale per tutti”. Eppure, in questo caso, il principio non è stato rispettato. Non ci resta dunque che attendere fino al 17 aprile per poter frequentare teatri, cinema, gallerie e musei. Forse.

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